[La polemica] La Isoardi e il selfie intimo con Salvini mentre dorme in camera da letto. Uno spettacolo pericoloso

È la prima volta che il selfie diventa uno strumento di auto-gossip per un leader, in Italia, la prima volta che la vicenda di un politico si avvicina a quella di una pop star. perché farsi un autoscatto con il tuo compagno mentre lui dorme? E quanti altri te ne sei fatti, così, o in situazioni simili? E cosa può far pensare che prima o poi non saranno pubblicati anche quelli?

Isoardi e Salvini
Il selfie intimo di Isoardi e Salvini

Di tante cose che sono state dette e scritte in queste ore sulla rottura tra Matteo Salvini ed Elisa Isoardi, tra mille retroscene più o meno fantastici ipotizzati, tra mille ipotesi più o meno strampalate che circolano, non ho letto la cosa più semplice e dritta: e cioè che è proprio quella foto, postata dalla conduttrice, il tradimento più grande. È quella immagine che dice tutto, non serve nulla in più per farsi un’idea.


C’è qualcosa di incredibile, in questa storia, infatti, che non è nel retroscena, ma nella scena, è nella stessa scelta di quello scatto. Esaminiamolo dunque, per un attimo. In quella immagine la Isoardi guarda l’obiettivo per comporre una sorta di selfie asimmetrico e non consenziente: un selfie estorto dove lui - il leader della Lega - addirittura dorme inquadrato sullo sfondo, mentre lei, in primo piano, ammicca all’obiettivo. Ma sarebbe il caso di dire: mentre lei ammicca al pubblico, perché quando si sta postando su Instagram una immagine per corredare la notizia della fine di una relazione con un personaggio pubblico, si sta parlando ad un pubblico, anzi: si sta cercando un pubblico. Non solo.

L’immagine è studiata con così tanta perizia che stupisce: lei ha la testa capovolta rispetto all’inquadratura, se si prova a immaginare quanto c’è voluto per far quadrare tutto si deve ipotizzare una contorsione quasi acrobatica: la mano con il braccio proteso e rovesciato per far entrare tutti questi elementi nel campo visivo. Ma soprattutto: perché farsi un autoscatto con il tuo compagno mentre lui dorme? E quanti altri te ne sei fatti, così, o in situazioni simili? E cosa può far pensare che prima o poi non saranno pubblicati anche quelli? Ecco perché la pubblicazione di quel selfie inconsapevole è la rottura di un codice e di una complicità che va oltre la fine di una relazione, il segnale di allarme di una frontiera che è stata valicata, non solo per un potente, ma per chiunque.


Ed è quindi la fusione tra questi due sentimenti opposti, l’inconsapevolezza di chi non è in sé, contro la lucidità di chi si mette in posa, a colpire lo spettatore coinvolto suo malgrado in questa scena così intima. Non c’è pudore, anche se non si vede nulla, non c’é rispetto, anche se apparentemente non c’è violenza: perché qui il problema non il corpo, o la sua esibizione, ma la consapevole e studiata violazione dell’intimità.


È la prima volta che il selfie diventa uno strumento di auto-gossip per un leader, in Italia, la prima volta che la vicenda di un politico si avvicina a quella di una pop star. E non è detto che sia un progresso, nel processo di inarrestabile ferragnizzazione del senso comune e della comunicazione pubblica in Italia. Ma quando ci si trova di fronte a dei sentimenti, e delle vite reali, il problema non sono i protocolli, o le forme, ma lo stupore di fronte ad uno che usa la tua inconsapevolezza per promuoversi, o la rottura di una storia d’amore per fare spettacolo, o per procacciare click, o tutte queste cose insieme. L’unico sentimento possibile è un istinto irrazionale e solidale, forse del tutto opposto a quello che la selfista lucidamente programmatrice pensava di ispirare. E questo sentimento semplice è: meno male che è finita.