[Il punto] C'era una volta una Lega ambientalista, ecco le ragioni di un dietrofront che spiazza il M5S

Per Maroni, Salvini starebbe nascondendo dietro una cortina di fumo i problemi di questo Paese. I grillini in queste ore si stanno difendendo come possono dal fitto fuoco ‘amico’ degli alleati di governo. Le ragioni di una rappresaglia tutta politica

Un inceneritore
Un inceneritore

Che sia solo gazzosa lo dice anche un leghista Doc come l'ex ministro e ed ex presidente della Lombardia Roberto Maroni, che commentando lo scontro nel governo sui rifiuti tra Lega e M5S sostiene: “Non mi pare che ci sia un'emergenza rifiuti in Campania. Quindi si tratta di una polemica che riempie le pagine dei giornali, magari facendo dimenticare qualche altra cosa, come problemi sollevati dal mondo delle imprese: flat tax insufficiente, misure di riduzione delle imposte insufficienti, sostegno al mondo delle imprese insufficiente. La questione settentrionale insomma". Maroni spiega perché: "Magari per far dimenticare o far passare sotto traccia queste questioni importanti si parla d'altro, ma è una cosa che si è sempre fatta e non mi meraviglio". "Quanto durerà questo governo? Almeno fino alle elezioni europee, dopo si vedrà", ha concluso Maroni a margine della presentazione del libro di Giacomo Ciriello 'La mafia si può vincere'.  Gli antenati ‘politici’ di Salvini bocciano i loro eredi.

Per Maroni, il vicepremier verde starebbe nascondendo dietro una cortina di fumo i problemi di questo Paese. Il M5S in queste ore si sta difendendo come può dal fitto fuoco ‘amico’ degli alleati di governo ormai in piena campagna elettorale. Se si ragiona in termini di ‘contratto’ i grillini hanno ragione. "Il contratto di Governo in tema di rifiuti parla chiaro. Parla di “Modello Treviso” che ora guida il Veneto più virtuoso, non di “modello Brescia” (i 13 inceneritori lombardi con il più grande forno d’Europa quello di A2A) che frena anche le tantissime eccellenze lombarde. Parla di chiudere inceneritori e discariche. Non di realizzarne", ha scritto sul ilblogdellestelle.it Gianni Girotto, presidente Commissione Industria e Attività Produttive del Senato. Se in politica fosse lecito utilizzare il linguaggio dei fumetti si potrebbe dire che secondo i grillini la Lega di oggi parla con lingua biforcuta: perché sino all’uscita pro termovalorizzatori di Salvini, i verdi del Nord si erano sempre schierati contro la soluzione.

Di punto in bianco le cose sono cambiate. Il dietro front è stato ancora una volta messo in risalto da Girotto. “Del resto – si legge sempre sul blog dei 5 Stelle - era Zaia nel 2015 a tuonare contro lo ‘Sblocca Italia’ di Renzi ‘Abbiamo tre inceneritori e non ne costruiremo altri: siamo una Regione 'riciclona' e puntiamo dritti sul compostaggio’ Dal 2015 la Regione Veneto ha chiuso un nuovo inceneritore per rifiuti urbani e come ricordato oggi ne ha solo 2”. Inoltre, nel 2011, quando c’era chi ancora voleva costruire inceneritori facendo infuriare Zaia, il Veneto differenziava il 57%. La Campania nel 2016 era al 52%, Il sindaco De Magistris avvii subito la raccolta porta a porta in tutta Napoli e la Campania diventerà come il Veneto!”. Si potrebbero fare anche altri esempi, in primis della Regione Lombardia (allora guidata da Maroni) che programmò il progressivo smantellamento di alcuni impianti esistenti.  Ci sarebbero anche i casi Toscana e Umbria, ma le cose cambiano. Questa volta in peggio.

"Gli inceneritori? Con la Lega la pensavamo allo stesso modo, fino a qualche giorno fa la Lega era totalmente contraria, almeno a livello locale, a tutti gli inceneritori. Poi non so cosa sia successo, Salvini è uscito in questo modo parlando della Terra dei Fuochi che però è un problema che ha poco a che fare con gli inceneritori", ha confermato Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato. Salvini sostiene che a causa dello stop per un periodo dell'inceneritore di Acerra, a gennaio, si creeranno problemi coi rifiuti e quindi servirebbe un inceneritore. La cui costruzione però impiegherebbe dai 5 ai 7 anni. "Infatti. E a parte questo, serve una politica che porti ad una riduzione dei rifiuti, altrimenti avremmo sempre delle emergenze. Nel programma sulla questione dei rifiuti c'è molta chiarezza e poca opacità: è un assurdo bruciarli perché è il modo peggiore per recuperare tutta l'energia che c'è all'interno".

La questione dei termovalorizzatori fa scricchiolare l’alleanza, anche se i pompieri buttano schiuma sull’incendio. Conte rivendica un ruolo di raccordo. "Non c'è nessuna polemica, c'è qualche diversità di vedute ma l'indirizzo politico del governo è chiaro". Il contratto, sempre quello. "Prevede di potenziare la raccolta differenziata, per andare oltre gli impianti attuali", dice il professore. Gli ambientalisti sono in trincea. "Salvini ha espresso delle posizioni pensando alle criticità", sottolinea Maria Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania: "Siamo esasperati, ma non vogliamo fare nulla di male. Vogliamo che qualcuno scenda a parlare con noi". Interessante l’osservazione dell’ex sindaco Federico Pizzarotti (l'inceneritore di Parma ha rappresentato la prima crepa con il M5s, da cui è uscito nel 2016): "Non si può lasciare il tema inceneritori e ambiente nelle mani di Di Maio e Salvini. Il primo è un finto ambientalista (vedi Ilva nel contratto di governo), il secondo non lo è mai stato".

Di Maio suda freddo (il M5S sta perdendo consensi): "Siamo una grande squadra", ha assicurato. Poi nega che gli abbia dato fastidio l'attivismo del rivale in Campania: "Non siamo cani che marcano il territorio, lui qui è benvenuto e può fare molto per la sicurezza". Ma quando gli chiedono dell'incontro del leader leghista con Silvio Berlusconi, ribatte: "Normale, sono alleati, noi invece abbiamo un contratto. Si rivedranno per progettare liste per le prossime elezioni regionali, come faremo noi per andare contro di loro anche alle comunali". Le conclusioni di un simile atteggiamento le ha tratte lo stesso Rob Maroni: “L’obiettivo di Salvini è superare il centrodestra e diventare il leader dei sovranisti. Ce la farà”. La partita, insomma, al di là del Protocollo d'intesa, è aperta con la Lega. E resta ad alta tensione.