Italo agli americani di Gip, il più contento è Cattaneo: per lui 115 milioni in 6 mesi

"Per accettare l’incarico a settembre scorso l'ad aveva voluto il 5 per cento circa dell’azienda”, scrive Libero

Flavio Cattaneo
Flavio Cattaneo
TiscaliNews

Italo passerà agli americani di Gip per 2,4 miliardi, considerando la somma versata ai venditori e l’accollo dei debiti. Una valutazione molto buona – come fa notare oggi Libero nella sua pagina economica – per “un’azienda giunta solo l’anno scorso all’utile”.

“L'offerta del fondo si è resa possibile grazie agli apprezzati risultati conseguiti da Italo in questi anni che hanno favorito una grande considerazione a livello internazionale", avrebbero affermato - stando all'agenzia Ansa - il presidente di Italo-Ntv, Luca Cordero di Montezemolo, e l'ad, Flavio Cattaneo, in una lettera ai dipendenti sull'accettazione della proposta di acquisto arrivata dal fondo Usa. Nella missiva si sottolinea che “questo è avvenuto per merito dell'impegno di tutta la compagine aziendale e, quindi, di tutti voi, a cui va il ringraziamento nostro e degli azionisti".

I vertici della società precisano che il fondo Gip "non ha obiettivi speculativi ma una strategia finalizzata alla crescita e allo sviluppo di medio-lungo termine delle aziende che acquista". Rivolgendosi quindi ai dipendenti, Montezemolo e Cattaneo evidenziano che "restano ovviamente gli impegni e la disponibilità della società in materia contrattuale e di sistemi premianti".

Flavio Cattaneo

Ad essere contento potrà essere però in particolare l’ad Flavio Cattaneo che, “per accettare l’incarico a settembre scorso aveva voluto il 5 per cento circa dell’azienda”, scrive il quotidiano di Feltri e Senaldi. Adesso “ad appena sei mesi di distanza quelle stesse azioni pagate 15 milioni gli verranno comprate da Gip a 115,4 miloni”, precisa Libero.

Cattaneo inoltre potrà restare sul ponte di comando, visto che i nuovi proprietari, come annunciato dai media, gli hanno chiesto di restare. Un periodo fortunato per il compagno di Sabrina Ferilli che “a luglio – precisa il giornale – aveva lasciato la carica di amministratore delegato di Tim con una liquidazione di 25 milioni per sedici mesi di lavoro”.

Altri

Cattaneo comunque non sarà l’unico ad essere soddisfatto della cessione agli americani. Il quotidiano precisa che altri come “il Fondo Peninsula aveva investito 52 milioni in estate e ne incasserà 250”. Diego Della Valle “con il 17,4% porterà a casa 339,4 milioni – continua Libero – mentre Luca di Montezemolo con il 12,70% ne avrà 251,6”. Generali invece di milioni ne ricaverà “280 con il suo 14,31%”. Alberto Bombassei, “in cambio del 4,77% ne prenderà 94,4”.

La posizione del ministro Calenda

La vendita di Italo al fondo americano è 'una storia da manuale'. Certo, "se si fosse conclusa con gli azionisti che portano Italo in Borsa sarebbe stato un finale perfetto", ma è andata così: "Era loro diritto vendere", dice il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, intervistato dalla Stampa. "Gli imprenditori per me sono sempre preferibili nella gestione di un'azienda - aggiunge - Per questo Padoan ed io auspicavamo rimanessero dentro gli imprenditori, perché avrebbero continuato a guidare come hanno fatto fino a adesso bene anche in condizioni difficili. Affrontare negli anni una concorrenza di Trenitalia che, soprattutto all'inizio, è stata lungi dall'essere leale". Calenda non è preoccupato che possano cambiare le regole per i lavoratori: "Ci sono delle norme che valgono per italiani quanto per gli stranieri", oltretutto non c'è la minaccia della delocalizzazione. In questo caso la difesa dell'italianità è un nonsenso". Il ministro parla anche dell'assenza di investitori italiani per Italo: "Noi italiani siamo molto bravi sino a una dimensione di impresa media, anzi siamo i più bravi", afferma, "quando però si arriva al momento del salto dimensionale, spesso manca la cultura. Siamo un'imprenditoria forte, e un capitalismo storicamente fragile. Per cui, quando viene il tempo, arrivano i capitali stranieri che non vanno demonizzati. I marchi di moda comprati da stranieri, per fare un esempio, sono cresciuti comparativamente più di quelli italiani".