[Il caso] "T'appendemo pe' le orecchie, ritardata": ma ora la sindaca Raggi può sfrattare la madre delle sorelle Taverna

A Graziella Bertolucci è stato già intimato di lasciare la casa popolare che continua ad occupare senza averne il diritto. La famiglia protesta e resiste. L'ultima parola spetta alla prima cittadina di Roma, che era stata pubblicamente insultata da Annalisa Taverna, sorella di Paola, senatrice del M5S

Annalisa e Paola Taverna. A destra, Virginia Raggi
Annalisa e Paola Taverna. A destra, Virginia Raggi
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Va via di casa da sola o dovrà farla sfrattare la sindaca Virginia Raggi? C'è una grana che torna e chiamare in causa la prima cittadina in quota MoVimento Cinque Stelle e la senatrice Paola Taverna, sorella di quella Annalisa che non si mise limiti nel dire alla sindaca: "Hai rotto er c....". E ancora: "Ogni tua mossa è sempre sembrata fatta apposta per farti cacciare a calci in c... e farci perdere Roma". E inoltre: "Ascolta Beppe e i nostri parlamentari, smetti de fa la bambina deficiente con manie de protagonismo e deliri de onnipotenza e comportati da 5 Stelle perché ti abbiamo votato pensando che lo fossi altrimenti chi te se cagava. Datte na calmata e non rompere i coglioni altrimenti t'appendemo pe le orecchie ai fili dei panni sul balcone fino a che non rinsavisci". Questo lo sfogo dell'attivista del M5S. Ora le due sorelle Taverna si trovano nella condizione di attendere con apprensione la decisione della Raggi, che riguarda la loro madre. Ritenuta priva dei requisiti per continuare ad abitare la casa popolare assegnatale anni fa. 

Quasi 25 anni "agevolati"

Era il maggio del 1994 quando la signora Graziella Bertolucci, oggi ottantenne, ottenne dal Comune di Roma l'assegnazione di un appartamento di edilizia popolare (Ater) nel quartiere Prenestino. Affitto agevolato, non superiore ai 150 euro. Andò a viverci con le figlie Paola (ora senatrice dei Cinque Stelle) e Annalisa (attivista del partito fondato da Grillo e Casaleggio). La senatrice ha dichiarato di non abitare più lì dal 1998, il cambio di residenza è avvenuto sol nel 2012. Ma oggi è la madre a rischiare di dover abbandonare la casa. Il motivo è che, stando al verbale di Aldo Barletta, direttore dell'ufficio Erp e Decadenze, la signora Bertolucci ha più immobili a disposizione e dunque un reddito tale da permetterle di abitare altrove, lasciando libero l'alloggio a favore di famiglie realmente indigenti. 

Il conto delle case

Secondo l'accertamento svolto dal Campidoglio e conclusosi nel 2014 con un verbale di decadenza del diritto di alloggio per decadenza dei requisiti di legge, l'ottantenne Graziella Bertolucci oltre all'uso dell'appartamento Ater, possiede un terzo di un esavano (sei camere) a Olbia e la porzione di quattro sesti di un altro immobile non lontano dalla casa in cui vive. La senatrice Paola Taverna ha a sua volta quote negli stessi immobili della genitrice, vive in un quadrivano di sua proprietà a Torre Angela e possiede un locale commerciale al Prenestino. Ma che c'entrano le proprietà della Taverna con quelle di sua madre? Eccoci al punto.

La difesa della famiglia

Il legale delle Taverna ha obiettato che non è corretto assommare le proprietà immobiliari della Bertolucci con quelle della figlia senatrice, che dal 1998 vive per conto suo e ha nucleo familiare a parte e residenza differente per lo meno dal 2012. Quindi i requisiti legali per continuare a vivere in quella casa popolare ci sarebbero. Ma il Comune ha rspinto questo ricorso, presentato nel 2015 ("fuori dai termini legali" motiva il Campidoglio). Il punto è che i rilievi dell'ufficio Ater risalgono alle dichiarazioni dei redditi dal 2007 fino al 2011 e per quella data la senatrice Taverna risultava ancora avere la stessa residenza della madre. Da qui il cumulo di proprietà e l'invito per l'anziana genitrice ad abbandonare la casa. Un duro colpo per lei, come la stessa Paola Taverna aveva ammesso, sentita dal quotidiano La Repubblica. La situazione attende una soluzione spontanea o di forza: o la signora Bertolucci se ne va o il Comune dovrà darle lo sfratto. E quel provvedimento andrà firmato dalla sindaca Virginia Raggi, che l'intransigente Annalisa Taverna aveva definito con disinvoltura social "una ritardata mentale" che, in piena inchiesta su Marra e la stessa prima cittadina, aveva "fatto piazza pulita dei 5 stelle" per contornarsi del "non plus ultra della merda". Non proprio carezze, come si legge.