“Facevano spostare le auto per parcheggiare il loro Suv”: le testimonianze delle scorribande notturne dei fratelli Bianchi

Il passato dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi, accusati insieme ad altri due amici di aver ucciso a calci e pugni il 21enne Willy, non è certamente quello di due bravi ragazzi

TiscaliNews

Spaccio di stupefacenti, lesioni, rissa. Il passato dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi, accusati insieme a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia di aver picchiato a morte il cuoco 21enne a Colleferro,  non è certamente quello che si può definire di due bravi ragazzi. Stando ai racconti di chi li conosceva raccolti da Repubblica, i Bianchi “picchiano e poi ti ordinano di tenere la bocca chiusa. Altrimenti la prossima volta è peggio”.

Due anni di violenze e soprusi

Ad Artena, 8 km in linea d’aria, dove i fratelli sono di casa, un uomo di mezza età, seduto davanti a un bar vicino alla loro villa, azzarda: “I fratelli Bianchi? Hai presente i Casamonica? Ecco…”. Per il disprezzo delle regole, la prepotenza e la violenza che caratterizzano le loro scorribande notturne i “gemelli” fanno paura in tutta la valle alle spalle dei Castelli Romani. Artena, Colleferro, Lariano, fino a Giulianello e Cori, in provincia di Latina “Sono venuti, hanno fatto casino, hanno ruttato e sono ripartiti, sgommando col Suv. Come cani che hanno appena pisciato su un territorio“, racconta a Repubblica Stefano Sorci, gestore del pub “Macellerie Sociali” a Giulianello, vicino Artena. E ancora “Nei locali qui intorno li conoscono tutti, quando entrano loro scende il silenzio”, conferma  al Fatto quotidiano un ragazzo appena uscito dalla caserma dei carabinieri a Colleferro, a venti metri da dove Willy Monteiro Duarte è stato ammazzato di botte.

Facevano spostare le auto per parcheggiare il loro suv 

La prestanza fisica dovuta alle ore passate in palestra dove praticavano la Mma, disciplina che usa pugni e calci per il combattimento, veniva usata dai due fratelli per incutere timore in coloro che ostacolavano i loro piani. “Talvolta li vedono costringere qualcuno a spostare la propria macchina, per far posto al loro Suv. Lo fanno sghignazzando, spintonando e umiliando”, raccontano ancora le persone che li conoscono. Tuttavia nonostante le numerose testimonianze a loro carico non risultano condanne. C’è da credere che le nove denunce, i due processi in corso e le istruttorie aperte in procura sono una lista incompleta delle scorribande dei fratelli Bianchi iniziate due anni.

La prima rissa di Marco

La prima rissa di cui si ha notizia è quella scoppiata davanti a un pub di Velletri, il 5 maggio del 2018. In quell’ occasione Marco Bianchi, classe 1996, fa il suo esordio nella cronaca giudiziaria. Sono coinvolti in sei, tutti arrestati. "Litigio scoppiato per futili motivi", scrive il gip che li scarcera dopo una manciata di ore, Dopo Velletri, il campione di Mma colleziona tra Lariano e Artena altre due denunce per lesioni, una per spaccio di droghe pesanti e una violazione amministrativa: lo beccano a girare per strada in pieno lockdown senza una motivazione plausibile. Non sta certo andando a lavorare, è disoccupato, nonostante su Facebook ostenti orologi, moto e un tenore di vita superiore al livello che il suo reddito permetterebbe.

I precedenti di Gabriele

Appena meno lunga la lista dei precedenti di polizia, quattro, accumulati nello stesso periodo dal 26enne Gabriele Bianchi: un episodio di minacce, lesioni, stupefacenti e anche porto abusivo di "oggetto atto ad offendere". Si tratterebbe di una lama, di piccole dimensioni, comunque pericolosa. I testimoni che sono a Colleferro il 5 settembre scorso lo indicano come il primo assalitore di Willy, seguito dal fratello e da Mario Pincarelli. Già, Pincarelli. Il 21 agosto scorso getta a terra e ricopre di insulti un vigile urbano di Artena, "reo" di avergli ricordato l' uso obbligatorio della mascherina. 

Come si procurano i soldi?

Su come i due fratelli si procurino i soldi gli inquirenti sembrano non avere dubbi. I  fascicoli che sono custoditi al tribunale di Velletri rivelano. “Lavorano su commissione, chi ha un credito e non riesce a farsi restituire i soldi manda loro dal debitore. Chi indaga ha ricostruito la loro “professione”. Dal racconto di chi indaga, i “gemelli” lavorano come emissari dei pusher di zona: quando gli acquirenti iniziano a indebitarsi, gli spacciatori chiamano i “picchiatori”, che intervengono per pestare chi si è attardato troppo. “Molti nemmeno denunciano, non conviene”, ripetono quasi rassegnati.

Caccia alle tre ragazze

Intanto le indagini degli uomini dell’Arma sull’omicidio di Willy proseguono serrate. Sono stati ascoltati nuovi teste che hanno assistito al brutale pestaggio avvenuto in largo Oberdan. Inoltre i militari stanno cercando di identificare le tre ragazze con cui i Bianchi hanno detto di essersi allontanati dalla zona dei locali di Colleferro per fare sesso vicino al cimitero. Un’azione che sarebbe avvenuta prima della follia compiuta in strada contro Willy.

Le armi

Contestualmente, per motivi cautelativi sono state ritirate delle armi, regolarmente detenute, che avevano in casa Ruggero Bianchi, padre di Gabriele e Marco, e Stefano Pincarelli, genitore di Mario. Inoltre, dopo un controllo dei militari del Nas e del Nucleo Tutela Lavoro della polizia amministrativa e della Asl locale, è stata chiusa per cinque giorni la palestra Millennium di Lariano dove i Bianchi praticavano la Mma, disciplina che usa pugni e calci per il combattimento. Il riscontro di gravi violazioni amministrative è la motivazione ufficiale.