Morto Del Vecchio, sei figli e la moglie gli eredi: come verrà suddiviso un patrimonio da 30 miliardi

Ogni discendente avrà il 12,5% della holding di famiglia, mentre l'attuale compagna Nicoletta Zampillo ne avrà un quarto. Milleri sarà amministratore delegato

Nicoletta Zampillo insieme a Leonardo Del Vecchio
Nicoletta Zampillo insieme a Leonardo Del Vecchio
TiscaliNews

Leonardo Del Vecchio, morto all'età di 84 anni, lascia dietro di sé un esempio di capacità imprenditoriale come poche. Ha creato un impero valutato in 30 miliardi di euro che andrà diviso tra i suoi sei figli, avuti da tre compagne diverse. Un patrimonio azionario suddiviso tra EssilorLuxottica (32,2%), Covivio (27,2%), Mediobanca (19,2%), Generali (9,82%) e Unicredit (1,9%). Ma niente sarà lasciato al caso perché l'imprenditore ha predisposto una governance che inserisce ogni singolo asset nella casella giusta. L'esecutore testamentario, il legale Sergio Erede, ha agito in maniera tale da sollevare il lascito da ogni possibile diatriba familiare. A guidare l'impero sarà il manager che più di tutti ha riscosso la fiducia del fondatore, ovvero Francesco Milleri, già top manager di Essilor Luxottica e ora alla guida della holding della famiglia, la Delfin, con sede in Lussemburgo.

Il patrimonio suddiviso tra i figli, un quarto alla moglie

Il patrimonio verrà quindi diviso tra i sei figli e l'attuale moglie Nicoletta Zampillo. Ognuno dei figli prenderà una quota azionaria pari al 12,5% della finanziaria Delfin, mentre il 25% andrà alla consorte, sposata due volte e madre di Leonardo Maria. 

E' Morgan Stanley in un report a spiegare come avverrà la distribuzione delle quote ereditaria all'interno del nucleo. I primi tre figli, Claudio, Marisa e Paola, sono nati dall'unione con la prima moglie Luciana Nervo. Mentre dalla terza compagna, Sabina Grossi, Del Vecchio ha avuto Luca e Clemente ancora minorenni. 

La governance

All'interno del contenitore Delfin le decisione verranno prese solo con l'accordo dei tre rami della famiglia. Per scegliere il management servirà l'88% dei voti. Il Cda è composto da Mario Notari, Romolo Bardin, Aloyse May e Giovanni Giallombardo a cui si aggiungerà Milleri che sarà anche Ceo. Lo statuto prevede che i 5 amministratori della holding siano nominati a vita a meno che non siano loro a dimettersi. Non potranno essere sostituiti, nemmeno con l'accordo di tutta la famiglia. I soci potranno mettere bopcca solo sul bilancio e sulla distribuzione dei dividendi. Una pèarte degli utili è automaticamente destinata alla Fondazione Del Vecchio.