[L'inchiesta] La truffa milionaria dell'imprenditore che chiedeva il reddito di cittadinanza

L'uomo è fra i 5 arrestati e i 18 indagati per una maxi truffa ed evasione fiscale legata al mercato delle auto di lusso. Diciotto le regioni coinvolte, oltre 800 le vittime. Il blitz della Finanza

[L'inchiesta] La truffa milionaria dell'imprenditore che chiedeva il reddito di cittadinanza
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Stava chiedendo il reddito di cittadinanza come persona a cui necessita l'aiuto dello Stato e che evidentemente ha difficoltà a trovare lavoro. Ma un lavoro, l'imprenditore finito in manette, ce lo aveva. Finché l'inchiesta denominata Cars Lifting, legata al mercato delle auto di lusso, ha svelato un'evasione fiscale milionaria, immatricolazioni fraudolente nel commercio on-line dei veicoli e ben 835 persone truffate in 18 regioni. A condurre l'operazione, la GdF di Pordenone e dalla Polizia Stradale di Udine. Cinque gli arresti finora, 18 gli indagati a cui vengono contestati i reati di associazione a delinquere, evasione fiscale, truffa, falso materiale e ideologico. Disposto un sequestro per oltre cinque milioni di euro nei confronti dei membri dell'organizzazione di cui faceva parte l'imprenditore (il cui nome non è ancora trapelato) che aveva predisposto la richiesta per il reddito di cittadinanza. 

Il blitz delle Fiamme Gialle

All'uomo è stato impedito l'inoltro della richiesta, già pronta per il sussidio di Stato, dal blitz della Finanza che già lo scorso giovedì aveva smantellato l'organizzazione dedita alla truffa e all'evasione fiscale. L'imprenditore, interrogato dal Gp e dal Procuratore di Udine, era titolare dell'ultima di una catena di aziende usate per la vendita e l'immatricolazione frudolenta delle auto di lusso. A tutti gli arrestati sono stati sequestrati beni anche all'estero (Germania, Austria e Slovenia) attraverso un'azione di polizia con cooperazione internazionale. 

L'origine dell'inchiesta

L'operazione Cars Lifting nasce dal sequestro per contrabbando doganale, effettuato a Pordenone, di un'automobile Rolls Royce Phantom II intestata a una società con sede in Svizzera. Gli inquirenti avevano poi individuato la struttura organizzata che operava con una serie di società con sedi legali fittizie a Roma e Palermo nella promozione e vendita in Italia di auto di alta gamma, attraverso noti siti specializzati. Le indagini durate due anni e condotte anche tramite intercettazioni telefoniche, hanno rivelato ricavi non contabilizzati fiscalmente per oltre 30 milioni di euro, di cui 5,4 milioni di Iva evasa. Per 635 auto immatricolate in modo fraudolento (negli uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri di Palermo, Roma, Latina e Treviso) è stato disposto dalla Procura di Udine il sequestro delle carte di circolazione per reati di falsità materiale e ideologica commessa "per induzione" dai Pubblici Ufficiali preposti, i quali avevano erroneamente provveduto a rilasciarle fuori legge dopo la presentazione di documentazione falsa. 

Irregolarità anche sui veicoli

Le auto di lusso vendute, come è risultato dagli accertamenti, avevano un chilometraggio ridotto dal 50% al 70% di quello reale attraverso la manipolazione delle centraline elettroniche. Un primo segnale di questo versante della truffa era stato dato da un servizio del Tg satirico di Mediaset, Striscia la Notizia, le manomissioni venivano compiute in due autofficine, a Padova e nella provincia di Treviso.

Tutte le regioni colpite dalla truffa

I truffati sono 835, tra loro 128 hanno sporto denuncia. Questo il numero e la distribuzione delle truffe, regione per regione: nel Lazio 217 vittime per un controvalore dei veicoli di 9.214.000 euro; in Veneto, 210 truffati per un controvalore di 7.918.700 euro di veicoli; e in Friuli Venezia Giulia con 111 vittime e 4.618.200 euro di controvalore. A seguire Piemonte (13), Lombardia (56), Trentino Alto Adige (34), Liguria (11), Emilia Romagna (55), Toscana (38), Umbria (13), Marche (14), Abruzzo (10), Campania (8), Puglia (11), Basilicata (1), Calabria (5), Sicilia (6) e Sardegna (22).