L'Italicum è morto: Renzi perde bene e Gentiloni vince in silenzio. Ecco la lotteria della Consulta che fa tutti felici

L'Italicum è morto: Renzi perde bene e Gentiloni vince in silenzio. Ecco la lotteria della Consulta che fa tutti felici

L'Italicum è morto, su questo non c'è dubbio. Ma chi vince e chi perde nella grande lotteria della Consulta? Ecco un prima guida per capire gli effetti di un giudizio atteso da più di un anno sulla politica italiana.

Sciogliere le Camere diventa sempre più difficile

Decrittando il responso della Corte Costituzionale, dosato con prudenza sapienziale, si scopre infatti - che la sentenza ha cerchiobottato e bilanciato, in modo sublime, pesi e contrappesi del suo dispositivo. Lo ha fatto decidendo vincitori e vinti, e smantellando l'ultimo tassello della riforma Renzi (dopo la vittoria del No alla riforma Boschi) ma lo ha fatto anche evitando di trasformare la sentenza sull'Italicum in un successo incontrovertibile di una parte sull'altra. Ed ecco quindi la sintesi: Renzi, come si sapeva, perde, perché i giudici della Consulta mettono nero su bianco che la sua legge più importante - quella che "ce la copieranno nel mondo" - era parzialmente incostituzionale. Ma non straperde perché gli rimane aperta - in linea teorica - una via di uscita che tiene in piedi il suo sogno di elezioni anticipate. I giudici togati, infatti, hanno fatto in modo di preservare "un dispositivo auto-applicativo". Il che, tradotto dalla lingua alata dei costituzionalisti, significa che anche se nei prossimi mesi fosse votata una riforma condivisa dal parlamento, sarebbe comunque possibile andare al voto. E qui occorre una ulteriore postilla: dopo il referendum, è evidente che sarebbe auspicabile, e forse richiesto (dietro le quinte anche dal capo dello Stato), che una nuova legge venga partorita con maggioranza ampia delle Camere. Ma significa anche che se la situazione precipitasse è tecnicamente possibile - per il capo dello Stato - sciogliere le Camere e andare al voto. 

Ma Camera e Senato hanno leggi diverse

Attenzione, però: malgrado questa possibilità "tecnica", il Quirinale ha già dichiarato, prima che nascesse il governo Gentiloni, che le due leggi elettorali di Camera e Senato, devono essere "armonizzate" fra di loro. L'esito di questa sentenza, invece, riguarda solo la legge elettorale della Camera, ovvero l'Italicum. Per eleggere i nuovi senatori, invece, resta in cogito il cosiddetto consultellum, varato dalla Corte, in una precedente è importantissima sentenza che cancellava il Porcellum. Questo significa che - se il parlamento volesse accogliere l'invito e la moral suasion del Senato - dovrebbe necessariamente mettere mano anche al meccanismo con cui si designano gli inquilini di Palazzo Madama. Ricapitolando: vincono gli anti-renziani. Renzi perde bene. Ma vince - senza troppo clamore - anche il Gentiloni che vuole durare. Una Consulta - come le telefonate del trio Marchesini-Solenghi-Lopez - allunga la vita.