Lombardia e Sardegna in zona arancione da domenica: cosa cambia

Il provvedimento deciso sulla base dei dati epidemiologici "rettificati" forniti da Milano. L'Isola a rischio alto con Rt a 0,95

Lombardia e Sardegna in zona arancione da domenica: cosa cambia
TiscaliNews

Lombardia e Sardegna zona arancione da domani. Da quanto si apprende il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, sta per firmare due nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domenica 24 gennaio. Le due regioni passeranno quindi alla fascia intermedia di rischio Covid. Per la Lombardia il passaggio da zona rossa ad arancione avviene dopo la relazione che l'Istituto Superiore di Sanità ha fornito alla cabina di regia sul 'caso' alla luce dei nuovi dati comunicati. 

Sardegna a rischio alto, Lombardia rettifica i dati

Secondo gli ultimi dati del monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute (relativi alla settimana dall'11 al 17 gennaio), l'Isola risulta a rischio alto, con Rt a 0,95.

"La Regione Lombardia, nella settimana corrente, ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell’Rt. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente". 

La valutazione dell'Iss

L'Iss precisa anche di essere "un organo tecnico scientifico che lavora con i dati inviati dalle Regioni e Province autonome e ripetutamente validati dalle stesse. Questo avviene da 37 settimane regolarmente con tutte le Regioni e Province autonome". Quindi ciò che avviene è che "i dati della sorveglianza epidemiologica Covid-19 forniti dalla Regione Lombardia il 20 gennaio cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione. Pertanto, una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia". 

"Per la settimana di monitoraggio 4-10 gennaio 2020 in Lombardia sulla base dei dati forniti il 13 gennaio 2021, rettificati solo per la parte relativa alla sorveglianza epidemiologica il giorno 20 gennaio - si legge - la regione mantiene la classificazione di rischio alto, ma in presenza di uno scenario di trasmissione compatibile con uno scenario 1". A cambiare, infatti, non è il rischio di trasmissione dell'epidemia, ma il valore Rt, che viene calcolato sulla base dei casi sintomatici di Covid-19. In base all'integrazione dei dati fornita il 20, l'indice Rt in Lombardia è inferiore a 1. 

La risposta della Lombardia

“Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’, che quotidianamente viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità”, scrive in una nota Regione Lombardia, rispondendo all'Iss, a proposito della controversa questione del calcolo dell'Rt che ha determinato la zona rossa. “Azione, condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità - prosegue la nota - resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’Iss per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma". 

Sul tema è intervenuto anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia: "Come rappresentanti delle istituzioni dobbiamo onorare le bandiere se diciamo la verità sempre e comunque. La regione Lombardia ha trasmesso i dati, certificati, e questa settimana ha rettificato i dati. Succede, speravo finisse lì e mi auguro che le polemiche finiscano. Ma ho visto che si è fatta fatica nell’ammetterlo. Non è mai successo prima, basta ammetterlo. C'è differenza tra rettifica e aggiornamento", ha evidenziato Boccia a Titolo V. 

"Torniamo alla solidarietà, all'unità e alla collaborazione. Ci può essere un errore in totale buona fede, non c'è nulla di male, succede, poi ci si ci assume la responsabilità", ha concluso il ministro.