"L’Italia recuperi Ici non versata dalla Chiesa". La sentenza della Corte di giustizia Ue che avrebbe fatto felice Marco Pannella

Una stima che ricorre negli ultimi anni, e che non è mai stata smentita dalle gerarchie ecclesiastiche, è che facciano capo alla Chiesa in Italia circa 100mila immobili, tra i quali vi sono 9mila scuole, 26mila tra chiese, oratori, conventi, campi sportivi e negozi e 5mila tra cliniche, ospedali e strutture sanitarie e di vario genere

La Basilica di San-Pietro in Vaticano
La Basilica di San-Pietro in Vaticano

Marco Pannella non c’è più, altrimenti avrebbe salutato questa grande vittoria della Rosa nel Pugno con un diluvio di rauche parole e mandando in fumo una catasta di sigarette. Ci sono voluti 12 anni, ma alla fine la piccola scuola Maria Montessori di Roma ha vinto, battendo sia la Commissione europea (CE) sia vari governi italiani di diversa collocazione politica: la Corte di giustizia dell'Unione europea ha infatti accolto il suo ricorso e annullato la decisione della Commissione del 2012 e la sentenza del Tribunale Ue del 2016 che avevano sancito "l'impossibilità di recupero" da parte dello Stato italiano dell'Ici non versata dagli enti non commerciali di tutte le confessioni e del no profit, dal 2006 al 2011, mentre ha ritenuto legittime le esenzioni dall'Imu.

Una battaglia radical-socialista

"E' stata lunga, ma alla fine Davide ha battuto Golia", hanno commentato le titolari della scuola che nel 2006 decisero di sostenere la battaglia dei Socialisti Democratici Italiani, dei Radicali, dell’Associazione Luca Coscioni e della Federazione dei Giovani Socialisti, dopo che il governo (presieduto da Berlusconi prima e Prodi poi) aveva esentato gli enti assistenziali, sportivi, culturali e religiosi dal pagamento della tassa comunale sugli immobili. Un'agevolazione (“aiuti illegali” secondo la CE) riguardante soprattutto la chiesa cattolica, messa in discussione dallo stesso Papa Francesco che nel 2015 spiegò che "se un convento religioso lavora come un albergo, paghi le tasse".

I puntini sulle i della Chiesa

Qualcuno nella Chiesa di Pietro mette qualche puntino sulle i. "E' necessario distinguere la natura e le modalità con cui le attività sono condotte. Una diversa interpretazione, oltre che essere sbagliata, comprometterebbe tutta una serie di servizi, che vanno a favore dell'intera collettività", ha commentato monsignor Stefano Russo, segretario generale Cei, precisando che le attività coinvolte "non riguardano semplicemente gli enti della Chiesa". "Le attività sociali svolte dalla Chiesa cattolica trovano anche in questa sentenza - fa notare ancora la Conferenza episcopale italiana - un adeguato riconoscimento da parte della Corte di Giustizia Europea. La Corte, infatti, conferma la legittimità dell'Imu, introdotta nel 2012, che prevede l'esenzione dell'imposta, quando le attività sono svolte in modalità non commerciale, quindi senza lucro".

"Una battaglia di diritto"

Nonostante abbia accertato la contrarietà dell'esenzione Ici con il diritto della concorrenza Ue, la Commissione europea nel dicembre 2012 non chiese allo Stato italiano di procedere al recupero delle imposte non versate dagli enti in questione perché troppo difficile stabilirne l'ammontare. Una decisione ritenuta legittima dal Tribunale Ue nel 2016 dato che "un'impossibilità assoluta può giustificare il mancato recupero degli aiuti di Stato illegittimi". Non si sono però fermati i radicali Maurizio Turco e Carlo Pontesilli che, assieme a Marco Pannella, diedero inizio a "una battaglia di diritto" arrivata fino ai giudici di Lussemburgo che hanno accolto totalmente le richieste dell'avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, il belga Melchior Wathelet: le "difficoltà interne" all'Italia, "esclusivamente ad essa imputabili" non bastano a giustificare la decisione di non recupero e la Commissione europea, si legge nella sentenza, "avrebbe dovuto esaminare nel dettaglio l'esistenza di modalità alternative volte a consentire il recupero, anche soltanto parziale, delle somme".

Per portare a termine la battaglia di principio, ma anche di sostanza, si dovrà comunque aspettare una nuova decisione della Commissione europea che valuterà, con lo Stato italiano, le modalità di recupero delle imposte non riscosse che nel 2012 l'allora presidente dell'Anci Graziano Delrio quantificò "sui 500-600 milioni" all'anno. Dopo la sentenza, il Partito Radicale non ha intenzione di fermarsi: vuole inoltrare un altro ricorso per il recupero dell'Ici dal 1992. Tuttavia, c’è di che gioire. "E' una sentenza storica - ha detto Edoardo Gambaro, legale della scuola Montessori - e se l'Italia non dovesse recuperare gli aiuti, si aprirebbe la via della procedura di infrazione, con altri costi a carico dei cittadini italiani".

Qualche numero

Una stima che ricorre negli ultimi anni, e che non è mai stata smentita dalle gerarchie ecclesiastiche, è che facciano capo alla Chiesa in Italia circa 100mila immobili, tra i quali vi sono 9mila scuole, 26mila tra chiese, oratori, conventi, campi sportivi e negozi e 5mila tra cliniche, ospedali e strutture sanitarie e di vario genere. Più difficile capire quanti siano gli hotel, i residence e le strutture ricettive in genere, perché per la maggior parte sono di proprietà di ordini di frati e suore, e non delle diocesi.  Il sito 'Ospitalità religiosa' ha censito 4.387 strutture per oltre 120mila posti letto.

Difficile anche stabilire con precisione quanti non abbiano fini di lucro: sicuramente le chiese o gli stabili che sono adibiti ad attività caritative. Per il resto il confine è sempre stato labile, anche se oggi la Cei, nel commentare la notizia arrivata da Strasburgo, ribadisce che le attività remunerative devono pagare le tasse sempre, "senza eccezione e senza sconti". Secondo gli ultimi dati del ministero dell'Economia il valore degli immobili in Italia supera i 6mila miliardi di euro. Ma applicare semplicemente una percentuale e calcolare il valore di quelli della Chiesa è complesso, considerato che una buona parte è utilizzato per pregare o per fare opere di carità.