Mafie, boom sequestri e confische: "Al Nord puntano alla finanza"

Mafie, boom sequestri e confische: 'Al Nord puntano alla finanza'
di Askanews

Roma, 19 lug. (askanews) - I sequestri e le confische,eseguiti dalla Direzione investigativa antimafia, nei confronti della criminalità organizzata in Italia, sono aumentati nel 2018, rispetto al 2017, "rispettivamente di oltre il 400% e di oltre il 1000%". Lo scrive la Dia nell'ultima relazione semestrale al Parlamento (2° semestre 2018) pubblicata oggi."Sono risultati importanti - precisa la Dia - che, sommati a quelli conseguiti dal 1992, hanno permesso alla DIA di sequestrare patrimoni per oltre 24 miliardi di euro e di confiscarne per oltre 11 miliardi di euro, con più di 10.500 persone arrestate".In particolare, secondo la Direzione, "al Nord, ma anche al Centro Italia, le mafie autoctone stanno cambiando pelle, insinuandosi sempre più nel mondo della finanza. Le segnalazioni di operazioni sospette sono il sintomo di questa trasformazione e il riflesso di una modalità operativa connessa con la necessità di trasferire, in maniera con continua, rilevanti quantità di denaro da riciclare e reimpiegare nelle aree più produttive del Paese. Attualmente la pericolosità legata al riciclaggio e al reinvestimento dei capitali illeciti si manifesta, piuttosto che nelle Regioni a tradizionale vocazione mafiosa, in quelle aree geografiche del Centro-Nord nel cui ambito i beni insistono o siano stati costituiti, specie se trattasi di compendi aziendali, inquinando così l'economia legale ed il tessuto finanziario del territorio ove operano, con inevitabili effetti distorsivi sul piano sociale".In effetti nel 2018 è nelle regioni del Nord Italia che si è concentrato il maggior numero di operazioni finanziarie sospette legate alle attività della criminalità organizzata: su un totale di 103.576 operazioni finanziarie sospette - che nel 2018 sono risultate di "interesse istituzionale" per la Dia - il 46,3% (47.909) è stato realizzato nelle regioni del Nord, il 33,8% (35.034) nelle regioni del Sud, mentre il 18,7% (19.396) nelle regioni del Centro Italia. "Può essere indicativo di una mafia liquida che investe in questa parte del Paese in maniera occulta, utilizzando per i proprio scopi criminali delle teste di legno. Una mafia latente che potrebbe, in prospettiva, manifestarsi con caratteri più evidenti", commenta la Direzione investigativa antimafia.