Esplode la protesta di discoteche e piscine al chiuso: "Un disastro. Basta essere trattati come gli untori"

Di tornare a ballare, per il momento, non se ne parla: le sale da ballo rimarranno chiuse, unico settore che non ha una data per ripartire. Il numero uno della Federnuoto: "Una persecuzione"

Le riaperture e il mix più delicato: libertà con responsabilità (foto Imagoeconomica)
Le riaperture e il mix più delicato: libertà con responsabilità (foto Imagoeconomica)
TiscaliNews

Con le road map delle riaperture esplode l'ira di discoteche e piscine al chiuso. Di tornare a ballare, per il momento, non se ne parla: le discoteche rimarranno chiuse, unico settore che non ha una data per ripartire. Mentre le piscine al chiuso saranno le ultime ad aprire.

L'ira delle discoteche

"Basta essere trattati come untori, meritiamo rispetto. Riapre tutto fuorché le discoteche, è una cosa vergognosa e intollerabile: e non ci vengano a dire che siamo noi la causa della ripresa dei contagi, perché non è vero. Ci sono centinaia di famiglie che non sanno più come portare a casa la pagnotta. Finora siamo sempre stati buoni, adesso stiamo pensando ad azioni eclatanti". E' furibondo Gianni Indino, presidente del Silb, il sindacato dei locali da ballo dell'Emilia-Romagna, per la mancata indicazione di una data di riapertura delle discoteche, all'aperto e al chiuso.

"Avrei voluto un segnale più deciso anche dalla mia Regione, l'Emilia-Romagna - prosegue Indino - ma evidentemente questo dimostra che siamo un settore del quale si può fare a meno. Mi vergogno di vivere in un paese che non tiene nella giusta considerazione tutti i lavoratori e tutte le imprese nello stesso modo. Noi abbiamo sempre voluto cercare una soluzione condivisa, ma così non ci viene data nemmeno una speranza. Ma meritiamo rispetto e non siamo più intenzionati a subire".

Le piscine al chiuso ultime ad aprire

La decisione del governo ha lasciato a bocca aperta l'intero settore, con il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, che parla di "persecuzione" da parte di "incompetenti" che "manderanno all'aria qualche migliaio di società e impianti sportivi". A nulla sono serviti gli appelli lanciati nei giorni scorsi dai super-campioni olimpici italiani, da Federica Pellegrini a Gregorio Paltrinieri, da Tania Cagnotto a Filippo Magnini. L'onda blu delle immagini social, raggruppate nell'hashtag #salviamolepiscine, si è infranta contro il muro del nuovo provvedimento, sul quale, durante la cabina di regia, le Province italiane hanno comunque chiesto di "fare di più".

Una persecuzione 

"Ci trattano come degli untori", è il comune sentimento tra gli addetti ai lavori e le associazioni che in questi mesi hanno manifestato le loro istanze a palazzo Chigi. "E' un disastro, sono allibito", il commento del numero uno della Federnuoto, Paolo Barelli, impegnato con la spedizione azzurra agli Europei di nuoto di Budapest. "Sono degli incompetenti che manderanno gambe all'aria qualche migliaio di società e impianti sportivi - tuona -. Si poteva pensare a riaperture con restrizioni e invece si sono dimostrati dei pavidi". "Mezzi pubblici, scuole, ristoranti possono essere attivi mentre l'attività motoria in acqua no - l'amara constatazione -. Se le piscine, costose da mantenere, rimangono chiuse per un persecuzione inaccettabile, allora il governo sia conseguente e dia contributi veri e non elemosina alle malcapitate società sportive e ai gestori. Siamo di fronte a una drammatica persecuzione".