La versione di Lorenzo B.S.: "Non sono un molestatore né un pedofilo. Volevo solo aiutare le vittime del terremoto"

Prima accolto dagli amatriciani e dai volontari, poi allontanato e denunciato. Si parla di insulti via social e di frasi pesanti contro la gestione dei fondi da parte dei collaboratori del sindaco Pirozzi. Ma torna anche il passato, con condanne per molestie e pedopornografia. Ecco la risposta del diretto interessato

Soccorsi tra le macerie del sisma ad Amatrice
Soccorsi tra le macerie del sisma ad Amatrice
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

A fare la parte dell'orco non ci sta. Alle denunce che persone impegnate negli aiuti ai terremotati di Amatrice hanno sporto contro di lui, Lorenzo B.S. risponde in dettaglio. E' drammatico lo scenario che si è delineato negli ultimi giorni, con un collegamento (ricostruito da Albina Perri sul settimanale Giallo) fra le indagini per l'omicidio di Yara Gambirasio (per cui è stato condannato Massimo Bossetti) e la comunità amatriciana devastata dal sisma, comprese le persone che animano e coordinano su Facebook i gruppi di volontariato per aiutare i superstiti. Al centro di quel collegamento c'è Lorenzo S.B. Era uno di loro, un volontario che si adoperava per dare una mano, accolto come una persona di buona volontà, gentile e disponibile, come ci hanno raccontato alcune delle persone che ora lo denunciano. Poi il cambiamento di modi, le frasi pesanti, gli insulti, una guerra che dai social ora arriva alle carte legali. Sulla sua figura gli amatriciani si sono divisi. Abbiamo sentito chi ha preso le distanze da Lorenzo, chi lo ha denunciato, chi è rimasto sorpreso e spiazzato dal suo comportamento e chi (come Giallo che ricorda che Lorenzo fu indagato nel caso di Yara, e poi scagionato dalla prova del Dna, ma anche come la criminologa Bruzzone) è convinto che possa aver replicato fra chat e social i comportamenti che lo portarono ad essere più volte condannato per pedopornografia, e per la molestia di un minore. Lorenzo S.B. si sente vittima di una grande ingiustizia. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente in Francia, dove vive. 

Lorenzo, cosa è successo per rovinare in modo così importante i suoi rapporti con gli amatriciani e con le persone impegnate a favore degli aiuti ai superstiti del sisma dell'agosto 2016?
"Io ero nei vari gruppi di volontari, dopo l'uscita degli articoli sul mio conto sono stato escluso da tutto. Quando ero nel gruppo social Amatrice Sempre Bella, di cui ero fra gli amministratori, ci furono disaccordi con Moriconi (Emma, giornalista che è tra le persone che denunciano Lorenzo, ndr), De Santis, Capparelli e altra gente che gravita nella sfera del Comune di Amatrice. Un giorno, lo ammetto, ero arrabbiato e scrissi che il terremoto ha portato via le persone sbagliate. Il riferimento era a loro, non agli amatriciani contro cui non ho mai avuto niente".

Da che cosa sono nate queste controversie tra persone che prima collaboravano in maniera pacifica e con buona stima reciproca?
"Non ricordo le date esatte, ma ci fu una discussione con la signora Emma Moriconi su un diverbio fra me e un'altra persona avvenuta nel gruppo di Facebook Amatrice Forever. Questa persona si permise di insultare membri della mia famiglia che purtroppo non ci sono più e io risposi: 'Senti, se non ti sta bene, quella è la porta'". 

Lei ha traccia di questi insulti ricevuti?
"No, perché per me la cosa finì lì. Ma cinque minuti dopo mi ritrovai bannato (cioè escluso, ndr) dal gruppo. Chiamai la Moriconi, chiesi cosa stava succedendo e mi disse che non era stata lei. Ora che succede questo casino salta fuori Emma a dire che mi ha bloccato sul social a causa dei miei insulti. Io non ho insultato nessuno. Se dire a una amatriciano 'quella è la porta' è un insulto, allora l'ho insultato. Da lì i miei rapporti con Moriconi e altri finirono. Preciso, esistono articoli di stampa su questo, che Emma Moriconi fece capo a me nelle ricerche di una persona chiamata "il socio", che all'epoca era data per dispersa".

