[Il caso] Da Catanzaro a Milano, città che vai lenzuolo che trovi: la rivolta dei balconi contro Salvini

Il capoluogo lombardo, dove il ministro terrà un comizio in piazza Duomo, è solo l'ultimo. La storia comincia in Puglia e lo insegue in tutta Italia

Lenzuola sui balconi

Tutto è cominciato quando il ministro dell'Interno ha fatto rimuovere alcuni striscioni contro di lui appesi ai balconi. La balconite comincia nelle città del Sud, a colpi di "i terroni non dimenticano", fino a quelle del Nord. La prossima città sarà Milano, dove il leader leghista in moto perpetuo pre-elettorale svolgerà un comizio in piazza Duomo con ospiti i sovranisti d'Europa. A attenderlo ci saranno comitati di protesta che, è facile immaginarlo, si stanno già organizzando. La tendenza è tracciata, la tensione emotiva pure. Da Verona a Catanzaro, ma è cominciata in Puglia per proseguire in Molise e a Napoli. A Campobasso erano più gli striscioni appesi che i balconi liberi, nota qualcuno. La tensione emotiva sale dopo i due episodi di Salerno e di Brembate, dove due privati cittadini si sono visti sequestrare le "lenzuolate" di protesta. Nel primo caso la procura ha anche aperto un fascicolo. A San Siro, popoloso rione di Milano, avantieri una donna è stata indentificata dalla Digos dopo aver appeso un cartello anti-Salvini (che però non è stato rimosso) e così è accaduto a un vicino di casa ilc ui striscione recitava: "Salvini amico dei mafiosi, nemico dei poveri". 

Città che vai lenzuolo che trovi

Fatto sta che i giornali vicini alla destra guardano al capoluogo lombardo: Libero, Il Giornale e anche Il Messaggero, titolano "Alta tensione a Milano" e "La sinistra prepara un agguato contro Salvini e la Le Pen in piazza". Repubblica sintetizza scrivendo che "Le lenzuola seguono Salvini in tour". E l'operazione simpatia messa in campo dagli striscioni per Il Fatto quotidiano premia quello di Firenze dove ironicamente qualcuno ha scritto: "Portatela lunga la scala... sono al quinto piano". Così il riferimento va alla citata Bembrate dove il lenzuolo è stato rimosso utilizzando la scala d'intervento dei Vigili del fuoco. Immagini riprese da tutti i media e ribattute dai social. Qualcuno azzarda il paragone con il movimento dei "girotondi" anti Berlusconi di morettiana memoria. Ma quelli erano espressione dell'elite intellettuale, mentre questi sono spontanei e partono dal basso.

Napoli si scatena, documenta Il Manifesto e gli striscioni sono ironici e beffardi: "Salvini cerchi voti al sud per portare soldi al nord", "Leghista terrone scuorno (vergogna, ndr) del Meridione", oppure "Salvini non sei il benvenuto. Ps per la Digos: torno alle 20". A Milano la Cgil ha già annunciato che esporrà un cartellone alle finestre della Camera del lavoro. "Quarantanove milioni di balconi” sarà la scritta principale, e poi, sotto, “Vigili del fuoco professionisti del soccorso e non della propaganda". Il commento del sindaco Sala è che nessuno striscione dovrà essere rimosso, altrimenti "mi farò sentire". 

Milano invasa di lenzuola

Il fenomeno delle "lenzuolate" non ha mancato poi di invadere i social che vanno di rimbalzo, di profilo in profilo, con quelli più significativi e simpatici. In una sfida senza sosta alla demolizione dell'idea della tacitazione del dissenso. "Salvini odia, Milano ama", "Solo ponti niente muri", "I nostri balconi più alti dei tuoi muri", "Meno Lega, più legami", "Dissenso e libertà e io rimango qua", sono solo alcuni dei messaggi affidati alle ringhiere dei palazzi di Milano e già rilanciati dal web. Da giorni sono partite le "balconiadi", la singolare iniziativa lanciata dall'associazione dei Sentinelli. Qualcuno scrive in dialetto, la cui traduzione è: "Tutti gli uomini nascono liberi, tutti uguali per dignità e diritti".

Poi scritte che si rimbalzano fino a unire idealmente tutti i quartieri, da un capo all'altro della città: "Senza confini mai con Salvini", il sempreverde "Bella ciao" e addirittura una facciata di un proprio palazzo privato decorata con vari striscioni che uniti formano la scritta "Prima le persone", mentre a NoLo è spuntato un ironico "Preferisco Roger Waters", seguito da un "Ridateci gli alpini, tenetevi Salvini". 

Salvini: basta che non aggrediscano i poliziotti

"Basta che stiano tranquilli e non aggrediscano i poliziotti, ognuno può fare quello che vuole", ha detto il ministro poco prima di iniziare un'intervista in Rai. Forse il dilagare della protesta gli dice male, meglio toni più bassi.