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I funerali di Thomas a Pescara, chiuso il parco. Comparsa scritta: "assassini". La fidanzata: "Sarai sempre con me"

Il Vescovo di Pescara: è responsabilità di tutti. Valentinetti: "Funerale molto difficile,ho fatto esame coscienza. La nonna: "Spero che la Tua assenza possa essere di monito ai tanti giovani qui presenti"

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"Mi sono capitati nella mia vita funerali difficili. I sette bambini scomparsi nel terremoto di San Giuliano di Puglia, ma anche questo funerale per me è molto difficile perché mi sono fatto un esame di coscienza. La responsabilità di un atto così violento, la responsabilità di una morte così precoce, 17 anni poco meno, chi se la porta addosso? Sicuramente voi direte che chi ha compiuto i gesti che non doveva compiere ma credo che sia il momento in cui dobbiamo riflettere su una assunzione di responsabilità. Se avvengono questi fatti, se i ragazzi diventano ragazzi incontrollabili, io credo che ci sia una dimensione di responsabilità che tutti indistintamente dobbiamo assumerci. Non è il caso di puntarci il dito uno contro l'altro pensando che la responsabilità sia solo di una realtà, solo di una persona, solo di una situazione". Così l'arcivescovo della Diocesi di Pescara-Penne Monsignor Tommaso Valentinetti, nell'omelia tenuta durante i funerali di Thomas Christopher Luciani morto accoltellato domenica scorsa nel parco di via Raffaello a Pescara

"L'assunzione di responsabilità è da parte di tutti noi, ha proseguito durante l'omelia, delle istituzioni, della scuola, delle famiglie, della chiesa, di tutti. Occorre un sussulto di responsabilità perché queste cose non sono giustificabili. Queste cose non sono comprensibili. Un sussulto di verità, un sussulto che fa cadere le armi dalle mani dei violenti, che fa cadere la nuova lebbra, che sta attanagliando la gioventù, la droga. Siamo qui per pregare per Christopher perché il signore lo accolga tra le sue braccia per chiudere quelle ferite martoriate dalle coltellate. Siamo a pregare anche per chi ha inferto quelle coltellate perché si ravveda e comprenda e capisca". 

Il messaggio della nonna

"Spero che la Tua assenza possa essere di monito ai tanti giovani qui presenti, che siano loro a cambiare questo mondo marcio e renderlo un posto migliore. Desidero che comprendano l'importanza della famiglia e di quanto essa sia sempre un posto sicuro. Un luogo dove poter essere fragili, parlare delle proprie paure e delle proprie insicurezze; crescere e prepararsi alle asperità della vita". Così la nonna di Thomas, Olga, in un messaggio letto nel corso del funerale del nipote ucciso a coltellate a Pescara da due ragazzini. ha detto nonna Olga. "Sarai sempre parte di me. Non potrò mai dimenticare il tuo sorriso. Ti amo". Questa la scritta sulla maglia della fidanzatina di Thomas arrivata in lacrime nella chiesa.

Nel parco compare scritta "assassini"

 Le iniziali dei cognomi dei due presunti responsabili del delitto con le scritte "assassini" e "Christopher vive"; accanto un simbolo che ricorda quello dei "doni della morte" della celebre saga di Harry Potter. E' quanto è stato scritto a grandi caratteri, con bombolette spray, sul prato sintetico del campetto di calcio del parco 'Baden Powell' di Pescara dove domenica scorsa è stato brutalmente assassinato Christopher Thomas Luciani, 17 anni ancora da compiere. Le scritte, ieri, sono state subito ripulite dal personale del Comune. Rimosso anche uno striscione dal tenore analogo.
Con ordinanza del sindaco, il parco è stato chiuso al pubblico per alcuni giorni, proprio per evitare il continuo viavai di curiosi. Il delitto si è consumato in un'area di vegetazione esterna al parco, di pertinenza delle ferrovie, a cui era possibile accedere grazie a una rete danneggiata, che ora è stata riparata.

Il manifesto funebre

Per chi vuole dare l'ultimo saluto al mio angelo...”, scrive sui social, condividendo l'immagine del necrologio, la nonna del ragazzino, che fin da quando lui aveva tre anni e mezzo si era presa cura di lui “come una mamma”. Nel manifesto funebre c'è una foto di Crox - così lo chiamavano gli amici - con i suoi capelli lunghi sulla fronte e il suo volto da bambino. "Ci prepariamo con immenso dolore e profonda commozione a dare il nostro ultimo saluto al nostro piccolo angelo Christopher", scrive sui social il sindaco di Rosciano.

La verità dall'autopsia

Dall'autopsia è emerso che a provocare la morte del ragazzo sono state lesioni che hanno interessato entrambi i polmoni, provocando uno shock emorragico irreversibile. Thomas sarebbe morto rapidamente. L'autopsia, eseguita dal medico legale Cristian D'Ovidio, alla presenza del collega Ildo Polidoro, perito di parte della famiglia della vittima, ha confermato il numero di colpi, 25, emerso in sede di ispezione cadaverica. L'esame è stato lungo e complesso per la necessità di identificare le singole lesioni, ma ha consentito di ricostruire in modo chiaro la dinamica, le cause della morte e quali siano stati i fendenti letali

Due fermati, il gip: "Volevano provocare sofferenza"

Per l'omicidio di Crox sono stati sottoposti a fermo due 16enni. L'unico vero intento è stato "quello di cagionare sofferenza e morte", si legge in un passaggio del provvedimento con cui il gip del Tribunale dei Minori dell'Aquila, domenica scorsa, ha convalidato il fermo. Il quadro indiziario, scrive ancora il giudice, fa "risaltare come causa determinante dell'azione sia l'impulso lesivo, quello di provocare sofferenza e uccidere un essere umano". Un atroce delitto commesso per 'futili motivi', circostanza che è contestata ai due minori.

Il selfie dopo l’omicidio

Erano le 18.21 di domenica scorsa quando uno dei ragazzi indagati per l’omicidio di Thomas Cristopher Giuliani, si scatta un selfie mentre è su una sdraio allo stabilimento 'Croce del Sud' a Pescara. Il problema che poco prima lo attanagliava, cioè Thomas Cristopher Giuliani, che gli doveva circa 240 euro più pare la restituzione di un altro prestito di 70 euro, era… risolto. Giuliani era stato liquidato, fatto fuori a coltellate poco prima, i conti, quindi, regolati. Le foto in spiaggia sono negli atti della magistratura, insieme a tante altre che ripercorrono la domenica orribile di un gruppetto di sei amici e conoscenti, due dei quali uccidono, con ferocia, Luciani, al parco “Robert Baden Powell'' a Pescara.

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