La strage dei medici: sono 105 le vittime del Coronavirus, molti erano i dottori di base

Nel conto da aggiungere 26 infermiere e 5 ausiliari. Lo annuncia la Federazione nazionale degli ordini dei medici: ecco chi sono le vittime

La strage dei medici: sono 105 le vittime del Coronavirus, molti erano i dottori di base
di A. L.

Sono medici, quelli nei confronti dei quali non lesiniamo ringraziamenti e applausi per il lavoro fondamentale che svolgono tra le corsie degli ospedali o sul territorio: sanitari che mentre lavorano si ammalano e muoiono di Covid 19. Il dato sale e oggi sono diventati 100, con il decesso di Samar Sinjab, medica di famiglia di Mira, in provincia di Venezia, 62 anni e mamma a sua volta di un sanitario.

Sono 105 i medici morti dall'inizio dell'epidemia di Covid-19. Erano nella maggior parte dei casi medici in attività, ma tra loro ci sono pure pensionati e camici bianchi in pensione richiamati in servizio o tornati volontariamente al lavoro per dare una mano in questa situazione di emergenza. Un prezzo altissimo, come quello pagato dagli infermieri, tra i quali si contano 28 decessi. Ma oggi sono in tutto 5 i camici bianchi che hanno perso la vita uccisi dal virus: oltre Sinjab si contano Marzio Zennaro, Tahsin Khrisat e Mario Rossi, Giunio Matarazzo, odontoiatra, e Emilio Brignole,  chirurgo ospedaliero.

Molti i medici di famiglia, categoria particolarmente esposta al rischio di contrarre il virus, soprattutto nella prima fase di diffusione dell'epidemia in cui a farla da padrona era la confusione e la drammatica carenza di dispositivi di protezione individuale. Presidi che in parte mancano tutt'ora e che hanno favorito il contagio. Dall'inizio dell'emergenza si sono levate moltissime grida d'allarme proprio da parte dei camici bianchi sia ospedalieri che di base, guardie mediche o, anche, in servizio nel 118 e nelle carceri. 

L'elenco dei medici morti

A rendere noto il raggiungimento del dato negativo è la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). Ieri era rimasto ucciso Nabeel Khair, in Sardegna, e due giorni prima Giuseppe Vasta, a Catania in Sicilia, entrambi medici di famiglia. Nella lista, sottolinea il presidente della Federazione Filippo Anelli, "si è deciso di includere tutti i medici, pensionati o ancora in attività, perché per noi tutti i medici sono uguali. Alcuni dei medici pensionati, inoltre, erano rimasti o erano stati richiamati in attività; alcuni avevano risposto a una chiamata d'aiuto. Non si smette mai di essere medici".

I numeri delle vittime tra i sanitari non si concludono qui. Ai medici infatti si aggiungono 26 tra infermieri e infermiere e cinque ausiliari, la più giovane delle quali ha 36 anni, morti nei giorni scorsi dopo aver contratto il virus nei reparti. 

> Ecco l'elenco dei medici morti

"Chi doveva tutelarci rifletta"

"E' una ferita sulla pelle di tutti i medici - ha detto all'Adnkronos il presidente della Fnomceo Filippo Anelli. - Mai avremmo pensato di arrivare a tanto. Questi numeri devono far riflettere chi doveva tutelarci. La sicurezza sul lavoro è un diritto dei cittadini, ma anche dei medici. E’ opportuno riflettere su quanto questo virus ci abbia colti impreparati e sul fatto che garantire la sicurezza sul lavoro è un dovere dello Stato”, conclude Anelli, sottolineando “che i medici di famiglia hanno pagato il tributo più pesante”.