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Messina Denaro, le donne nel covo del boss. Una ai carabinieri: "Lo frequentavo, ma non sapevo chi fosse"

Perquisite le abitazioni delle due donne, il cui numero di telefono secondo alcune indiscrezioni è stato trovato su un bigliettino in tasca dell'ex latitante

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I covi del boss
I covi del boss(Foto Ansa)

Dopo le perquisizioni i carabinieri sono certi: nell’appartamento in vico San Vito a Campobello di Mazara Matteo Messina Denaro frequentava almeno due donne. Nel covo abitato dal boss dallo scorso 4 giugno sono state trovate diverse pillole di Viagra e profilattici e anche abiti femminili e una parrucca. Escludendo che il boss possa aver usato quegli oggetti per travestirsi,  gli inquirenti di Palermo sono propensi a credere che l’ex latitante in quell’appartamento abbia ospitato delle amanti. Ma saranno le analisi su impronte e tracce di Dna trovate nell’abitazione a chiarire se e quante altre persone hanno frequentato quella casa.

Il bigliettino con i numeri di telefono

Che il boss possa avere avuto diversi incontri con almeno due donne, però, è quasi una certezza nelle voci di paese, come riporta il Corriere della Sera. Tra gli abitanti di Campobello di Mazara gira voce che il boss avesse in tasca un biglietto con i numeri di telefono di due donne. E i carabinieri le hanno raggiunte a casa, perquisendo le abitazioni e raccogliendo ogni elemento utile per eventuali riscontri con le visite nella casa del boss.

Chi sono le due donne

Dai primi dettagli che emergono sulle presunte amanti del boss, si tratta di due donne di mezza età, entrambe con un lavoro. Una ha i capelli lunghi e neri, l’altra è bionda con un taglio corto. La prima, spiega Fabrizio Caccia sul Corriere, ha un’auto di lusso da 70mila euro parcheggiata sotto casa. Alle domande dei giornalisti si è infuriata affacciandosi dal balcone. E sull’auto così importante, un famigliare ha provato a chiarire: “Non è stato un regalo di nessuno, l’ha comprata lei un anno fa sfruttando un’occasione, toglietevi dalla testa certe idee”. La donna sarebbe una piccola imprenditrice. In paese raccontano di averla vista negli ultimi mesi i commessi del negozio vicino a vico San Vito, di solito intorno alle 11. Niente di strano secondo loro: “Qui ci viene tutta Campobello a comprare creme e profumi, perché vi meravigliate?”

Una si è presentata in caserma

Intanto, una donna si è presentata in una stazione dei carabinieri ed è stata interrogata dagli investigatori del Ros. Dice di avere frequentato "l'uomo visto in televisione" senza però aver riconosciuto in lui il latitante più famoso d’Italia, e non solo. Una versione che non deve aver convinto chi indaga, tanto che è scatta una perquisizione in casa della donna e sono in corso ulteriori accertamenti coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Guido.

Trovati 5 documenti d'identità falsi

Sono cinque le carte di identità contraffatte trovate nel covo in cui Messina Denaro ha trascorso l'ultimo periodo della latitanza. I documenti, tutti con la foto tessera del capomafia, sono intestati ad altrettante persone in vita e incensurate, alias che hanno prestato la loro identità al padrino di Castelvetrano per un periodo lunghissimo: circa 15 anni. A consentire al boss di restare libero sfruttando le generalità altrui, dunque, non è stato solo Andrea Bonafede, il geometra che ha messo a disposizione di Messina Denaro i suoi documenti consentendogli di usarli nelle strutture sanitarie in cui è stato operato e si è curato. Gli investigatori stanno tentando di accertare se gli altri alias fossero a conoscenza della contraffazione.

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