[La polemica] La figuraccia di Neymar, Messi e degli altri miliardari spilorci. Solo 45 dollari a testa in beneficenza

La donazione al matrimonio vip sono state un flop. L'equivalente di un coperto per un cenone popolare, non certo per un party esclusivo costato un occhio della testa

Neymar, Messi e Piqué
Neymar, Messi e Piqué

Io, a un mio sano pregiudizio contro i miliardari corroborato dall'esperienza, non ho mai rinunciato: di solito più sono ricchi, più sono taccagni. È un fatto storicamente provato. Non avrei mai creduto, però, di vedere confermato questo giudizio consapevolmente ingeneroso nelle figure quasi da cartoon dei multi milionari Messi, Piqué e di Neymar, (l'uomo record del calcio mondiale) ovvero il Gotha del calcio spagnolo e dalla variopinta tribù che gli gira intorno.

Ed eccoci ai fatti: in occasione del loro matrimonio, Lionel Messi e sua moglie Antonela Roccuzzo chiedono agli invitati eccellenti della loro festa: "Non fateci regali, ma donazioni umanitarie". Ottima idea. I due sposini-vip individuano una Ong, la Techo Argentina, e decidono di raccogliere fondi per le sue missioni. Ma alla fine della festa il bilancio è questo. Malgrado la riservatezza, da facili calcoli indiretti, si riesce a stabilire che la Techo ha ricevuto in dono 200mila pesos argentini. Questa somma - infatti - consentirà in futuro, all'organizzazione non governativa, di costruire undici rifugi di emergenza. Alla festa, che si è svolta all'hotel Pullman del City Center di Rosario, davanti alla prevedibile folla di fotografi, parabole e inviati hanno però preso parte oltre 260 invitati, tra cui - ovviamente tutti i compagni del Barcellona Neymar, Piqué e Suarez e tanti altri tra i migliori calciatori argentini e altri personaggi dello spettacolo come Shakira, compagna del difensore blaugrana

Finita la celebrazione mediatica, però, i giornali si sono incuriositi al numero relativamente ridotto di rifugi costruibili. A quanto ammontava, dunque, il totale della cifra raccolta alla festa? L'Ong rifiuta di rivelare le cifre e si trincera dietro una dichiarazione platealmente difensiva: "Fedeli ai nostri principi di trasparenza, vogliamo far sapere che finora 10 rifugi di emergenza sono stati costruiti". In totale, dunque, finora la somma raccolta è di circa 11.000 dollari. Il che diviso per il numero degli inviati, produce questa sorprendente cifra: una donazione media di circa 45 dollari per ciascuno dei presenti alla cerimonia. Un piccolo affronto, non solo alla ONG, ma anche ai festeggiati. L'equivalente di un coperto per un cenone popolare, non certo per un party esclusivo costato un occhio della testa.

È così si ritorna a bomba: miliardari sì, ma miliardari spilorci. Che poi è il contrario di quello che ci raccontano le cronache dei tempi, lo stereotipo del ricco-pop munifico e generoso che si intrattiene in balletti a beneficio del popolo, e lo omaggia di donazioni munifiche. Invece il ricco, il vero ricco, quello di vecchio conio, ma anche il parvenù è segnato dalla taccagneria, dal braccino corto, dal complesso dickensiano di Scrooge: dall'ossessione - cioè - che siamo i piccoli soldi guadagnati uno ad uno che rendono grandi i patrimoni, e dal principio che mille euro spesi per una bottiglia di champagne sono un prezzo della rappresentanza, è un tributo allo status, mentre mille euro per una organizzazione umanitaria sono solo una debolezza buonista. Che dire? Brindate e strozzatevi.