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"Io, magistrato, ho combattuto l'abusivismo dilagante di Ischia, ma ho perso. La resistenza popolare fu totale. Fui anche minacciato"

"Io, magistrato, ho combattuto l'abusivismo dilagante di Ischia, ma ho perso. La resistenza popolare fu totale. Fui anche minacciato"

Guido Ruotolodi Guido Ruotolo   
L'ex procuratore aggiunto di Napoli, Aldo De Chiara
L'ex procuratore aggiunto di Napoli, Aldo De Chiara

Ci ha provato, negli anni delle rivolte del popolo degli abusivi, ad abbattere le case ad Ischia. È stato minacciato, alcuni degli sgombri che ha ordinato sono stati eseguiti a suon di bombe carte e di poliziotti feriti. Di fronte all'applicazione della legge, l'allora procuratore aggiunto di Napoli, Aldo De Chiara, si è trovato gran parte della politica dall'altra parte della barricata.

Procuratore De Chiara, una tragedia evitabile, quella di Casamicciola?
«Altrove una scossa di questa intensità avrebbe provocato un attimo di smarrimento ma la vita sarebbe ripresa subito. Si è trattato di una scossa non forte ma che ha provocato due morti e una trentina di feriti perché molte abitazioni di Casamicciola sono abusive e dunque vulnerabili».

C'è un nesso automatico tra vulnerabilità della struttura e abusivismo?
«Per noi che ci siamo sempre occupati di abusivismo e di demolizioni, abbiamo sempre denunciato che l'abusivismo è pericoloso per chi vive all'interno delle abitazioni costruite nella illegalità. Non tutte queste case sono sicure dal punto di vista statico».

A Napoli sommersa dalla piaga dell'abusivismo, e ad Ischia in particolare, lo Stato ha provato a combattere questa piaga di illegalità. Lei ne è stato il simbolo.
«A partire dal 2008 al 2011 ci abbiamo provato. Ad Ischia sono andate a sentenza esecutiva seicento demolizioni mentre nell'arco di trent'anni e tre condoni, sono state 27.000 le domande di condono. Se non ricordo male complessivamente, voglio dire anche dopo che fui trasferito alla procura generale di Salerno, forse qualche decina di demolizioni sono state realizzate. Ricordo che nel maggio del 2010 il governo adottò un decreto legge che sospendeva le demolizioni ordinate dalla magistratura nella sola Regione Campania. Un decreto la cui legittimità non stava né in cielo né in terra. E infatti decadde».

Fu il governo Berlusconi ad adottare questo decreto legge. Una boccata d'ossigeno per il popolo degli abusivi.
«La resistenza popolare fu totale. Non riuscimmo a piegarla nonostante l'impegno straordinario - e ancora oggi voglio questa ringrazio e l'impegno della questura di Napoli che inviò contingenti di polizia sull'Isola - ed io e l'allora Governatore della Campania, Stefano Caldoro, fummo additati come nemici e subimmo minacce. Voglio aggiungere che nei giorni della sospensione delle demolizioni giudiziarie le altre non furono mai eseguite».

Senta Procuratore, i comuni virtuosi che vorrebbero procedere con le demolizioni si lamentano che non hanno risorse economiche.
«Hanno ragione. C'è un problema di reperimento di risorse finanziarie. Il governo dovrebbe intervenire».

Il Lodo Falanga, la legge del senatore Ciro Falanga, gruppo Ala, che disciplina le priorità di demolizione degli edifici istituendo un ventaglio di priorità dall'abusivismo di necessità a quello speculativo, criminale, a rischio...
«La legge Falanga è stata approvata al Senato ma è ferma alla Camera. Com è giusto che sia nella sua formulazione non è vincolante in ordine alla scala delle priorità. Pone in coda all'elenco l'abusivismo di necessità. Ma per esempio non indica fino a quando dobbiamo considerare abusivismo di necessità se l'edificio da abbattere ha una estensione di 300 metri quadri?».

Molti hanno giudicato la legge Falanga come una legge blocca ruspe.
«Mi limito ad osservare che il tema dell'abusivismo tocca corde molto sensibili per la politica. E la vicenda del sindaco di Licata lo dimostra».

Guido Ruotolodi Guido Ruotolo   

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