La gara dei vaccini: quelli in arrivo e gli 80 volontari italiani che faranno la differenza

Anche in previsione di una possibile recrudescenza della pandemia in autunno, è sfida fra centri di ricerca. Qui i dettagli, e i tempi di somministrazione

La gara dei vaccini: quelli in arrivo e gli 80 volontari italiani che faranno la differenza
TiscaliNews

Avanza la ricerca sul vaccino anti Covid-19: sono saliti a dieci i candidati in fase di test sull'uomo e 123 sono alle porte della sperimentazione clinica, mentre sono due i vaccini che a grandi passi procedono verso la fase 3, ossia i test da condurre su un grande numero di persone e dai quali si attende la risposta più attesa, quella sull'efficacia.

Gli studi più vicini al compimento

Si tratta del vaccino dell'istituto Jenner dell'università britannica di Oxford e dell'azienda AstraZeneca, le cui dosi sperimentali sono prodotte in Italia dall'azienda Advent Irbm di Pomezia: con l'imminente l'avvio dei test di fase 2-3 fra Regno Unito e Brasile è oggi il vaccino più avanti nella sperimentazione; è pronta alla fase 3 anche l'azienda americana Moderna, che collabora con l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) degli Stati Uniti diretto da Anthony Fauci.
Proprio quest'ultimo ha annunciato la fase 3 entro l'estate e che circa 200 milioni dosi di vaccino dovrebbero essere disponibili per gli americani dall'inizio del 2021, ma la metà potrebbe arrivare già a fine anno.

Il vaccino italiano: a che punto siamo

I progressi verso il vaccino passano per collaborazioni e accordi fra aziende capaci di accelerare l'iter. E' accaduto, per esempio, con il primo e ad ora l'unico vaccino interamente italiano, grazie all'accordo fra l'azienda biotech Takis di Castel Romano (Roma) con la Rottapharm Biotech di Monza. Procede intanto spedita la sperimentazione del vaccino. Nel caso della Takis l'accordo con la Rottapharm Biotech "ha impresso un'accelerazione dei test sul vaccino sicuramente dal punto di vista finanziario per la produzione su larga scala delle dosi necessarie ai test sia di tossicologia sia clinici, ma anche per quanto riguarda la collaborazione dei suoi gruppi di persone altamente qualificate disponibili per suggerimenti a livello regolatorio: due squadre di uniscono e collaborano per non sprecare tempo prezioso".

Come avverrebbe la sperimentazione

Diventa così possibile cominciare a stabilire una tabella di marcia del vaccino italiano, chiamato Covid-eVax: "la consegna dei primi lotti è attesa in ottobre - ha detto Aurisicchio - e subito dopo è previsto l'avvio dello studio di fase 1 in Italia, su un gruppo di 80 volontari sani". Per l'inizio del 2021 potrebbe partire la fase 2 della sperimentazione. Intanto i candidati vaccini allo studio in tutto il mondo continuano ad aumentare e sono diventati 133, secondo la lista più aggiornata dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), con una gara che vede la Cina in leggero vantaggio con cinque vaccini, contro i quattro degli Stati Uniti. Fa eccezione il vaccino britannico di Oxford e di AstraZeneca, che guida la lista in quanto è al momento il più vicino alla fase 3 della sperimentazione. Il test coinvolgerà 5.000 volontari sani in Gran Bretagna, già selezionati, e altrettanti in Brasile in quanto l'attuale più bassa circolazione del virus in Europa rende più complesso controllare l'efficacia del candidato vaccino.

Inoculare il virus: dibattito etico

Rivolgersi a Paesi nei quali il virus sta circolando ancora in modo sensibile è una possibilità, ma a livello internazionale si sta valutando l'alternativa dello Human Challenge Trial, ossia una sperimentazione nella quale alla somministrazione del vaccino a volontari sani segue l'inoculazione del virus. Su questo tema l'Oms ha pubblicato il 6 maggio un documento in cui traccia le linee guida per ricercatori, comitati etici, finanziatori e politici e fissa i "criteri chiave che dovrebbero essere soddisfatti per rendere simili studi eticamente accettabili".