[Il giallo] Gioco mortale o è stato davvero suicidio? Le ipotesi sulla fine di Alessio Vinci a Parigi

Il 18enne di Ventimiglia era bravissimo negli studi, li aveva addirittura terminati prima del tempo. Vedeva amici, si era appena patentato, aveva un legame speciale col nonno. Poi il ritrovamento del corpo. E le voci sulla vincita importante al casinò e sui rituali macabri del Blue Whale. La famiglia è incredula

Alessio Vinci
Alessio Vinci
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Sei stato il miglior nonno, un ottimo esempio". Di più, nonno Enzo era come un padre per Alessio Vinci, la cui morte a 18 anni ai piedi di una gru in un cantiere di Parigi viene spiegata dagli inquirenti francesi come un suicidio. Sarebbero proprio quelle parole a confermare la decisione del ragazzo di Ventimiglia di togliersi la vita. Era l'alba dello scorso 18 gennaio quando Alessio venne trovato esanime a Porte Maillot. Era molto bravo negli studi, aveva completato il liceo col massimo dei voti, facendo la quarta e la quinta insieme. Pensava di proseguire con un'esperienza nell'Erasmus. Forse per questo si trovava nella capitale francese? Nessuno sapeva del suo viaggio all'estero. E all'ipotesi del suicidio il nonno-papà Vincenzo, non riesce a credere.

Troppi dettagli contrastanti

La chiamata della polizia francese alla famiglia di Alessio Vinci è stata come una doccia gelata. Il ragazzo era stato trovato senza vita e l'autopsia confermava le "lesioni da precipitazione". Come se Alessio si fosse buttato dalla gru verso il suolo. Nonno Enzo aveva già perso la figlia, poi la moglie, ora il nipote. Il ragazzo era orfano dall'età di 5 anni. ll rapporto tra i due era speciale, strettissimo. Uno 18enne, l'altro 69enne, si sentivano frequentemente e stando a quanto ricostruito dal Corriere della Sera, Alessio aveva chiamato il nonno anche mentre era nella capitale francese. In quella telefonata, il nipote gli chiedeva se conoscesse l'hotel Le Meridien di Parigi e se avesse deciso di farsi accompagnare per la visita medica a Imperia. Un segnale lasciato da chi sta per farla finita? Nonno Enzo descrive Alessio come un ragazzo tutt'altro che depresso: era bravissimo negli studi e in particolare in matematica, si era iscritto a Ingegneria e aveva appena preso la patente. Usava lo scooter, vedeva amici, ragazze, "ci sentivamo tre, quattro volte al giorno". Ma nessuno sapeva della trasferta parigina con breve sosta a Le Meridien.

I soldi vinti e il gioco assassino che tenta i giovanissimi

Secondo la ricostruzione degli inquirenti francesi, Alessio Vinci avrebbe preso il treno da Ventimiglia a Parigi il 17 gennaio. Fermandosi in una stanza ad uno dei piani alti dell'Hotel Le Meridien, chiedendo che sbloccassero una finestra per poter fumare. Richiesta negata. L'ultimo messaggino di Alessio è delle 4:16 del 18 gennaio, poco prima di quello che secondo l'inchiesta francese è un suicidio. Il ragazzo non lo manda al caro nonno ma a Simona, un'amica. Scrive: "I nonni sono stati i migliori genitori che avessi potuto avere". Poi il silenzio, l'assenza, la chiamata francese alla famiglia a Ventimiglia. E la ridda di ipotesi tutte da confermare. La prima: che Alessio avesse vinto 170 mila euro al casinò e li avesse depositati su un conto a Monaco. I familiari non sanno nulla del genere, e non risulta che potesse prelevare 700 euro al bancomat una volta arrivato a Parigi. Secondo loro il ragazzo si manteneva con le borse di studio vinte e con piccoli contributi del nonno. Ma alcuni amici sentiti dai Carabinieri di Ventimiglia avrebbero confermato che il diciottenne avesse una insolita disponibilità di soldi. Poi c'è l'ipotesi che Alessio sia caduto nel fascino mortale del Blue Whale, il gioco autolesionista virale che ha acquisito popolarità fra i più giovani ma la cui portata è stata molto ridimensionata. Le cosiddette regole del Blue Whale sono 50, la 10 recita "Dovete svegliarvi alle 4.20 del mattino e andare sul tetto di un palazzo altissimo". La 19: "Salite su una gru". La 50: "Saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita". L'orario delle 4:20 del mattino torna spesso in queste regole deliranti. Ma è solo un'ipotesi, che in parte richiama alla memoria il caso del rocciatore 14enne Igor Maj e a cui la stessa famiglia Vinci stenta a credere. La pista della probabile forte vincita al gioco d'azzardo, se confermata, aprirebbe uno scenario inedito per le indagini. Il nonno Enzo resta convinto che Alessio non si sia tolto la vita, ma che gli sia capitato qualcos'altro, "qualcosa di molto brutto".