Aumento di stipendio e raddoppio contributivo: ecco le sedi "disagiate" dove i magistrati guadagnano di più

"Basta un deficit di organico del 20 per cento per poter considerare una sede disagiata e godere di particolari benefici. Fino a 2.094 euro di indennità e raddoppio dell'anzianità pensionistica

Tribunale
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di I. D.

Ci sono sedi di tribunale molto “difficili” dove i magistrati hanno sempre dimostrato difficoltà a installarsi. Quelle, per esempio, in cui tradizionalmente si era esposti ai pericoli della criminalità organizzata e il Csm faceva fatica a coprire gli uffici, tanto che in tribunali e procure dei distretti di Palermo, Caltanisetta, Messina, Catania, Reggio Calabria e Catanzaro si finiva col contare spesso sulla presenza periodica di uditori che tuttavia – una volta fatta esperienza e appena potevano - abbandonavano la sede in tutta fretta. Attualmente però basta un deficit di organico del 20 per cento per poter considerare una sede “disagiata” e godere di particolari benefici, come l’indennità di oltre 2mila euro e il  raddoppio della contribuzione ai fini pensionistici.

Molti i magistrati disposti ora a trasferirsi

In questa maniera – fa presente La Verità, il quotidiano di Belpietro – sono molti i magistrati pronti a trasferirsi nei tribunali di provincia che “hanno accumulato carichi di lavoro pari a quelli delle grandi città”. E’ quanto accade per esempio a Latina, provincia del Lazio - terza nel Centro Italia quanto a carichi di lavoro dopo Roma e Firenze - dove servono 4 magistrati. Qui i carichi di lavoro sarebbero  pressoché doppi rispetto a quelli degli altri tribunali laziali e l’organico cronicamente sottodimensionato. Pensare che prima si faceva fatica a trovare i magistrati per quella sede, a tal punto che solo 1 su 12 era disposto a trasferirsi. Oggi invece sarebbero 50 le domande presentate per coprire i 4 posti vacanti, 3 per il civile ed 1 per il penale.

Le sedi "disagiate"

Ma Latina è in buona compagnia da quando il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha previsto di coprire i 113 posti vacanti in 52 sedi considerate appunto “disagiate”, offrendo forti incentivi alle toghe che accettano il trasferimento in quegli uffici distribuiti in 20 distretti.

Ma di quali sedi si tratta? In particolare – si legge sul quotidiano – il tribunale di Varese (distretto di Milano) deve coprire 2 posti di sostituto; Piacenza (distretto di Bologna)  ha 3 posti vacanti; Biella (distretto di Torino) ne chiede 3; Prato (distretto di Firenze) 4; Pisa 1 e Siena 5 (sempre nello stesso distretto). A Caltanisetta ne mancano 3; a Catania 5 e a Palermo 6; a Catanzaro ne servono 5; a Potenza 3; a Reggio Calabria 7 e a Sassari 3.

Gli incentivi

In queste sedi caratterizzate dal disagio il Ministero della Giustizia interviene garantendo incentivi per i magistrati che si rendono disponibili al trasferimento effettuato dal Csm. In pratica viene loro assicurato il “raddoppio dell’anzianità per massimo 4 anni (dunque 8 anni validi ai fini pensionistici). A questo si aggiunge il diritto a tornare con precedenza assoluta nella sede precedentemente ricoperta. Poi ci sono i benefici economici. Il “trasferito” può godere  infatti di una indennità mensile al lordo di circa 3.966,65 euro, un netto di 2.094 euro per i magistrati con meno di 13 anni di servizio e di 2.020 euro circa per quelli con più di 13 anni, come scrive La Verità riferendosi a dati forniti dall’Ufficio sindacale di Magistratura Indipendente.

A questo va ad aggiungersi l’indennità di prima sistemazione “una tantum”, pari a un importo tra gli 8.829 euro e i 9.918 euro lordi, per il trasferimento, oltre al rimborso delle spese per viaggio e trasloco.