[Il retroscena] Dall'intervento di routine al dramma "irreversibile". Il mistero della malattia di Marchionne 

Che cosa è successo al manager? L’amico Grande Stevens: “Colpito da un tumore ai polmoni” Ma c’è chi parla invece di inattese complicazioni post-operatorie. L’ultima uscita pubblica è datata 26 giugno

[Il retroscena] Dall'intervento di routine al dramma 'irreversibile'. Il mistero della malattia di Marchionne 

La velocità improvvisa e inattesa con cui Fca ha sostituito al suo vertice Sergio Marchionne ha impressionato. La polemica politica e quella sui social si sono scatenate con un tono quasi da commemorazione. Marchionne viene ricordato come se non ci fosse già più. Molti si chiedono, in queste ore, che cosa sia avvenuto davvero, in quella clinica svizzera. Quali siano le reali condizioni di salute del manager, che cosa sia accaduto, come sia precipitato tutto in poche ore

Rigorosa riservatezza 

Difficile ricostruire notizie, dietro la coltre di rigorosa riservatezza che la famiglia e la clinica di Zurigo dove il manager è ricoverato hanno fatto calare. Le ultime informazioni filtrate parlano di condizioni irreversibili. Insomma, non si torna indietro. Marchionne sarebbe in rianimazione, appeso con un filo alla vita. Accanto a lui la compagna, Manuela, i figli. Ma come si è arrivati a questo?

L’ultima uscita di Marchionne 

L’ultima uscita pubblica del manager è datata 26 giugno. Consegna ufficialmente una Jeep all’Arma dei Carabinieri. Appare affaticato, respira male, parla lentamente. Ma sorride e tiene il suo discorso. Qualche giorno dopo, il ricovero. Motivo ufficiale: un intervento chirurgico alla spalla. Non si sa bene per quale problema. Una cosa presentata come di ruotine tant’è che la sua agenda prevede solo un’assenza di pochi giorni. Si arriva al cinque luglio, la degenza si è prolungata ma i suoi collaboratori parlano di convalescenza. Non annullano appuntamenti, lo aspettano in ufficio.

Tutto precipita: non filtra più nulla 

Poi tutto precipita. Nessuna notizia filtra sui motivi e sulle condizioni di salute. Un graduale peggioramento fino alla decisione dei vertici di Fca di prendere atto del fatto che Marchionne “non tornerà più in azienda”, procedendo così alla sostituzione. L’opinione pubblica viene colpita dalla notizia, che rimbalza sulle prime pagine di tutto il mondo. Si cerca di capire di più. Ma a fatica. 

Un indizio sulla salute del manager 

Qualche indizio arriva dalla lettera che Franzo Grande Stevens scrive al Corriere della Sera. Il ricordo di un’amicizia, la volontà di Umberto Agnelli di portare Marchionne in Fiat, le chiacchierate, le confidenze. E poi la rivelazione. “Quando dalla tv di Londra – scrive l’avvocato di casa Agnelli – appresi che egli era stato ricoverato a Zurigo, pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette. Tuttavia, quando seppi che era soltanto un intervento alla spalla, sperai. Invece, come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e capii che era vicino alla fine”.

Un problema ai polmoni a causa del fumo 

Un brutto male ai polmoni a causa del fumo da sigarette (ne consumava tre pacchetti al giorno) è la ragione che in queste ore più di tutte sta circolando. Del resto la Clinica universitaria di Zurigo è nota per le terapie oncologiche. Ma c’è ancora chi coltiva qualche dubbio. Marchionne sarebbe arrivato in Svizzera il 28 giugno con un aereo personale, non con l’eliambulanza. È entrato in ospedale con le sue gambe. Stanco ma autonomo. “Pare che nel caso di Sergio Marchionne non si tratti di tumore”, scrive Maurizio Crosetti su Repubblica. 

L’altra ipotesi 

Un’altra ipotesi, infatti, è che qualche cosa non sia andata per il verso giusto durante l’operazione. Una complicazione che avrebbe innescato una crisi, che si è poi aggravata strada facendo. Un errore? Un farmaco? Una reazione inattesa? O la scoperta di un nuovo problema? I sanitari avrebbero tentato il tutto per tutto ma il fisico di Marchionne non avrebbe reagito alle cure, perdendo via via forza e finendo in rianimazione, con quella definizione di “stato irreversibile” che ha indotto Fca a procedere rapidamente al cambio della guardia e da ore tiene l’opinione pubblica sospesa tra la commemorazione e la speranza, nel tentativo ancora vano di sapere qualcosa in più.