Ladri, borseggiatori e truffatori cantano vittoria: i rischi del Ddl che pone una pezza solo per i casi di mafia

Approvato in via d'urgenza quattro giorni fa, il testo firmato da Nordio dovrà confrontarsi con il Parlamento. Ma per gli altri reati perseguibili solo a querela grazie alla riforma Cartabia, nessuna modifica. Il timore è che in troppi casi non si ottenga giustizia. Ecco quali sono

Ladri, borseggiatori e truffatori cantano vittoria: i rischi del Ddl che pone una pezza solo per i casi di mafia
(Ansa)

Ogni tipo di furto, la minaccia, la truffa, la frode informatica, la violazione di domicilio. Ma anche la violenza privata, le lesioni e il sequestro "semplice" sono reati contro il patrimonio e la persona che la discussa riforma Cartabia ha aggiunto alla lista di quelli non perseguibili d'ufficio bensì esclusivamente a querela di parte. Che significa che senza un'azione attiva della vittima, il ladro, il sequestratore o il truffatore non potranno essere perseguiti. E' chiaro che la questione, molto dibattuta, è oggetto di critiche soprattutto laddove le azioni criminose siano del tipo per cui servirebbe grande determinazione per sporgere querela. E questo è vero anche laddove il reato sia compiuto in contesti come quello mafioso o terroristico. Su questo punto in particolare, la polemica politica si è soffermata a lungo e lo stesso governo Meloni ha inteso intervenire per porre rimedio. Ma piuttosto che farlo attraverso un decreto legge, che abbiamo visto essere stato usato con una certa disinvoltura contro i "rave", si è optato per un Disegno di legge (approvato con "procedura d'urgenza" il 19 gennaio scorso ndr) che dovrà compiere l'iter parlamentare prima di produrre i suoi effetti. 

Borseggiatori e truffatori avranno vita lunga

In realtà il provvedimento mette una pezza piuttosto limitata a un buco ben più ampio. Si pensi infatti a reati come il borseggio ai danni di ignari turisti o truffe come quelle perseguite ai danni degli anziani o di persone fragili: i criminali la faranno franca se la vittima non dovesse reagire con prontezza presentando, appunto, querela. Cosa che spesso non avviene. Tanto più che chi assistesse al furto, ad esempio notando il borseggiatore, non potrebbe efficacemente segnalarlo alle forze dell'ordine ma piuttosto dovrebbe prima convincere la vittima ad agire in giudizio. Allo stesso modo un furto in un negozio o in un deposito artigianale non può essere perseguito se non con la stessa solerzia di chi avesse subito il reato. Il disegno di legge del governo infatti non coprirà questi casi.

Parimenti rischiano di restare impuniti anche altri reati contro la persona come le minacce, la violenza privata e anche i sequestri semplici: fatti delittuosi che vengono compiuti molto spesso in circostanze dove la vittima si trova in stato di soggezione o violenza psicologica o fisica che può indurla a non presentare querela o, se l'ha già fatto, magari a ritirarla. Tra le maglie della riforma Cartabia - emanata in applicazione delle indicazioni europee per l'assegnazione del Pnrr - c'è anche la facilità con cui la vittima può essere indotta a rinunciare a ottenere giustizia per effetto della remissione della querela, magari dopo un esiguo risarcimento.

La mannaia della remissione tacita

Ma si può anche perdere il "filo" nel corso del procedimento: la riforma prevede che se il derubato non si dovesse presentare in udienza, magari perché l'ha dimenticato, oppure perché si trova all'estero, il procedimento si fermerebbe decadendo (remissione tacita della querela). Attenzione, perché sono tutte circostanze che giocano a favore del ladro che, grazie a questa legge, ha più che una chance di uscirne impunito.

La riforma introduce anche un altro vulnus sulla strada dell'ottenimento della giustizia e riguarda i reati per i quali si prevede l'arresto obbligatorio in flagranza. Che dovrà essere seguito dalla querela di parte entro 48 ore. Se per i motivi più vari - si pensi a una persona che si trovi in ospedale impossibilitata a manifestare la propria volontà - la vittima non dovesse attivarsi (anche verbalmente) entro il termine esiguo il delinquente verrebbe rilasciato. Contro tutto questo non si porrà rimedio. 

Dentro la maggioranza, è infatti noto che c'è chi preme perché i reati contemplati dalla riforma Cartabia rimanessero a querela di parte, piuttosto che tornare ad essere procedibili anche d'ufficio. E il ministro della Giustizia, Carlo Nordio - lo stesso che vorrebbe limitare fortemente le intercettazioni -, si è allineato condensando vizi e virtù nel Ddl che ancora dovrà misurarsi con il Parlamento.