Imprenditore 84enne apre a sue spese la scuola per tecnici meccanici. “Altrimenti le aziende chiudono”

Il patron delle aziende Futura Lavorazioni Meccaniche e C.M. Tannery scende in campo per formare specialisti che rischiano di scomparire: “Io ci metto le macchine, l'esperienza, i docenti, i locali, le istituzioni ci mettano il resto”

L'imprenditore Ivo Mancini
L'imprenditore Ivo Mancini
di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. Dessì   Twitter: IgnaDess

Ivo Mancini, classe ’35, è un imprenditore a tutto tondo, intraprendente e caparbio, uno di quelli d’una volta, innamorato del suo lavoro e sensibile al futuro dei giovani, cui vorrebbe trasmettere le sue conoscenze. Per questo a 84 anni il patron delle aziende Futura Lavorazioni Meccaniche e C.M. Tannery di Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa, patria del cuoio, ha lanciato un accorato appello. “Datemi una mano a creare un'accademia per la meccanica per non disperdere il sapere. Io ci metto le macchine, l'esperienza, i docenti, i locali, alle istituzioni il compito di metterci il resto - ha detto l’instancabile imprenditore toscano - Voglio creare nel Comprensorio del Cuoio una Silicon Valley dell'artigianato, che insegni di nuovo a usare le mani”.

Aziende a rischio senza tecnici

Anche la sua azienda “rischia di abbassare le serrande per mancanza di tecnici specializzati”, ha spiegato. E in effetti la mancanza di figure specialistiche per il ricambio rischia di mettere in ginocchio la piccola media impresa. Ma anche quelle grandi conoscono bene il problema. Lui di conseguenza non ha voluto attendere che la soluzione piovesse dall’alto e si è mosso con forza ed entusiasmo. Investendo proprie risorse, ha avviato a dicembre scorso una scuola di meccanica in un suo capannone: il corso triennale IeFP meccanico che ruota in pratica attorno alle sue imprese. Mancini è diventato protagonista e trascinatore dell’attività formativa. Il suo intento è quello di preparare in casa le figure tecniche specializzate per garantire il ricambio alle sue aziende che realizzano macchinari per il settore conciario e ne curano la manutenzione.

“Ho investito e sono in grado di accogliere classi intere e mettere a disposizione, un po’ per volta, tutte le macchine dell’azienda, macchine super moderne”, spiega in una intervista sul sito di Forium.it.

"I giovani vanno aiutati"

Attualmente le attività di Mancini fatturano 14 milioni all’anno, danno lavoro a 40 dipendenti e sono molto attive nell’export. Ma il saggio ed esperto imprenditore guarda al di là del contingente e si pone il problema del domani. “Senza l'opportuna formazione di nuovi tecnici per il futuro – spiega – le aziende rischiano di chiudere nel giro di una decina d’anni a causa della mancanza di figure adeguatamente formate”.

Ed allora, rimboccate le maniche, ha deciso di scendere in campo per dare una possibilità ai giovani. “So per esperienza – spiega sul sito di Forium.it - che per formare un giovane, un piccolo talento o un piccolo genio, bisogna fargli conoscere il lavoro molto presto. Bisogna far capire ai ragazzi quale può essere il dono di natura che magari hanno, quale la strada della loro vita”. Anche perché, molto spesso, “le aziende hanno occupazione da offrire, ma non trovano i talenti specializzati. Quindi i giovani vanno aiutati a imboccare la strada giusta per non rischiare di finire fuori posto”.

Del resto “talvolta è meglio apprendere subito una professione invece di andare lontano con gli studi ed essere costretti a emigrare all'estero. Il lavoro in meccanica c'è – insiste Mancini - Abbiamo bisogno di scovare quei super tecnici introvabili che sappiano creare, con la mente e con le mani”.

Specialista meccanico (Ansa)

L'invito alle istituzioni

La parte pubblica a suo avviso non riesce talvolta a fornire una formazione davvero efficiente e finalizzata. “Il sistema formativo regionale e nazionale, con le sue innumerevoli istituzioni, scuole, agenzie accreditate, enti e associazioni di categoria – fa notare - non garantisce sempre a chi si avvicina a questo mestiere di riuscire poi a padroneggiarlo davvero”. Così ha pensato di far da sé aprendo una vera e propria scuola di formazione in un capannone dove i corsi sono già frequentati da una decina di apprendisti.

Ivo lancia tuttavia un invito alle istituzioni pubbliche. Perché è necessario anche “un intervento del legislatore in modo che gli studenti vengano indirizzati ad aziende tipo le mie, e agli imprenditori vengano dati strumenti più adeguati per formarli, in maniera che i giovani possano apprendere senza costi eccessivi per l’impresa. Sarebbe inoltre opportuno che già dalle scuole medie i ragazzi possano entrare nelle aziende per conoscere il mestiere e capire se, eventualmente, potrà essere quello della loro vita”.

Attualmente il meccanismo del mercato del lavoro non garantisce, per altro, sempre un puntuale incontro tra domanda e offerta. “Il mondo lavorativo è stato ampiamente trascurato”, aggiunge Mancini, e la situazione “si è sempre più aggravata”. Le aziende non trovano gli specialisti indispensabili a far marciare gli impianti e gli imprenditori faticano a tenerle aperte. Ci sono poi le start-up, ma queste, “nella maggioranza dei casi, non vivono oltre e i tre o quattro anni”. Molti giovani cercano allora altre soluzioni o vanno via dall’Italia. “A questo punto sono curioso di vedere, tra qualche anno, da dove usciranno i tecnici specializzati e gli imprenditori del futuro, nel settore artigianale ma anche in quello della grande industria, che spesso, già oggi, non riesce a trovare i tecnici di cui avrebbe bisogno”. Anche per questo lui si è messo a insegnare la “sua arte” ai giovani. E, a pensarci bene, non è cosa da poco.