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Tragedia del Natisone, polemiche sui soccorsi: "Bastava un minuto in più e si sarebbero salvati". Inchiesta della procura

Secondo gli eseperti l'elicottero sarebbe partito da una località troppo distante dal luogo della tragedia nel territorio di Udine. Intanto si continua a cerca il corpo del ragazzo

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Forse i tre ragazzi Bianca, Patrizia e Cristian potevano essere salvati. Secondo gli esperti "Sarebbe bastato un minuto in più di tempo" - a detta degli esperti - e sarebbe arrivato l'elicottero dei vigili del fuoco, Drago, che al primo allarme si era immediatamente alzato da Venezia. "E' partito da una località troppo distante dal luogo della tragedia nel territorio di Udine", è l'accusa che alimenta la polemica, in qualche modo, però, arginata sul nascere da una certezza: "Protocolli d'intervento rispettati".  Sarà, comunque, l'inchiesta della Procura della Repubblica di Udine a verificare la causa esatta della morte delle due ragazze.

Polemica sulla tempistica dei soccorsi

Prima ancora che Drago arrivasse in Friuli, sul posto della disgrazia era giunto l'equipaggio con a bordo il personale sanitario d'emergenza, dirottato sopra il Natisone quando sono state diffuse informazioni maggiormente dettagliate. Da quanto si è appreso, le tempistiche dei soccorsi saranno sì analizzate ma non per iscrivere qualcuno nel registro degli indagati, dal momento che è già stata accertata la correttezza dei protocolli. "Ma bisogna rendere ancora più efficaci i futuri coordinamenti", è la morale di questa tragedia.

Cristian, Bianca e Patrizia

Manca ancora un corpo 

Il fiume Natisone ha restituito i corpi di Patrizia e Bianca. Manca ancofra quello del ragazzo di Cristian.  Appena le acque si sono ritirate, gli sforzi dei soccorritori hanno permesso di ritrovare le salme delle due amiche del cuore, di 20 e 23 anni, il cui abbraccio, insieme con Cristian, prima di essere tutti strappati dalla furia della piena del Natisone, ha commosso l'Italia intera. La prima vittima della tragedia di Premariacco (Udine) si trovava 700 metri a valle dell'ormai noto ponte Romano, sotto al quale una scarpata imprime al torrente quell'accelerata che ha impedito ai vigili del fuoco, protesi sulla loro autoscala, di intercettare i ragazzi in balia dell'acqua. Il corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco, che hanno utilizzato personale specializzato in attività fluviale. Quasi negli stessi minuti, attorno alle 12 di oggi, è riaffiorato anche il corpo dell'altra ragazza, di origine romena: la corrente l'aveva spinta in una zona con anfratti e vegetazione, fino a poche ore prima coperta dal fango trascinato a valle dalla piena di colore marrone.

La ricostruzione

Circa la ricostruzione dell'accaduto, nelle scorse ore il sindaco di Premariacco, Michele De Sabata, ha reso noto che, da quanto gli è stato riferito da fonti accreditate, una delle ragazze non sapeva nuotare. Può essere questo l'elemento che ha fatto desistere i ragazzi dal tentare di guadare la lingua d'acqua, non ancora mostruosa, formatasi alle loro spalle e che li aveva isolati. Il lavoro dei soccorritori e delle forze dell'ordine non è finito: l'imperativo è restituire anche Cristian alla sua famiglia. In Friuli c'è il fratello, che abita in Austria. Non si dà pace. I due erano stati assieme fino a poche ore prima. Poi il giovane in auto aveva raggiunto la fidanzata Bianca, per stare un po' con lei, approfittando della sua trasferta a Udine per salutare i genitori, che vivono in Italia da tempo. "Profondo cordoglio" è stato espresso dal governatore Massimiliano Fedriga, anche a nome della Regione Fvg, e dal Comune di Udine, che ha sospeso iniziative di divertimento in segno di rispetto verso i familiari delle vittime.

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