Giallo sulla morte di Laura Ziliani, c’è il sospetto che l'ex vigilessa sia stata avvelenata

Sul cadavere trovato nel Bresciano non ci sono segni evidenti di violenza e servirà quindi un'analisi degli organi interni. Indagati 2 figlie e fidanzato maggiore

Laura-Ziliani
Laura Ziliani (Foto Ansa)
TiscaliNews

La prima risposta è arrivata e non stravolge il quadro già tracciato dagli inquirenti. Il corpo ritrovato vicino al fiume Oglio a Temù è dell'ex vigilessa Laura Ziliani, scomparsa lo scorso 8 maggio. Il riconoscimento, e quindi la certezza, è stata fornita da una ciste sotto il piede destro. Ma un altro particolare è risultato determinante: sui lobi delle orecchie c'erano degli orecchini che i parenti della donna svanita nel nulla lo scorso otto maggio hanno riconosciuto essere di Laura Ziliani. Non è ancora chiara invece la natura del decesso.

Vittima di un avvelenamento?

Ma cosa ha ucciso la 55enne? Sul corpo non ci sono segni evidenti di violenza e servirà quindi un'analisi degli organi interni per valutare l'ipotesi dell'avvelenamento e il medico legale aspetta anche l'esito dell'esame tossicologico. Anche la Tac non ha evidenziato fratture e quindi gli inquirenti escludono al momento che il cadavere possa essere stato trascinato dalla corrente del fiume Oglio che nei giorni scorsi era in piena a causa delle forti piogge. Difficile, sempre perché il cadavere non presenta fratture, pensare a un incidente in montagna con caduta in un burrone.

Corpo seppellito?

Inoltre fa sempre più strada l'ipotesi che la vittima sia stata sepolta, e poi il corpo sia stato parzialmente scoperto dall'esondazione del torrente Oglio. Il tratto in cui il cadavere è stato trovato domenica è stato più volte battuto dai volontari della Protezione civile fin dall'8 maggio. Troppe incongruenze, troppe contraddizioni per i carabinieri del Nucleo investigativo di Brescia, guidati dal maggiore Alberto Degli Effetti e il pm Caty Bressanelli

Indagate 2 delle tre figlie

Il corpo resta ancora sotto sequestro e a disposizione della magistratura, con il pm Caty Bressanelli che aspetta i referti medici per valutare eventuali sviluppi nell'ambito dell'inchiesta aperta per omicidio volontario e occultamento di cadavere, con indagate la prima e la terza figlia di Laura Ziliani e il fidanzato della maggiore. "Sappiamo almeno che fine ha fatto Laura, ora serve la verità" è il primo commento della parte della famiglia non coinvolta nell'indagine, ovvero la mamma, la figlia mezzana e due fratelli di Laura Ziliani che oggi, durante l'autopsia, erano rappresentati da un consulente nominato dall'avvocato al quale i familiari si sono affidati. Un legale diverso da quello che assiste le ragazze indagate che, al momento, sarebbero in rotta con il resto della famiglia.

Le contraddizioni

Le dichiarazioni drlle due figlie dell’ex vigilesse r il loro comportamento non hanno convinto gli inquirenti. Le ragazze dissero ai militari di aver ricevuto la madre nella villetta di famiglia la sera del 7 maggio, in arrivo da Brescia dove si era trasferita dopo la morte del marito Enrico Zani. Di averla vista sveglia alle 7 dell'8 maggio, pronta per fare trekking tra i boschi che conosceva fin da piccola. Inoltre nessuno dei tre indagati ha saputo spiegare che fine abbia fatto l'orologio con gps che l'ex vigilessa portava al polso a ogni gita e nemmeno il motivo per cui il cellulare della donna si trovasse tra i cuscini del divano della casa di Villa Dalegno, frazione di Temù. Dai tabulati il telefonino risultava essere spento dalla sera prima mentre le figlkie hanno dichiarato che era stato utilizzato la mattina della scomparsa.

Il sindaco:  “E’  stata uccisa'”

Chi abita a Temù nutre forti perplessità che la mattina dell'otto maggio Laura Ziliani sia effettivamente uscita di casa per una passeggiata come raccontato dalla figlia maggiore nella denuncia di scomparsa. "Laura conosce bene queste montagne così come i pericoli. Non sarebbe mai andata via di casa senza telefono e senza accendere il gps" spiega un'amica che conosceva bene le abitudini della donna.   E ora il paese si interroga sulle accuse mosse dagli inquirenti alle figlie alle figlie di Laura Zidiani  . "Mi vengono i brividi a pensare che le figlie siano coinvolte. Le ho viste crescere" commenta un commerciante del paese dell'Alta Vallecamonica,. "È stata uccisa e sepolta" ripete il sindaco Giuseppe Pasina che fin dal primo giorno non ha mai creduto all'ipotesi dell'incidente in montagna. Da dopo il ritrovamento del cadavere in paese, che confina con Ponte di Legno e che ha poco meno di 1200 abitanti, si sono rincorse le voci più diverse. Alcune assurde come quella di un sacrificio a sfondo satanico visto che il cadavere è stato trovato senza capelli. L'autopsia ha però negato che alla donna siano stati rasati i capelli, ma che al contrario si sia trattato di una normale caduta post mortem.  

Movente economico

Dietro al possibile omicidio della donna potrebbero esserci motivi di tipo economico, Chi punta il dito contro gli attuali indagati - due figlie e il compagno della maggiore accusati di concorso in omicidio volontario e occultamento di cadavere - parla del bed and breakfast che le figlie volevano fare nella casa di famiglia in via Ballardini a Temù, ma sul cui progetto Laura Ziliani aveva qualche remora. Non sarebbe da sottovalutare poi il patrimonio immobiliare della donna che tra Temù, Malonno, Edolo e Brescia conta una decina di immobili.