Abbiamo parlato con Emma Moriconi, del Giornale d'Italia e di Radio Amatrice, che ci ha detto che lei era una persona disponibile ed estremamente gentile, in una prima fase. E ha aggiunto di aver scritto un articolo in cui le dava atto del suo impegno per rintracciare Maurizio Sterlini, il disperso. Dopodiché aggiunge che ora è fra le persone che hanno avuto problemi con lei e che hanno sporto denuncia. E' possibile che uno scambio di parolacce porti alle denunce, o c'è qualcosa di più? Lei ha l'opportunità di spiegarlo.
"Se averli insultati significa aver detto che il miliardo e più di soldi arrivati ad Amatrice per gli aiuti se li stanno gestendo loro, questo l'ho detto e lo ribadisco".

Quindi lei prende posizione contro il sindaco Pirozzi e il suo staff per il modo in cui stanno gestendo gli aiuti.
"Io di Sergio Pirozzi non ho mai parlato in modo volgare, o con insulti. Io mi riferisco a Bulzoni, Capparelli, persone che gravitano attorno al sindaco Pirozzi. Queste cose mi vennero dette da persone che in un primo momento furono messe al bando da Moriconi e company, persone che per paura di non avere la casetta hanno ritrattato tutto andando in ginocchio da Emma Moriconi e altri".

Si prenderà la responsabilità di dimostrare quello che dice. Perciò lei esclude di aver detto che c'era una cattiva gestione dei fondi per gli aiuti ad Amatrice e che ci fossero state persone arrivate a concedersi sessualmente per avere il modulo abitativo provvisorio, una delle cose che di lei ci ha raccontato Emma Moriconi?
"No, non l'ho mai detto. Tutto quello che ho detto è sempre stato scritto in pubblico. Ho messo in dubbio la gestione dei fondi entrati ad Amatrice. E' vero che ogni qual volta arrivava l'assegno per gli aiuti, come leggevo negli articoli, da quarantamila euro, da duecentomila euro, da trecentomila, io scrivevo sui social: 'Ma questi soldi dove cavolo sono finiti?". E la risposta che ricevevo era: sono soldi bloccati per decreto. E a mia volta rispondevo: se il sindaco Sergio Pirozzi come ha sempre dimostrato, è veramente un uomo che ci tiene alla sua gente, perché non li sblocca e dà le case agli amatriciani?  Le aspettano da dieci mesi. Io sono sempre stato per gli amatriciani ma contro quel gruppuscolo di persone".

Come mai anche il gruppo di volontari Io non crollo recentemente ha preso le distanze da lei? Si era speso per far avere una roulotte e un generatore a Enzo Rendina, il superstite del sisma di Arquata del Tronto che non voleva spostarsi dal campo allestito dai Vigili del Fuoco e che fu arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Sulla stampa lei compare come referente o portavoce di Io non crollo, ma quel gruppo che pure riconosce la sua opera di volontario dice che non aveva nessuno di quei ruoli.
"Degli aiuti che ho procurato hanno scritto Il Resto del Carlino e altri quotidiani. Il perché Io non crollo mi abbia bloccato dovrebbe chiederlo al signor Cristian Calabrese (portavoce del gruppo che abbiamo interpellato, ndr). Fatevi dire da Calabrese chi ha usato come riferimento per trovare un modulo abitativo per Catia Tuccio che ha perso la famiglia nel crollo del campanile di Accumoli. Io facevo da intermediario per far arrivare gli aiuti, le posso citare tutte le persone che ho mosso dalla Francia perché arrivassero dove serviva. Mi sono preso una denuncia dal sindaco di Befaro, nel Teramano perché avevo mandato un gruppo di uomini con pale, mezzi, Bobcat, e lui mi disse che non voleva pagare quegli aiuti. Gli risposi: 'Sei un coglione, perché siamo volontari'. Era il periodo che i paesi colpiti dal sisma erano bloccati dalla neve. C'era un gruppo di volontari di Ceccano che tutti i fine settimana mi chiamavano perché gli dicessi dove andare e cosa fare per prestare aiuto. Roberto Morelli e lo stesso Calabrese, di Io non crollo, mi chiamavano per sapere se avessi avuto persone a disposizione per dare una mano nei soccorsi. Io ero un tramite, non ero fisicamente presente nei luoghi del sisma. Ora, mi spieghino quale sarebbe il mio crimine: se è aver detto che attorno a Pirozzi c'è gente che sulle risorse dei soccorsi ci mangia, che stanno facendo cose poco pulite, allora sì, sono colpevole".

