[La novità] La luce del condominio non è la luce di casa tua: paghi Iva doppia sulla corrente

E' la novità passata sottotraccia di questo primo 2019. L'Agenzia delle Entrate di fatto abolisce l'imposta del 10% su scale, ascensori e cancelli e la porta ad aliquota piena. Non è ancora tutto. Ecco i dettagli

2019: anno dell'esplosione dei costi elettrici per i condomini
2019: anno dell'esplosione dei costi elettrici per i condomini
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Buon 2019 a tutti. Si comincia con un aumento che riguarderà moltissimi italiani, perché la stragrande maggioranza dei cittadini vive in condomini. Non un aumento, perché le cose bisogna dirle con precisione: un raddoppio, anzi di più. Con l'anno nuovo l'aliquota Iva per le parti comuni condominiali non è più agevolata e passa dal 10% al 22%. Se lo sono visti (o se lo vedranno a brevissima) comunicare milioni di proprietari della prima casa che vivano in edifici con più unità abitative. A fare chiarezza è stata una nota diffusa dall'Agenzia delle Entrate ai primi del mese scorso, in risposta alla richiesta dell'associazione Alfa. La quale chiedeva se l'illuminazione e l'alimentazione necessarie a far funzionare le parti comuni (comprendenti quindi illuminazione scale, ballatoi e pianerottoli, cancelli elettrici, ascensori, impianti citofonici) potessero comunque godere dell'aliquota agevolata appilcata finora (10%) anche nel caso in cui lo stabile in oggetto avesse carattere prevalentemente residenziale, cioè comprendesse sia uffici che prime case. Il parere del Fisco è una mazzata nelle tasche degli italiani.

La risposta dell'Agenzia delle Entrate

Nella sua risposta all'associazione Alfa, l'Agenzia delle Entrate richiama il numero 103 della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972 in cui si stabilisce che l'applicazione dell'aliquota al 10% vale per le forniture elettriche "per uso domestico", quindi rimanda alla circolare 273/E del 23 novembre 1998 secondo la quale "l'uso domestico non si realizza con la destinazione ad ambienti diversi da quelli familiari". Concludendo in sintesi che "ciò premesso, con riferimento alla fattispecie in esame, si osserva che nel condominio la prestazione di fornitura di energia elettrica è fatturata distintamente ad ogni unità immobiliare (sia che abbia destinazione residenziale, sia che abbia destinazione diversa, come uffici, studi professionali, negozi), e che la fornitura di energia elettrica necessaria per il funzionamento delle parti comuni dei condomini è fatturata anch’essa direttamente allo stesso condominio. Con riferimento al quesito posto dall’Associazione istante, quindi, si ritiene che le parti comuni dei condomini non soddisfino il requisito di uso domestico previsto dalla citata norma ed interpretato dalle citate circolari come impiego per la propria abitazione". Tradotto significa che quando uso le scale per arrivare fino alla porta di casa mia (abitazione di cui pago l'Iva piena sui consumi elettrici) non mi trovo in casa mia. Neanche quando salgo in ascensore o dò l'impulso al cancello elettrico perché si apra e mi permetta di parcheggiare in garage. E siccome tutti questi luoghi comuni non sono la mia prima casa, pago l'Iva piena. Costo che farà impennare le spese condominiali che erano già aumentate nel corso dell'ultimo anno.

E non è finita: l'impennata degli oneri di sistema

L'aumento dell'Iva sull'illuminazione e l'alimentazione delle parti comuni condominiali (dal 10% al 22%) dà una mazzata alle tasche degli italiani già provate dal sensibile rialzo degli oneri di sistema in bolletta, cioè le spese necessarie a mantenere l'infrastruttura tecnologica che porta l'energia elettrica fino alle nostre case e uffici. Calcolati in 15 miliardi di euro su un totale di 61 miliardi, quanto hanno pagato gli italiani nell'ultimo anno. E' il risultato della riforma tariffaria voluta dall'Unione europea, ma recepita dai singoli Stati membri con misure da loro decise, che per alleggerire il conto elettrico delle grandi aziende energivore spalma maggiori costi sulle bollette anche dei piccoli utenti. L'Autorità italiana sull'Energia ha deciso di suddividere una parte degli oneri di sistema non pagati dai clienti morosi sugli altri, i "virtuosi". Un controsenso, per cui anche chi è in regola con i pagamenti di fatto paga di più per permettere allo Stato di avere i soldi per concedere sgravi a chi installa il fotovoltaico, che finora produce nemmeno l'1% del fabbisogno elettrico degli italiani. Queste misure troveranno piena applicazione nel corso del 2019. Contro questa impostazione, ingiusta e vessatoria nei confronti di chi paga, mentre alleggerisce quella dei morosi (a cui non si può staccare la luce prima di tre mesi senza pagamenti, e di cui non c'è un'ordinata anagrafe dei cattivi pagatori) protesta l'Aiget. E' l'associazione dei piccoli gestori elettrici che vorrebbero un mercato più libero, concorrenziale, che permetta la diminuzione degli importi in bolletta e soprattutto non scarichi costi parafiscali e non di consumo (come sono gli oneri di sistema) sui piccoli clienti. I quali ora si vedono aumentare di più del doppio la bolletta elettrica delle parti condominiali. Un fiume di soldi che uscirà dalle nostre tasche.