"Pericoloso e violento, il pedopornografo coinvolto nel caso Yara è lo stesso di Amatrice". Il paese denuncia Lorenzo B.S.

Tutti gli elementi che rendono più chiaro il legame tra l'uomo indagato per il delitto di Brembate e quello che è entrato "in confidenza" con i superstiti del sisma

'Pericoloso e violento, il pedopornografo coinvolto nel caso Yara è lo stesso di Amatrice'. Il paese denuncia Lorenzo B.S.
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Ha mentito, sempre, è un mitomane. Cambia il suo cognome sui profili social che usa. Le condanne per pedopornografia e adescamento online di minori le ha già avute ed è la stessa persona, lo stesso Lorenzo B.S. che fu indagato per l'assassinio di Yara Gambirasio nel 2013. Lo stesso che è andato a minacciare i superstiti del sisma di Amatrice e a cercare prede facili tra loro. E' un violento ed è molto pericoloso, ha già alle spalle la perizia psichiatrica che certifica la sua inclinazione alla pedopornografia". Non ha dubbi la criminologa Roberta Bruzzone, sentita da Tiscali sulla vicenda che lega l'uomo condannato più volte, messo sotto inchiesta durante le indagini sulla morte di Yara e scagionato, in quel caso, dal test del Dna, con i superstiti della tragedia di Amatrice (229 morti su poco più di 2500 abitanti). 

Le minacce, gli insulti. Il giallo delle molestie

La decisione della Bruzzone, in contatto con gli amatriciani, nell'indicare che lo stesso pedopornografo coinvolto nel caso di Yara è tornato a colpire ad Amatrice, ce l'hanno i giornalisti del settimanale Giallo che documentano (in particolare nell'articolo di Albina Perri) il collegamento tra i fatti di Brembate con quelli post sisma di Amatrice. Il sindaco del paese in provincia di Rieti, Sergio Pirozzi, conferma: "Le denunce sono state presentate e ora partiranno le indagini sul conto di questa persona". E smentisce che Lorenzo B.S., contrariamente a quanto scriveva e rivendicava a tutto social, abbia mai procurato casette d'emergenza o generatori di corrente ai superstiti del sisma. "E' un fatto terribile", dice il sindaco a Tiscali Notizie, "che un personaggio del genere sia arrivato a dividere e colpire una comunità già profondamente segnata dalla tragedia, che sta provando a rialzarsi e ripartire. Ringrazio i giornalisti di Radio Amatrice che hanno indagato sui suoi profili social, scoprendone le falsità, incluso che fosse in contatto con la Prefettura e potesse procurare chissà quali favori e facilitazioni a chi aveva perso tutto nel terremoto". Emma Moriconi scrive per il Giornale d'Italia e lavora a Radio Amatrice. E' una dei cronisti che hanno smascherato Lorenzo B.S. dopo averlo frequentato su Facebook. Sulla pista della pedofilia la Moriconi è più cauta della Bruzzone: "Personalmente non ho elementi per sostenere che, per quanto possa avere precedenti e condanne per pedopornografia, abbia ripetuto quei comportamenti criminali avvicinando ragazzini o bambini di Amatrice. Per il resto, io, che ho già perso familiari e casa nel sisma, sono fra le persone minacciate che lo hanno denunciato. E ho portato l'articolo di Giallo ai carabinieri, chiedendo che quegli elementi riguardanti la pedofilia e la pornografia vengano inclusi nelle indagini". 

L'inchiesta del settimanale Giallo

"Nessuno lo ha mai visto"

Lorenzo B.S. ad Amatrice non è mai andato, non fisicamente. La sua presenza "di straordinaria gentilezza nel primo periodo" dice Emma Moriconi, ma dicono anche altre persone che si spendono per aiutare gli amatriciani, come Francesca Stramazza o I. C., era tutta affidata al social network. All'interazione con chat e gruppi di solidarietà fra i superstiti alla distruzione del paese raso al suolo dal sisma dell'agosto 2016. Ma bastava poco a far cambiare personalità a Lorenzo: "Nel mio caso" racconta la Moriconi, "una semplice differenza di pareri sull'operato di Renzi fra me e lui ne ha scatenato la metamorfosi. Via la gentilezza, ecco l'aggressività, le insinuazioni e gli insulti. Ha accusato alcune persone di aver rubato i soldi della ricostruzione, altre di essersi prostituite, di aver concesso favori sessuali, per avere la casetta di emergenza dopo aver perso la propria nel sisma. Malediceva i sopravvissuti, dicendo che il terremoto si era portato via le persone sbagliate. Ma era stato talmente affabile che alcuni di noi si sono schierati a suo favore, increduli. Così gli amatriciani si sono divisi".

Un altro dettaglio della ricostruzione di Giallo

 

Poi ci sono le menzogne: "Queste figlie adolescenti, bellissime e ritratte in pose sensuali che esibiva su Facebook (in una delle foto postate da Lorenzo B.S. le ragazze si baciano in bocca) erano sospette, ed era una menzogna che lui ci stesse aiutando perché aveva perso una moglie di nome Laura nel sisma de L'Aquila. In quella tragedia sono morte due Laura, ultrasettantenni". Qui le parole della giornalista di Radio Amatrice e del Giornale d'Italia fanno eco a quelle, molto più nette, della Bruzzone: "Tutto finto, anche il racconto di Lorenzo S.B. in cui diceva di aver perso un figlio di nome Laurent colpito dalla leucemia". E Laurent era uno dei nomi, delle finte identità, che il l'uomo condannato già tre volte per possesso di materiale pedopornografico usava per adescare minorenni nel periodo in cui i suoi post farneticanti su Yara Gambirasio convinsero gli inquirenti a indagarlo e a sottoporlo al test del Dna, col sospetto che potesse essere stato lui ad uccidere la ragazzina di Brembate. Ma l'esame diede esito negativo.

Il doppio cognome

I.C. fa parte di uno dei gruppi di sostegno ad Amatrice ed è tra le persone insultate da Lorenzo S. (su Facebook nel momento in cui scriviamo, l'uomo ha tolto il cognome che comincia per B., quello del padre, lasciando l'altro, quello della madre). "Mi insospettivano le foto che pubblicava, di queste due ragazze a seno nudo, che si baciavano e che lui diceva essere le sue figlie" racconta. "Questo fatto, e una serie di scontri con lui, che all'inizio si comportava con ogni gentilezza e poi cominciò a diventare offensivo, ha portato alla rottura dei rapporti". Francesca Stramazza, amministratrice di un gruppo che su Facebook mette i compaesani in contatto e diffonde informazioni utili a iniziative di solidarietà e a ricevere soccorsi dopo il sisma, è entrata in contatto via chat con Lorenzo B.S., che si presentava come sismologo (sui suoi profili Facebook e Twitter indica di far parte dell'EMSC European-Mediterranean Seismological Centre. Bruyères-le-Châtel, France). Pure lei conferma la stessa dinamica di comportamento. Prima l'amicizia e la disponibilità, poi le aggressioni. E conferma che l'uomo era entrato in contatto con diversi figli di amatriciani. Fra loro possono esserci dei minorenni a cui sono state fatte proposte sessuali? Lo diranno le indagini. Che dovranno dimostrare, partendo dalle denunce, che quel Lorenzo S.B. è proprio lo stesso condannato per pedopornografia e proposte sessuali a un minore: nel 2004 in Svizzera, nel 2008 a Varese e nel  2013 in Francia. Originario di Padova, residente in Francia.