A Milano c’è troppa domanda, tra 5 anni non ci saranno più case libere

Secondo la ricerca di Sigest nei nuovi cantieri si registra un incremento di vendite del 32% rispetto al 2017

A Milano c’è troppa domanda, tra 5 anni non ci saranno più case libere
TiscaliNews

Mentre a Roma ci sono 200mila case vuote e a Torino 60mila, con i residenti che diminuiscono, a Milano la situazione è completamente diversa. La domanda crescente di studenti e ricercatori di 11 università, di emigrati di ritorno post Brexit e non solo, fa sì che secondo molti analisti e ricerche come quella del centro studi di Sigest, le vendite immobiliari crescano a tal punto che tra 5 anni potrebbero non esserci più case.

Compravendite in aumento

Una tendenza che riguarda il nuovo ma anche l’usato, la vendita come l’affitto, come spiega Mario Breglia di Scenari immobiliari alla Stampa: “Con Airbnbci si guadagna di più e questo aumenta gli affitti in generale e fa si che chi vuole vendere magari ci ripensa, frazioni l’appartamento e lo affitti”. Secondo la ricerca di Sigest nei nuovi cantieri si registra un incremento di vendite del 32% rispetto al 2017, 1233 le abitazioni cedute, di cui il 53% è rappresentato da case già sul mercato l’anno scorso, mentre il 47% è stato immesso negli ultimi 12 mesi.

Gli affitti

Il mercato degli affitti brevi non aveva mai pienamente interessato la capitale economica d’Italia. Milano ha sempre attratto molti visitatori, ma si trattava soprattutto di persone in viaggio per affari. Solitamente venivano scelti alberghi o residence. Adesso tutto è cambiato. La tipologia di turismo che sta investendo la città si rivolge in particolare ad Airbnb. Ci sono momenti dell’anno in cui si registra il tutto esaurito. Come in questi giorni, per il Salone del Mobile: tanti operatori ma anche tanti curiosi. L’effetto sul mercato immobiliare è evidente: ormai gli annunci delle agenzie riportano lo slogan “appartamento adatto ad investimento per affitti brevi”. Le zone più richieste sono il centro (Duomo, Brera, Ticinese, Quadrilatero), i Navigli e Porta Venezia (soprattutto per il turismo gay).

Milano è un buon investimento

Milano è una città di studenti, di giovani e di single lavoratori. È il luogo in Italia con la più alta percentuale di famiglie composte da una sola persona, ovvero da single che abitano da soli, superano addirittura il 50% delle unità familiari complessive. Il taglio preferito richiesto per gli appartamenti è, di conseguenza, quello medio-piccolo in acquisto (bilocali e trilocali) e piccolo in affitto (mono e bilocali). I genitori “quando il figlio si sistema” tendono a comprargli una casa più confortevole. Valutano Milano come un buon investimento e, davanti ad un trasferimento definitivo, si opta per una soluzione stabile.

Trasformazioni urbanistiche

“Milano si conferma una piazza che viaggia a una velocità diversa rispetto al resto al resto del Paese commenta Enzo Albanese ad di Sigest – grazie anche a una serie di trasformazioni urbanistiche che hanno migliorato la città, rendendola più appetibile rispetto a altri centri urbani. Considerando il veloce assorbimento di unità realizzate e una crescita tra il 14, 5 per cento del numero di compravendite a livello milanese, la città rischia nell’arco dei prossimi 5 anni di non riuscire a soddisfare la domanda di nuove abitazioni”.

Dove comprare

A proposito delle zone di Milano dove investire, va tenuto presente che il centro non “doppia” più come quotazioni le aree più periferiche, se non con i quartieri Quadrilatero-Brera-Moscova. In effetti vivere proprio nel centro è piuttosto complesso tra ZTL, assenza di supermercati e di altri servizi ed eccessiva presenza d’uffici che rende l’ambiente un po’ desolato quando le attività sono chiuse. L’area di nord-est, ossia il settore della città che va da Buenos Aires a corso XXII Marzo, potrebbe essere tra le migliori zone di Milano dove investire. Operatori e acquirenti sono tutti in attesa dell’apertura della nuova linea della metropolitana che, già da parecchi anni, ha fatto salire le quotazioni.
Questa zona ha un po’ “spodestato” quella nord ovest ( corso Vercelli, Pagano, fino alla ex-Fiera ) che era più tradizionalmente presente nei sogni delle giovani coppie meneghine ma, a quanto pare, non lo è più in quelli dei nuovi single, acquisiti, milanesi. Ora le quotazioni per le due aree sono pressoché identiche solo nei pressi della ZTL per poi vedere in vantaggio il lato est, via via che ci si allontani dal centro.

I prezzi

I prezzi a Milano si attestano su una media, in centro di 10 mila euro al mq, nella fascia dei bastioni a 8.600, nella circonvallazione a 6.500 e poi fuori scendono anche di molto. I valori rilevati da Sigest rappresentano i prezzi richiesti dalle 107 iniziative in commercio al 1 giugno 2018. Dal raffronto col 2017 resta stabile il centro mentre crescono i prezzi nei bastioni(più 10%) e nella circonvallazione (+5%).

Le nuove costruzioni

“Conta Alessandro Ghisolfi del Centro studi di AbitareCo, che le compravendite di nuovo e usato crescono ogni anno con punte del 20%. Sono circa 22mila l’anno. La particolarità e che le nuove costruzioni assorbono buona parte della domanda e il livello di offerta non riesce a tener dietro alla richiesta, che va da chi cerca da fino a 4mila euro al mq a chi arriva fino a 7mila -12mila. A Milano ce n’è per tutte le tasche, sia per residenza sia per investimento.

Torino, la grande sconfitta

Protagonisti del mercato sono assicurazioni come Genera che sta completando Citylife, Unipol che sta costruendo la sua torre a Porta Nuova, De Agostini Capital che ha appena acquisito li Palazzo Aliviesi in via Broletto, poi sgr come Fabrica, Castello, Antirion e fondi esteri come Hines e Blackstone. “Milano sta fagocitando i mercati delle città limitrofe – rivela Breglia- : da Crema a Novara da Pavia e Piacenza comprano qui. Conservano una loro autonomia centri caratteristici vicini come Monza e Como, Bergamo e Brescia, che non hanno buoni collegamenti. Torino è la grande sconfitta, perché avrebbero potuto allearsi. Invece la gente ci dorme e viene a Milano, dove ci sono lavoro e vita sociale”.