La figlia di Adriano, primo morto per Covid19: “Mio padre non è un numero”

Su Repubblica la donna ha voluto raccontare chi era suo padre: “Adriano Trevisan è mio papà. È il marito di mia madre Linda. È il nonno di Nicole e di Leonardo”, ha detto commossa

La figlia di Adriano, primo morto per Covid19: “Mio padre non è un numero”
TiscaliNews

Adriano Trevisan è stato la prima vittima del coronavirus in Italia. Sua figlia Vanessa ne ha voluto raccontare la storia su Repubblica. "Non è un numero, non è la prima vittima italiana del coronavirus, non è un nome e un cognome sul giornale. Adriano Trevisan è mio papà. È il marito di mia madre Linda. È il nonno di Nicole e di Leonardo”, ha detto commossa.

La figlia in quarantena

L’uomo aveva 78 anni ed è morto venerdì all’ospedale, in Veneto. Sulla sua morte la procura di Padova ha anche avviato una inchiesta. La figlia, ex sindaca di Vò, è in quarantena insieme alla mamma, perché sono state trovate positive al tampone. Vanessa non riesce a dimenticare che Adriano era una persona allegra. Amava stare all’aria aperta e ascoltare l’opera all’Arena di Verona. Nella sua vita aveva lavorato tanto e costruito  immobili con la sua ditta edile insieme a 4 amici. Gli piaceva anche giocare a carte e stare con gli amici.

Stare nel paese era la sua passione, come vedere sua figlia, la moglie, i suoi nipotini, coltivare i suoi hobby: questo lo rendeva un uomo felice. Gli piaceva la politica. “Vorrei che mio padre fosse ricordato per come è vissuto, non per come è morto”, afferma la giovane, la cui famiglia è molto unita.

"La loro morte non è meno importante"

Pensa non sia giusto parlare di chi è morto per coronavirus come di persone ormai anziane, quasi fosse una giustificazione per la loro morte. “Erano anziani, sì, ma il loro anno di nascita non deve far sembrare la loro morte meno importante”.

Adriano, cardiopatico e debilitato, si è sentito male giovedì 13 febbraio. La domenica è stato ricoverato all’ospedale di Schiavonia. Aveva difficoltà respiratorie. “Il protocollo – avevano spiegato - non prevedeva il test per il Covid 19 per pazienti non rientrati dalla Cina o che non avevano avuto contatti con persone a rischio".

"Solo una banale influenza", avevano pensato. Adriano però è morto e adesso la procura di Padova ha aperto un’inchiesta per capire se vi siano stati ritardi nella diagnosi. Domenica, giorno del suo compleanno, è stato ricoverato all’ospedale di Schiavonia. Giovedì 20 “la dottoressa è riuscita a fare il tampone al paziente che il giorno seguente è risultato positivo”. Adriano è morto ed ora la magistratura vuole stabilire se ci siano stati ritardi nella diagnosi e responsabilità.