Mps, l'ex sindaco di Siena: "Rossi voleva parlare, svelare una bomba. Ecco perché lo hanno ucciso"

Pierluigi Piccini ebbe il Direttore Comunicazione Mps come suo collaboratore: "Conosceva molte cose e voleva riferirle. Troppe le anomalie nella sua morte", dice. E poi quei "festini a luci rosse". La procura di Genova apre un fascicolo

David Rossi a terra e, nel riquadro, l'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini
David Rossi a terra e, nel riquadro, l'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini
di I. Dessì   -   Facebook: I. D.

Nella serata di mercoledì 6 marzo 2013 il responsabile della comunicazione di Mps (Monte dei Paschi di Siena), David Rossi, 51 anni, vola dalla finestra del suo ufficio di Rocca Salimbeni, nella città toscana, e precipita in una stretta stradina adiacente. Ben due le inchieste aperte su quella morte e concluse con l’archiviazione. La versione ufficiale resta quella del suicidio. Ma sulla fine del giovane dirigente dell’Istituto di credito senese è sempre rimasto un punto interrogativo. E se si trattasse di un omicidio mascherato da suicidio?

Il sospetto imperante tra le voci di popolo, oltre che nell’animo della moglie e della figlia di lei, riceve ora nuova linfa dalle dichiarazioni fatte a un giornalista de Le Iene dall’ex sindaco di Siena, ed ex direttore aggiunto di Mps France, Pierluigi Piccini.

La procura di Genova apre un fascicolo

Si tratta di una persona indubbiamente autorevole e le sue parole hanno indotto il procuratore di Siena Salvatore Vitiello a interessare della vicenda la competente Procura di Genova che ha aperto un fascicolo, per ora senza una ipotesi di reato. Nel  video registrato (mentre Piccini credeva di parlare senza essere filmato, cosa per la quale l’ex sindaco ha querelato Le Iene)  si fa riferimento a “magistrati senesi coinvolti in festini a base di cocaina. Festini che si sarebbero svolti in due ville, una in una località tra Siena e Arezzo e l’altra in zona di mare”.

L'intervista

Oggi Pierluigi Piccini ribadisce la sua posizione sulle pagine del Corriere della Sera. “Io non accuso nessuno – premette al giornalista Marco Gasperetti – riporto soltanto quello che mi è stato raccontato e che tutti a Siena sanno”, ovvero che “David Rossi non si è suicidato ma è stato assassinato. E io che David lo conoscevo molto bene, ne sono assolutamente convinto. Nulla di nuovo”. Insomma una bella bordata che diventa però detonazione devastante quando il discorso si concentra sui festini a luci rosse in certe ville della zona, sulle “orge a base di cocaina alle quali avrebbero preso parte dei magistrati”.

L’ex sindaco di Siena, apprezzato intellettuale ed ex manager Mps, precisa di “aver solo riportato voci raccontate da qualcuno, mi sembra un avvocato romano”. Cose che “circolano da tempo in città”. Tanto che durante un’assemblea del Monte dei Paschi “un consigliere comunale parlò pubblicamente di personaggi orgiastici e pervertiti”. Poi il botto. Quando gli si chiede cosa possano aver a che fare quei festini hard con la morte di Rossi Piccini risponde: “Non sono io che devo indagare. Io so soltanto che, appena due giorni prima di morire, David mandò un messaggio a un alto dirigente di Mps avvertendolo che avrebbe raccontato tutto ai magistrati. Queste cose le ripeto da anni. Sono disponibile a parlare con i magistrati in qualunque momento”.

Convinto che "l'abbiano ucciso"

Lui del resto – lo ribadisce a chiare lettere – è convinto “che l’abbiano ucciso”. Ricorda all’interlocutore come conoscesse molto bene David Rossi che era stato anche suo portavoce quando era sindaco. Reputa “impossibile” che abbia potuto compiere un gesto simile. “Per la sua cultura, per la sua voglia di vita”. Senza contare le incongruenze, le stranezze, le “anomalie” come le definisce lui, galleggianti intorno alla vicenda di quella morte. L’ex dirigente di Mps presentava “ferite compatibili con una colluttazione, è caduto in maniera innaturale dalla finestra, pare che il suo orologio sia stato gettato giù (come dimostrerebbe il filmato sulla sua caduta) mezz’ora dopo “. A questo si può aggiungere il fatto dei “sette fazzoletti macchiati di sangue trovati nel suo studio senza che nessuno abbia analizzato il dna ed ora distrutti”. E ancora: “Aveva chiamato la madre e la moglie poco prima dicendo che stava arrivando”. Ma soprattutto quello che Piccini descrive come un “errore storico di David che di questa città conosceva tutto”: “Aveva minacciato di andare a raccontare tutto ai magistrati”. Insomma aveva detto: “Io parlo”. Strano poi che non siano stati trovati appunti di David. Uno che “aveva l’abitudine di prenderne sempre”, ha avuto modo di dire Piccini ricordando le modalità lavorative di Rossi per averlo avuto come suo collaboratore.

I lati oscuri

Insomma ci sono dei lati oscuri nella morte di David Rossi che sicuramente potrebbero far riflettere e portare i magistrati a nuovi approfondimenti. Finora “hanno detto di non aver rinvenuto prove sufficienti né un mandante per avvalorare l’ipotesi di omicidio – nota Piccini sul Corriere – ma se non c’è movente del delitto qual è il movente del suicidio?”. Ottima domanda.