Nuove scoperte a Pompei: piatti, bauli e armadi del "ceto medio"

Nuove scoperte a Pompei: piatti, bauli e armadi del 'ceto medio'
di Askanews

Milano, 6 ago. (askanews) - Piatti, vasi, anfore, oggetti in vetro e terracotta lasciati in bauli e armadi. La vita immobile di Pompei che riaffiora alla luce: gli ultimi istanti di vita sono fotografati negli arredi sconquassati dall'eruzione del 79 d.C., abbandonati frettolosamente durante la catastrofe e recuperati oggi con gli strumenti dello scavo stratigrafico. Ma anche oggetti meno documentati come un prezioso bruciaprofumi decorato e il gruppo unico di sette tavolette cerate raccolte da un cordino, di cui è stato possibile realizzare un calco. È l'ultima scoperta di Pompei nell'area Nord nella cosiddetta Regio V, uno dei grandi quartieri della città antica, già interessata da scavi nel 2018, nell'ambito del più ampio intervento di manutenzione e messa in sicurezza dei fronti di scavo lungo il perimetro del l'area non scavata della città, previsto dal Grande Progetto Pompei.In quest'area, con accesso dal vicolo di Lucrezio Frontone, nel 2018 emerse un lussuoso larario riccamente decorato. Si tratta di un ambiente adibito al culto, che presentava su una parete una nicchia sacra ai "Lari", numi tutelari della casa e al di sotto due grandi serpenti "agatodemoni" (demone buono), simbolo di prosperità e buon auspicio. E tutt'intorno pareti dipinte con paesaggi idilliaci e una lussureggiante natura con piante e uccelli e su un lato una intera parete con scene di caccia su fondo rosso. Nel 2021 un progetto di scavo e di restauro del Parco archeologico di Pompei, ha previsto l'estensione dell'indagine archeologica degli ambienti superiori al primo livello e quelli del piano terra, posti di fronte al larario, addivenendo alla scoperta di stanze (due sopra e due sotto) che celavano ancora diversi arredi di cui è stato possibile realizzare i calchi, e di oggetti di uso quotidiano."Pompei davvero non finisce di stupire ed è una bellissima storia di riscatto, la dimostrazione che quando in Italia si lavora in squadra, si investe sui giovani, sulla ricerca e sull'innovazione si raggiungono risultati straordinari", commenta il Ministro per la Cultura, Dario Franceschini.