Uccise il ragazzo di 15 anni che proteggeva la sorellina ostaggio durante la rapina. Il killer torna libero

Dieter Degowski durante la rapina del 1988. A destra, Emanuele De Giorgi e la sorellina tra gli ostaggi
Dieter Degowski durante la rapina del 1988. A destra, Emanuele De Giorgi e la sorellina tra gli ostaggi
TiscaliNews

Tre colpi di pistola alla nuca. Morì così Emanuele De Giorgi, preso in ostaggio nel 1988 dopo una rapina in banca. Aveva 15 anni, tentava di proteggere la sorellina piccola. Il suo assassino, Dieter Degowski, torna libero. Il killer ha scontato 28 anni di carcere, il massimo possibile dato che in Germania non esiste l'ergastolo. La Bild raccoglie le proteste dei parenti del ragazzo ucciso 15 anni fa.  

"Lui libero, noi soffriamo a vita"

I familiari di De Giorgi hanno fatto sentire tutto il loro sconcerto di fronte al rilascio di Degowski. "Lui sarà liberto mentre noi soffriremo per tutta la vita" ha detto Fabio, fratello di Emanuele, morto nel 1988. "Lo sogno spesso" ha aggiunto, "lo vedo seduto nell'autobus. Poi arriva lo sparo, e io mi sveglio". Queste le parole del padre di Emauele De Giorgi: "Eravamo felici, poi ci è stato portato via. E' uno scandalo che dalla Germania non ci abbiano avvisato del ritorno dell'assassino in libertà. Siamo cattolici, ma Degowski deve sapere che non lo perdoniamo". 

Cinquantaquattro ore di terrore

Era il 18 agosto del 1988 quando i rapinatori Hans Juergen Roesner, 31 anni e Dieter Degowski, di 32, già condannati per una lunga serie di reati, evasi e ricercati, entrarono con le armi in pugno nella sede della Deutsche Bank a Gladbeck, cittadina tedesca fra il nord Reno e la Westfalia. Circondati dalla polizia, allertata da alcune persone che avevano visto la scena dell'irruzione, cominciarono una estenuante trattativa punteggiata da atti di violenza. Volevano un'auto potente e 420 mila marchi (circa 300 milioni di lire). Li ottennero e si portarono appresso alcuni ostaggi, cominciò il loro inseguimento che si interruppe a Brema, con una sparatoria in pieno centro urbano. Poi la decisione di sequestrare un autobus, dove si trovava il 15enne De Giorgi con la sorellina. Ore di trattative, di tensione, sempre con le armi in pugno, fino a quando il mezzo si fermò e i due malviventi decisero di riposarsi, facendosi portare caffé e panini. In quel momento le teste di cuoio tedesche cominciarono il loro blitz, catturando una loro complice, una donna. La reazione di Roesner e Degowki fu rabbiosa, puntarono le armi contro gli ostaggi sul bus, inclusa la sorellina di Emanuele De Giorgi che le fece scudo col suo corpo. Così il ragazzo fu ucciso con tre colpi alla nuca. Nello scontro a fuoco successivo, fra lacrimogeni e proiettili, i rapinatori prima di essere catturati, restò uccisa una donna in loro ostaggio, e un'altra fu portata in ospedale in gravi condizioni.