La telefonata shock di Ousseynou Sy ai Carabinieri: "E' pieno di gasolio vado sulla pista di Linate". L'audio

L'autista ha mostrato "evidenti segni di squilibrio" durante l'interrogatorio in carcere: "Ho sentito le voci dei bimbi in mare e ho agito"

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TiscaliNews

Nuova telefonata diffusa dai carabinieri del conducente del bus che ha dirottato un bus con a bordo 51 studenti di una scuola media di Crema, cospargendo di benzina il mezzo e tenendo lontani i militari con la minaccia di un accendino. Nell'audio pubblicato sul sito adnkronos.com Ousseynou Sy, autista senegalese dell'autobus, al telefono con i carabinieri annuncia la sua intenzione di andare sulla pista di Linate.

"Non voglio vedere nessuno nell'arco di 2 chilometri, ci sono solo bambini qua - urla al centralinista -. Non sparate al pullman, è tutto gasolio". "L'autista vuole andare sulla pista di Linate. I bambini sono legati, lui ha in mano un accendino, minaccia di dare fuoco a tutto, il pavimento è cosparso di gasolio", le parole che un professore rivolge ai carabinieri nelle fasi concitate che precedono l’arresto.

C'è il "rischio di reiterazione del reato". E' quanto si evidenzia nelle esigenze cautelari contenute nella richiesta di custodia cautelare in carcere si evidenzia il "rischio di reiterazione del reato". E' quanto emerge nel provvedimento firmato dai pm Alberto Nobili e Luca Poniz titolari dell'inchiesta per sequestro di persona e strage. Da fonti della procura si esclude, come riferito invece da qualche studente, che il 47enne - che sarà ascoltato nel pomeriggio - avesse già tentato di realizzare il piano qualche giorno prima.

Ousseynou Sy, ha mostrato "evidenti segni di squilibrio" durante l'interrogatorio in carcere e ha fatto anche alcune "invocazioni". Lo ha riferito il suo legale, l'avvocato Davide Lacchini, non precisando quale tipo di invocazioni abbia fatto.  
Voleva fare "un'azione dimostrativa" e avere "non un impatto nazionale ma un massimo impatto internazionale". Lo ha riferito il suo legale, Davide Lacchini, al termine dell'interrogatorio spiegando che l'uomo davanti al gip "ha lodato la politica italiana sulle migrazioni" e che il suo messaggio era "nessuno dall'Africa deve venire in Europa".

A chi gli ha chiesto se l'uomo si sia pentito, il difensore ha risposto: "non si è parlato di ciò oggi". Lo stesso legale ha spiegato che "oggi l'assistito ha lodato la politica italiana in tema di migrazioni, perché è l'unico Paese, secondo lui, che salva le vite e spende per questo milioni di euro". Per il difensore il messaggio che anche oggi Sy ha voluto rivendicare è quello che "gli africani non devono venire in Europa ma devono rimanere in Africa".

E lui, ha spiegato ancora il legale, con quella azione non voleva avere "un impatto nazionale ma internazionale". Ha ripetuto, inoltre "di aver fatto un video" inviato ai suoi conoscenti, "ma gli inquirenti non l'hanno ancora trovato". Come aveva già detto a chi è andato a trovarlo in carcere, Sy ha parlato anche "dello sfruttamento economico dell'Africa da parte dell'Europa". Secondo la sua versione, infine, lui voleva arrivare con il bus a Linate e pendere una aereo "per andare in Senegal". Il coltello l'aveva con se perché "durante i turni serali gli autisti si portano degli strumenti di difesa".

Ha agito dopo aver sentito dalle "voci dei bambini che stavano morendo nel Mediterraneo" che gli avrebbero chiesto di fare qualcosa di "clamoroso affinché questo non accada più". Sono le parole di Ousseynou Sy, l'autista che due giorni fa ha sequestrato un bus con 51 a bordo e gli ha dato fuoco, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip questo pomeriggio a San Vittore. Da quanto si è appreso dopo l'interrogatorio di garanzia di questo pomeriggio a San Vittore, l'uomo avrebbe detto al giudice che l'intento del suo gesto era "cambiare la politica italiana e mondiale sull'immigrazione", ovvero "fare sì che gli africani restino in Africa, ma che venga accolto in Europa chi è in viaggio"