Di cosa li accusa? Sia chiaro.
"Sarò chiaro: tempo fa Luigi de Sanctis, di Amatrice, pubblica su Facebook una nota in cui scrive che gli allevatori avevano tutto, non servivano più aiuti. Io l'ho contestato. Da lì è scoppiato il casino. Io ho contrastato la sua affermazione, dove diceva che ad Amatrice andava tutto bene". 

Veniamo agli altri aspetti che hanno generato sospetti sui suoi confronti. Perché, Lorenzo, si è presentato come sismologo del Centro Sismologico Euro Mediterraneo (Emsc)? Non bastava essere Lorenzo, volontario di buon cuore che sta dando una mano ai superstiti del terremoto?
"Avete contattato l'Emsc?"

Li abbiamo contattati e siamo in attesa di risposta (che poi è arrivata per iscritto da Remy Bossu, segretario generale del centro sismologico, che ci ha scritto: "La lista del nostro staff è presente nel nostro sito, non abbiamo mai sentito parlare di questa persona", ndr). Anche su Facebook e social lei si presentava come membro dell'Emsc.
"E' la verità perché sono gli studi che ho fatto. Io sono anche laureato in ingegneria informatica. Io sono membro del Emsc, lavoro per loro. Cosa faccio se no, me ne sto a pubblicare notizie di quel genere sui social 24 ore su 24? Sono dieci mesi che non mi stacco da 'sti maledetti computer".

Lei cosa fa per l'Emsc? Non è sbagliato condividere dati utili sui social, partendo anche da proprie passioni o interessi, cosa diversa è dire di essere un sismologo.
"Io faccio la stessa cosa che fanno gli altri dell'Emsc, ricevo i dati da 85 stazioni meteo in tutto il mondo e condivido quei dati. Se lo faccio sulla mia pagina Facebook italiana è perchè molti dei miei amici sono italiani e c'è stato il sisma nel Centro Italia".

Altro punto controverso: le foto che lei ha pubblicato su Facebook, in cui ci sono due ragazzine ritratte in pose sexy e mentre si baciano in bocca, e i suoi commenti a quelle immagini in cui lei dialoga con loro, come se fossero sue figlie.
"Avete guardato quelle foto? Quella dove secondo voi ci sono due ragazze che si baciano, in realtà ritrae un ragazzo e una ragazza. Quelle ragazze sono le mie figlie. Io avevo cinque figli, uno è morto, ne ho quattro, una di trenta, una di diciotto, una di quindici e una di tredici. Due vivono con me e due sono in Svizzera".

Lei è tra le persone che fanno parte del gruppo chiuso su Facebook Young Models and Hers Photographers. Che tipo di immagini sono contenute in quella pagina, a proposito di modelle giovanissime?
"Sono modelle di tutte le età, conoscenze e amiche delle mie figlie, che lavorano per fotografi seri. Non ho preoccupazioni su questo, sono sereno".

Esclude di aver contattato giovanissimi, adolescenti, di Amatrice o dei gruppi di volontari per le vittime del sisma in modi e con argomenti vietati dalla legge?
"Lo escludo nel modo più assoluto. Così come non è vero che sono stato ad Amatrice a molestare i bambini. Sono otto anni che non mi muovo dalla Francia, prima stavo in Russia".

Abbiamo scritto chiaramente che i suoi contatti con sono tutti avvenuti via social network. Tornando al punto: lei esclude che le nuove denunce di cui è oggetto possano riguardare le molestie e l'adescamento di minori, la pedopornografia e la pedofilia?
"Lo escludo, non ho niente a che fare con questo".

Nel suo passato lei ha avuto condanne, e le ha scontate, per pedopornografia e proposte sessuali a una persona minorenne, di 15 anni. Sulla stampa francese si legge che, quando fu condannato nel 2013 e ammise le proprie responsabilità, disse che quando in precedenza era uscito dal carcere aveva chiesto di essere aiutato da assistenti sociali e terapisti. E di essere stato lasciato solo. Oggi questo aiuto c'è?
"Io non ho bisogno di aiuti in questo senso, ho sempre avuto rapporti con donne adulte e consenzienti. L'unico sostegno che avevo chiesto era psicologico per affrontare la perdita di mio figlio. Oggi c'è uno specialista che mi aiuta in questo".