David Rossi, nuova svolta: maxi-perizi dei carabinieri. Verrò usato un manichino virtuale

La Commissione parlamentare di inchiesta, presieduta da Pierantonio Zanettin, ha affidato ai carabinieri del Ros e del Racis una perizia composta da ben 49 quesiti

David Rossi, nuova svolta: maxi-perizi dei carabinieri. Verrò usato un manichino virtuale
di Marco Maffettone

Una maxi-perizia per cercare di non lasciare "spazi inesplorati" sulla tragica fine di David Rossi, il capo della comunicazione della Monte Paschi, morto dopo essere precipitato dal suo ufficio a Siena nel marzo del 2013.
La Commissione parlamentare di inchiesta, presieduta da Pierantonio Zanettin, ha affidato ai carabinieri del Ros e del Racis una perizia composta da ben 49 quesiti con l'obiettivo di arrivare a diradare aspetti che, a giudizio dei parlamentari, non sono stati approfonditi dalla Procura di Siena nel corso delle due inchieste concluse con archiviazioni e con l'ipotesi che la morte di Rossi sia da imputare ad un suicidio.

"Nulla deve essere lasciato intentato", questa la direttrice su cui si snoderanno gli accertamenti tecnici, di ultimissima generazione, che gli specialisti dell'Arma sperano di concludere entro tre/sei mesi. La Commissione ha concordato di affidare al Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma del Racis, anche grazie al supporto tecnico del dipartimento d'ingegneria meccanica e aerospaziale dell'università "La Sapienza" di Roma, la ricostruzione, mediante l'impiego di un manichino antropomorfo virtuale, nonché l'esecuzione, anche attraverso l'analisi dei video disponibili, di una serie di accertamenti riguardanti la sua morte.

"Siamo in presenza di tanti e articolati quesiti - ha affermato il capo del Racis, Riccardo Sciuto -. Sulla precipitazione del corpo utilizzeremo un software che simulerà il "corpo che cade". Per fare ciò torneremo sulla scena dei fatti dove verrà impiegato uno scanner 3d che ricostruisce in tre dimensioni la scena del crimine". Per non tralasciare alcuna ipotesi, i tecnici attraverso l'uso del manichino ipotizzeranno che Rossi sia stato reso incosciente, anche in modo non violento, prima della caduta, simulando che sia stato afferrato da due soggetti, in modo da sollevarne il corpo "inanimato", per farlo precipitare dalla finestra. Il tutto per verificare se la dinamica sia compatibile con gli elementi accertati dalla scientifica in seguito alla morte dell'allora responsabile della comunicazione dell'istituto di credito toscano.

Allo stesso modo verrà simulata "la posa di un piede del manichino antropomorfo sul condizionatore come avrebbe potuto fare Rossi - spiega la Commissione nella richiesta di perizia - nell'atto preparatorio alla precipitazione volontaria, riproducendo le condizioni (risma di carta sul lato sinistro del condizionatore) presenti la sera del 6 marzo 2013 e verificando la compatibilità con un gesto anticonservativo".

L'attività peritale riguarderà sia il pc e che pennette in uso a Rossi ma anche centinaia di file legati ai tabulati e al traffico telefonico. "Noi lavoreremo su materiale già acquisito - spiega il capo del Raggruppamento operativo speciale, Pasquale Angelosanto -. Noi cercheremo di fare ciò che facciamo già nelle indagini più complicate e complesse. Analizzeremo non la singola utenza ma verrà messo a confronto ogni singolo traffico con gli altri. Un lavoro particolarmente complesso ma ci auguriamo di fare un buon lavoro e di non lasciare spazi inesplorati".