Nuova ondata del nuovo Coronavirus: ecco cosa ci insegna la Cina

L'esperto: "Arriveranno nuovi focolai: la scommessa è fare tutto il possibile per evitare che i focolai diventino una seconda ondata"

Nuova ondata del nuovo Coronavirus: ecco cosa ci insegna la Cina
TiscaliNews

La Cina ci insegna che se hai combattuto e vinto contro la prima ondata non devi seppellire l'ascia di guerra perché bisgona essere pronti per quella che da tutti viene prefigurata come possibile seconda ondata del Covid-19. In grandi città come Pechino e Shanghai numerosi nuovi focolai stanno indicando che il nuovo Coronavirus è tutt'altro che sconfitto. Osservare con attenzione cosa fa la Cina è quello che l'Italia e l'Europa devono fare per capire il comportamento di un virus ancora quasi del tutto sconosciuto e mettere in atto in tempo utile le contromisure più efficaci. 

"Adesso dall'Italia dobbiamo guardare al resto del mondo, proprio come fino a non molto tempo da tutto il mondo si guardava all'Italia", ha osservato il fisico Giorgio Sestili, fondatore e curatore della pagina Facebook "Coronavirus-Dati e analisi scientifiche".

In Italia, ha proseguito, "le cose stanno andando indubbiamente bene e i focolai comparsi finora sono stati bloccati", ha osservato Sestili. Guai, però, a cantare vittoria. "Sentirci troppo sicuri potrebbe portarci ad allentare la tensione", ha detto ancora il fisico. Basta infatti guardare alla situazione nel mondo per capire che "l'emergenza non è affatto superata: nel mondo i casi sono ormai oltre otto milioni e continuano ad aumentare. Il virus si diffonde velocemente, come è evidente quanto sta accadendo in Sud America e in alcuni Paesi asiatici".

In Cina arriva la seconda ondata

Se America e Sud America sono oggi l'epicentro della pandemia e si trovano ancora nel pieno della prima ondata, "l'Europa ha superato la prima ondata e si trova in una situazione di calma apparente, mentre l'Asia che per prima ha superato la prima ondata della pandemia, ora sta affrontando numerosi focolai".

Contrastarli è l'impegno principale in questo momento, come appare chiaro dal dispiegamento di forze della Cina, che ha dichiarato di poter fare 400.000 tamponi al giorno grazie all'impegno sul territorio di circa 100.000 operatori. Tamponi di massa e presidi mobili sono gli strumenti con cui grandi città come Pechino e Shanghai si stanno impegnando a evitare che i focolai possano estendersi. Se lo facessero, la seconda ondata della pandemia sarebbe inevitabile. Per questo, nonostante i casi identificati siano nell'ordine delle decine al giorno, lo sforzo per contenere il virus è imponente. "Non è affatto in discussione che, in Cina come in Italia, potremmo trovarci ad affrontare nuovi focolai: questo - ha detto Sestili - non deve stupirci. La scommessa è fare tutto il possibile per evitare che i focolai diventino una seconda ondata".