Amanda Knox sbarca a Milano: la ressa dei giornalisti e la scorta della polizia. Sollecito: "Noi due siamo vittime"

Torna in Italia dopo 8 anni, da quando nel 2011 è stata assolta dall’accusa di aver partecipato all'omicidio di Meredith. Con lei il fidanzato, la mamma e gli avvocati

TiscaliNews

Amanda Knox è atterrata all'aeroporto milanese di Linate, per la sua prima visita in Italia da quando è stata scarcerata a ottobre 2011 dopo essere stata assolta dalla Corte d'assise d'appello di Perugia dall'accusa di avere partecipato all'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Capelli raccolti, zainetto sulle spalle, giacca chiara e maglietta nera, è uscita, scortata dalla polizia, dall'area partenze. Non ha risposto ad alcuna domanda dei cronisti. Con lei il fidanzato, la mamma e gli avvocati. Amanda, atterrata con un volo della AerLingus, era accompagnata all'uscita anche da Martina Cagossi dell'Italy Innocence Project, che sarà con lei al festival della giustizia Penale di Modena. Salita in macchina, ha abbracciato il fidanzato Cristopher Robinson. Il suo intervento al festival è previsto per sabato ma già da stasera è attesa all'inaugurazione.

“Torno in Italia da donna libera”

"Sto tornando in Italia come una donna libera. Nel frattempo, un'altra persona innocente è ancora in prigione". Lo scrive sul suo profilo twitter Amanda Knox, che è torta in Italia per la prima volta dopo la sua scarcerazione, seguita alla sentenza di assoluzione della Corte di Cassazione. Nel tweet Amanda cita il caso di Jens Soering, cittadino tedesco che nel 1990 è stato condannato per omicidio di primo grado negli Stati Uniti. Amanda sarà ospite sabato del Festival della Giustizia penale a Modena per partecipare a un dibattito sul 'Processo mediatico al cospetto dell'errore giudiziario'.

Amanda Knox all'aeroporto di Linate

Sollecito: "Siamo vittime"

"Io e Amanda siamo vittime e da persone libere abbiamo diritto a partecipare ai convegni ai quali ci invitano". Così Raffaele Sollecito commenta la partecipazione della sua ex fidanzatina a un dibattito a Modena sul 'processo mediatico al cospetto dell'errore giudiziario'. "Anche l'avvocato di Meredith si presenta a tutti i convegni in cui si parla del caso, è successo anche a me. Siamo vittime, non ci vedo nulla di 'inopportuno'", aggiunge rispondendo alle parole dell'avvocato Francesco Maresca che ha invitato a portare "rispetto anche per chi, Amanda Knox, l'ha ritenuta colpevole".

"Mi hanno fatto un danno non indifferente"

"Meredith l'ho conosciuta ancor meno di Amanda, a lei ci penso ma soprattutto per il modo in cui sono stato coinvolto in questa terribile vicenda - aggiunge Sollecito - Non la vivo bene, come qualsiasi altra persona al mio posto. Il problema è che nessuno mi ha chiesto scusa, nessuno ha cercato di riabilitare la mia figura a livello sociale. Sostanzialmente me la sono dovuta cavare da solo". "E menomale che ho una laurea in ingegneria e riesco a lavorare come libero professionista - conclude - fossi stato una persona più nella media come profilo sarebbe stato impossibile. Ci sono anche aziende che non sono così discriminatorie ma certo, su 100 opportunità quelle realizzabili diventano 40, 30. E' una giungla piena di ostacoli, come in tutte le vite, ma per me è ancora peggio perché mi hanno fatto un danno non indifferente".

Magnini: "Non si è trattato di un errore giudiziario"

“Non ho mai avuto alcuna ostilità nei confronti dei tre imputati. E di Amanda in particolare” ha detto Giuliano Mignini, il magistrato perugino che guidò l’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher, a Nuova Cronaca. Aggiungendo, tuttavia, che “non si è trattato di errore giudiziario. Negli Stati Uniti stentano a capire che in Italia abbiamo tre gradi di giudizio. Opzione che io mi sentirei di mantenere”. Il magistrato perugino, a proposito della sentenza di assoluzione stabilita il 27 marzo 2015 dalla Quinta sezione penale della Cassazione, si è espresso criticamente: “La Cassazione - ha proseguito Mignini nell’intervista - è entrata nel merito senza poterlo fare. E comunque anche quest’ultima sentenza colloca Amanda e Raffaele sulla scena del crimine”. Inoltre Mignini, nel corso dell’intervista, ha anche confermato che durante il processo non sono mancate le pressioni degli Stati Uniti: “Devo ammettere che, in effetti, il mio lavoro di pm si svolse sotto i riflettori degli States. Con un condimento di pregiudizio. Durante il secondo grado una signora urlò verso di me: You are evil. Amanda, invece, disse che ero il sindaco di Perugia. Difendevano Amanda aggredendo me”.

"A Modena ascolteremo la sua esperienza"

Amanda Knox ha subito gli effetti di un processo mediatico e racconterà la sua esperienza. Il primo procedimento rilevante, seguito dai media, è stato quello per l'omicidio per piccolo Samuele a Cogne, il secondo il delitto di Perugia" ha però spiegato l'avvocato Guido Sola, presidente della Camera penale "Carl'Alberto Perroux" di Modena che organizza il festival in collaborazione con Italy Innocence Project. "Dialogherà con giuristi ed esperti e racconterà - ha aggiunto - come ha vissuto quel periodo sotto i riflettori. Lei per tutti era l'assassina e quando è stata assolta l'opinione pubblica ha parlato di un errore. Nessuno entrerà nel merito del procedimento, ascolteremo la sua esperienza".