[Il ritratto] Izzo da mostro del Circeo all'Università: "Studio per diventare avvocato"

L'autore del massacro del 1975 completa gli esami mentre resta all'ergastolo. Nel mentre proseguono le indagini sul caso della Corazzin, scomparsa 43 anni fa e per lui uccisa in un rituale in qualche modo legato al caso del mostro di Firenze

Angelo Izzo. Al centro, Rossella Corazzin scomparsa nel 1975. A destra Francesco Narducci, già tra i nomi nell'inchiesta sul mostro di Firenze e tornato nelle dichiarazioni di Izzo
Angelo Izzo. Al centro, Rossella Corazzin scomparsa nel 1975. A destra Francesco Narducci, già tra i nomi nell'inchiesta sul mostro di Firenze e tornato nelle dichiarazioni di Izzo
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Sono trascorsi 43 anni ma l'orrore dei fatti di quei giorni è un livido che pulsa ancora sulla faccia dell'Italia. Era il 1975 quando tre ragazzi della buona borghesia laziale, vicini al movimentismo di estrema destra, con il culto delle armi, del crimine e del sesso violento, rapirono e brutalizzarono per ore due ragazze in una villa del Circeo. Quel massacro è uno degli episodi più celebri della peggiore cronaca nera. Al massacro del Circeo Rosaria Lopez (19 anni) non scampò. Donatella Colasanti (allora 17enne) sì, ma in condizioni terribili e fingendosi morta. Gli autori dell'impresa, Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido furono condannati all'ergastolo. Per tutti Izzo è ancora il mostro del Circeo. E da mostro, in carcere a Velletri, studia per diventare avvocato. Mentre sconta la condanna a vita confermata nel 2005, quando messo in semilibertà tornò a colpire, uccidendo compagna e figlia del pentito della Sacra corona unita, Giovanni Maiorano.

"Mancano un paio di esami ed è fatta"

"Leggo molto mentre fuori non toccavo un libro". Potrebbe essere questa frase, riportata da uno scritto di Izzo indirizzato al quotidiano Libero, la chiave della sua voglia di cultura e studio. A sui dire, il libro che gli ha cambiato la vita è La condizione umana di André Malraux. Guarda caso, storia di tre amici che decidono di combattere contro il governo cinese nella rivolta di Shanghai, e che vogliono una morte attiva in nome di ideali condivisi. Le giornate del mostro del Circeo, in carcere a Velletri, sono tutte uguali: qualche passeggiata e chiacchere con gli altri detenuti quando permesso, un po' di cucina e gli esami di Giurisprudenza da preparare. "Ne mancano un paio e la tesi, e sarò avvocato". Oggi si duole di "non essere riuscito a laurearmi in Medicina". Succede, quando negli anni in cui normalmente un ragazzo studia e segue le lezioni, lui e i suoi complici si dedicavano a furti, estremismo e crimini sessuali con finale omicida. Nel corso del tempo Angelo Izzo ha fatto molte dichiarazioni, generalmente accolte con dubbi e perplessità, su alcuni degli episodi più drammatici della storia italiana recente: dalle stragi terroristiche al caso del mostro di Firenze. Ed è su quest'ultima vicenda, su cui è ancora aperto un processo, che le frasi di Izzo hanno destato scalpore. 

La scomparsa di Rossella Corazzin

In particolare, sette mesi fa, l'autore del massacro del Circeo e oggi ergastolano ha raccontato che la 17enne friulana Rossella Corazzin, scomparsa nei boschi del Cadore Bellunese il 21 agosto 1975, sarebbe stata rapita da persone di sua conoscenza. Poi portata nella villa sul Lago Trasimeno messa a disposizione dal medico Francesco Narducci, legata a un tavolo, violentata da un gruppo di uomini e infine uccisa in una sorta di rituale. Allo stupro avrebbero partecipato lo stesso Izzo e Andrea Ghira, suo complice del massacro del Circeo, assieme ad altri uomini. Narducci fu a lungo sospettato (poi scagionato) di essere lui il mostro di Firenze. Lo ripescarono senza vita proprio dal Trasimeno, l'autopsia mise in evidenza l'ipotesi che potesse essere stato strangolato e poi buttato in acqua. Gli inquirenti in particolare cercano il tavolo in cui si sarebbe consumata l'orgia rituale con omicidio finale della Corazzin di cui parla Angelo Izzo. Ma a rigor di cronaca, va specificato che la nuova inchiesta sui delitti di Firenze vede al centro l'ex legionario Giampiero Vigilanti, che conosceva sia i tre "compagni di merende" Pacciani, Lotti e Vanni sia il medico Narducci, e che potrebbe essere il collegamento con il "secondo livello", i mandanti eccellenti dei delitti, mai presi. Mentre a maggio di quest'anno è stato Francesco Amicone, giornalista di Tempi, a raccontare di aver incontrato il vero mostro di Firenze, il quale sarebbe Giuseppe "Joe" Bevilacqua, ex militare americano del Criminal Investigation Command di stanza in Italia, dove sarebbe arrivato dopo aver compiuto i delitti dell'imprendibile Zodiac Killer negli anni Settanta. Sul fronte delle rivelazioni postume, come si legge, Angelo Izzo ha seri rivali. Su quello della Giurisprudenza ha ancora pagine da studiare mentre resta all'ergastolo. 

L'arresto di Izzo dopo il crimini del Circeo