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La morte di David Rossi, il disastro Mps e quei festini hard con politici e magistrati: Le Iene nel mirino della Procura

Era il marzo del 2013 quando il capo della comunicazione della banca, al centro di una tempesta giudiziaria e mediatica, piombò al suolo. L'inchiesta tv, i nuovi elementi e le denunce

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Un frammento della testimonianza dell'escort resa a Le Iene. A destra, David Rossi agonizzante dopo il volo dalla finestra
Un frammento della testimonianza dell'escort resa a Le Iene. A destra, David Rossi agonizzante dopo il volo dalla finestra

 "Ho dato elementi utili per le indagini. Pur tutelando l'anonimato della fonte e non rivelando l'identità delle persone mostrate nelle foto". Queste le parole del giornalista Antonino Monteleone, interrogato dal procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e dal sostituto Cristina Camaiori che lo hanno messo sotto indagine per diffamazione per la collana di servizi de Le Iene sulla vicenda Monte dei Paschi di Siena e la morte di David Rossi, ex capo della comunicazione della banca, precipitato da una finestra dei Rocca Salimbeni nel 2013. L'interrogatorio è durato oltre tre ore. "È stato tutto secretato - ha spiegato l'inviato del programma Mediaset - e non posso dire altro. Non abbiamo l'ambizione di potere avere un ruolo decisivo nell'inchiesta, ma abbiamo fornito elementi utili".

I festini in quelle due case

Due settimane fa Monteleone aveva intervistato un gigolò che aveva raccontato di avere partecipato ad alcuni festini con politici, magistrati e forze dell'ordine. Al giovane erano state mostrate alcune foto e lui aveva confermato di aver incontrato magistrati, politici e giornalisti alle feste. L'escort aveva anche aggiunto di aver avuto la sensazione che venisse filmato tutto quel che accadeva durante quelle cene d'elite con prosieguo in cui diversi partecipanti chiedevano rapporti omosessuali. Dando corpo all'ipotesi che il ricatto sessuale legasse i partecipanti in un clima omertoso. La procura di Genova - competente ad indagare, poiché i fatti riguardano anche magistrati di Siena - aveva aperto un fascicolo per abuso d'ufficio a carico di ignoti dopo la prima puntata della inchiesta sulla morte di Rossi con l'intervista rilasciata a Le Iene dall'ex sindaco senese Pierluigi Piccini che aveva detto di aver saputo di festini ai quali avrebbero partecipato importanti personaggi della magistratura e della politica e che forse l'inchiesta sulla morte di Rossi era stata 'abbuiata' per questo. Piccini parlava di due ville in cui avvenivano questi incontri, una sul litorale romano e una nelle campagne presso Monteriggioni, dove pure il giornalista de Le Iene si è recato, tentando di chiedere spiegazioni allo staff che gestisce questa struttura. L'escort che ha testimoniato sui festini sessuali a base di droga, chiamato con il nome di fantasia Stefano, ha accettato di incontrare Carolina Orlandi, figlia dello scomparso David Rossi, confermando che quest'ultimo non aveva mai partecipato alle cene descritte, e dando conferma pure di una serie di partecipanti, esponenti di magistratura e politica, incluso anche un cronista. Riconosciuti in foto.

Il proiettile per il magistrato e l'indagine del Csm

Dopo la trasmissione di Mediaset e le dichiarazioni di Piccini, i pm senesi avevano presentato querela per diffamazione: per questo fascicolo l'ex sindaco e gli autori della puntata sono stati indagati per diffamazione. Sempre nel capoluogo ligure è aperta l'inchiesta sulla lettera di minacce, accompagnata da un proiettile, indirizzata al pm senese Aldo Natalini che si era occupato anche della vicenda Mps. L'ipotesi di reato è tentata minaccia grave. Sul caso dei presunti festini indaga anche il Consiglio superiore della magistratura. 

Oltre la verità ufficiale

L'inchiesta di Monteleone ha riportato a galla i dettagli dubbi, a dire dei famiiari di David Rossi e del perito di parte che li esaminò, della morte del capo dell'area comunicazione del Monte dei Paschi di Siena: la traiettoria innaturale del corpo che rovinava al suolo dalla finestra del suo ufficio della banca, la modifica del luogo della presunta colluttazione, le ferite su viso e corpo riconducibili ad un aggressione, la mancanza di analisi sui vestiti, i tabulati telefonici e le telecamere della zona (che comprendono la sequenza in cui una persona compare sullo sfondo nel vicolo in cui agonizza Rossi dopo la caduta, e poi va via).  In una nota del 25 ottobre 2017, il presidente del Tribunale senese Roberto Carrelli Palombi e il Procuratore capo Salvatore Vitello, hanno risposto ai dubbi sollevati da Le Iene. I vestiti in particolare "non sono stati sequestrati" e "non potevano essere da questa distrutti". Ancora: “Non appaiono avere avuto un ruolo determinante nella ricostruzione dell’evento". Circa i segni di violenza sul corpo e il viso di David Rossi, per la Procura "si può dire che non vi è stato un accertamento medico-legale adeguato" sebbene "nella seconda relazione non sussistono dati certi su genesi e natura e si formula l’ipotesi di uno strisciamento con un oggetto affilato ma non tagliente". Perciò l'ipotesi di aggressione e omicidio "non ha elementi circostanziali o biologici che la supportino". Quella ufficiale, relativa al suicidio "è supportata da elementi, seppur non scientificamente dirimenti, comunque maggiormente suggestivi da un punto di vista medico legale". Inoltre, per il Tribunale e la Procura la "pessima qualità del filmato di videosorveglianza" non ha permesso di ottenere elementi utili per le indagini sulla morte di David Rossi. Archiviata poi per due volte come suicidio. 

Il dissesto della Banca

La morte di David Rossi arrivò al culmine di un periodo di grande tensione per Monte dei Paschi di Siena. Sotto la presidenza di Giuseppe Mussari, poi dimissionario nel 2013, fu perfezionato l'acquisto di Banca Antonveneta per 10 miliardi di euro, poi oggetto di indagine della Procura di Siena per i reati di aggiotaggio e ostacolo alle indagini di vigilanza. In una inchiesta, il quotidiano La Stampa parlò di una "una truffa, estero su estero, che vale all'incirca 1,2-1,5 miliardi". Fu poi Il Fatto Quotidiano a dare la notizia di un accordo accordo segreto siglato nel 2009 i vertici di Mps presieduti da Mussari e quelli della banca giapponese Nomura per una ristrutturazione del debito di Mps per centinaia di milioni di euro. Montepaschi era esposta dopo l'acquisto dei derivati finanziari Alexandria e Santorini, e Nomura propose di scambiarli in cambio di derivati emessi dall'istituto giapoponese, fatto che ha creato un buco stimato in 740 milioni di euro nei conti della banca senese. Il 4 marzo 2013 David Rossi in una mail inviata all'allora amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, manifestava la volontà di voler parlare con i magistrati di come era stata gestita la banca. Due giorni dopo volava dalla finestra del suo ufficio, nella sede centrale dell'istituto. 

 

 

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