[L'inchiesta] "Il medico coinvolto nei delitti del mostro di Firenze partecipò ai riti sessuali sulla Corazzin"

Il mostro del Circeo, Angelo Izzo, ha fornito un dettaglio che può riaprire le indagini sulla scomparsa della 17enne friulana. Ora chiama in causa Francesco Narducci e la sua casa sul Trasimeno. Proprio il lago dal quale fu ripescato il corpo senza vita del medico che fu coinvolto nell'inchiesta sui serial killer in Toscana

Rossella Corazzin, scomparsa misteriosamente nel 1975. Al centro, Francesco Narducci, medico coinvolto nelle indagini sul mostro di Firenze. A destra, Angelo Izzo
Rossella Corazzin, scomparsa misteriosamente nel 1975. Al centro, Francesco Narducci, medico coinvolto nelle indagini sul mostro di Firenze. A destra, Angelo Izzo
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Gli occhi sgranati, l'eloquio torrenziale, la naturalezza nel parlare di episodi tra i più raccapriccianti della cronaca nera italiana. Angelo Izzo, il mostro del Circeo, rischia di far riaprire l'inchiesta sulla misteriosa scomparsa di Rossella Corazzin. Di cui da 43 anni non si sa nulla. E che secondo Izzo fu rapita, violentata in una sorta di rituale e infine uccisa dai suoi complici del massacro del Circeo: Andrea Ghira e Gianni Guido. Con loro al momento del rapimento ci sarebbero stati altri due ragazzi, non meglio identificati, e un terzo. Cioè il medico Francesco Narducci, già legato alle indagini sul mostro di Firenze e ripescato senza vita dal Lago Trasimeno nel 1985, poco dopo l'ultimo dei delitti di quella serie. Il ruolo di Narducci non fu mai chiarito del tutto: si disse che lui era tra i mandanti degli omicidi, con accanimento sui corpi, eseguiti poi da Pacciani, Lotti e Vanni, unici condannati per le otto uccisioni di coppie che seminarono il terrore nelle campagne fiorentine fra il 1968 e il 1985. Si disse ancora che facesse parte di quel "secondo livello" di personaggi dell'alta società, coinvolti in una sorta di setta satanica, che ordinavano gli omicidi, e che custodisse i feticci umani ricavati da ogni delitto. Cosa c'entrano la vicenda della scomparsa della 17enne friulana Corazzin con le indagini sul mostro di Firenze? 

Il rituale nella villa del medico

Secondo Izzo, Francesco Narducci, figlio di una delle più altolocate famiglie perugine, avrebbe reso disponibile la sua villa sul lago Trasimeno per gli abusi compiuti da Ghira, Guido e altre sette persone. Ancora violenza sessuale e poi la morte, come accadde quello stesso anno, il 1975, nei due giorni in cui la banda del Circeo si accanì su Donatella Colasanti e Rosaria Lopez. La prima fu trovata in fin di vita, la seconda morì. I responsabili delle efferatezze furono condannati all'ergastolo, Ghira mentre era latitante sotto falsa identità all'estero. Ne furono poi trovati i resti, e anche su questo dettaglio restano dubbi. Se torna il particolare rivelato da Izzo già nel 2016 al procuratore di Belluno, Francesco Saverio Pavone, cioè che Rossella Corazzin fu rapita su una Land Rover (dettaglio riscontrato nella più recente testimonianza di una donna), sul collegamento fra banda del Circeo e delitti del mostro di Firenze, ovvero la figura di Narducci, le riserve sono massime.

Trovare quel tavolo

Già in precedenza la Procura di Perugia aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine tra i cui elementi erano incluse le dichiarazioni di Angelo Izzo su Francesco Narducci. La stessa Procura aspetta che arrivino da quella di Belluno le carte che possono riaprire l'inchiesta sulla scomparsa di Rossella Corazzin. Pier Luca Narducci, fratello di Francesco (di cui l'autopsia mise in evidenza che prima di essere ripescato senza vita dal Trasimeno poteva verosimilmente essere stato strangolato) attraverso il suo legale ha sottolineato che "decisioni definitive di diverse autorità giudiziarie (Firenze e Perugia) hanno escluso qualsiasi coinvolgimento di Francesco Narducci nei tristi fatti del 'mostro di Firenze' ed è convinto che "verrà parimenti accertata la sua assoluta estraneità alla scomparsa e al presunto omicidio di Rossella Corazzin". La villa di proprietà dei Narducci in cui, secondo il mostro del Circeo, il gruppo di giovani simpatizzanti della destra e tutti provenienti da benestanti famiglie della Roma bene sequestrò e uccise "come in un rituale" Rossella Corazzin è stata venduta all'inizio degli anni Novanta. Secondo Pavone, Procuratore di Belluno, gli unici riscontri attendibili sulle parole di Izzo potrebbero venire da esami accurati di ex arredi della villa, in particolare il tavolo secondo cui, a detta di Izzo, si sarebbero consumati abusi sessuali e infine l'omicidio della Corazzin. Ma non si sa se esistano ancora, e dove si trovino attualmente.

Tagli nelle mani

Stando ancora alle dichiarazioni di Izzo,  alla fine del rituale sessuale e omicida i partecipanti si sarebbero praticati tagli sulle mani, unendole poi in una sorta di settaria fratellanza di sangue. Izzo ha detto di essere stato presente in quei momenti, di aver partecipato alla violenza carnale sulla Corazzin, ma non all'omicidio. Le indagini sulla morte di Narducci furono archiviate, ma il Gip confermò l'esito degli esami sul corpo del medico, stabilendo che era stato ucciso. Già nel 1985 si parlò di una telefonata in cui si alludeva alla morte di Narducci, e a quella dello stesso Pacciani, puniti come traditori di una sorta di setta occulta dedita ai rituali sessuali. Michele Giuttari, che svolse le indagini sul caso dei delitti di Firenze fino alla cattura di Pacciani, Vanni e Lotti, disse in seguito che il "secondo livello", quello dei mandanti, non fu mai individuato perché una serie di pressioni portarono alla conclusione delle indagini dopo la cattura dei "compagni di merende". Le parole di Angelo Izzo, il mostro del Circeo condannato all'ergastolo per i fatti del 1975, rimescolano episodi raccapriccianti ma per ora rimettono in moto accertamenti sul caso della Corazzin. Sui delitti del mostro di Firenze è gia in corso una nuova inchiesta che vede al centro l'ex legionario Giampiero Vigilanti. Uno che ha sempre sostenuto che Pacciani, Lotti e Vanni non c'entrassero niente con quei fatti di sangue.