I volontari di Io non crollo: "Abbiamo preso le distanze da Lorenzo S.B perché aggrediva e insultava gli altri"

Prima la collaborazione, poi gli insulti e le denunce. E il passato con condanne per pedopornografia e molestie a un minore. Fino alla decisione di non voler più avere a che fare con lui

Soccorsi al lavoro tra le macerie del sisma
Soccorsi al lavoro tra le macerie del sisma
di Cr.S.   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Oltre settemila volontari che si sono uniti su Facebook e Whatsapp per dare aiuto alle popolazioni colpite dal sisma che ha devastato l'Italia Centrale. Amatrice, Accumoli, Norcia, Arquata del Tronto sono solo alcuni nomi che danno una fitta al cuore quando vengono pronunciati. Piccoli giolielli di cultura e arte, resi cumuli di macerie dal terremoto che si è portato via 299 vite lo scorso agosto. Il gruppo Io non crollo, coordinato da Roberto Morelli è nato così. E continua a lavorare tanto per dare sollievo a chi ha perso tutto. Perché c'è ancora moltissimo da fare, come conferma il portavoce Cristian Calabrese.

Senza fermarsi un attimo

"Continuiamo a portare generi alimentari, prodotti per la pulizia personale, roulotte, case di legno, vestiti, attrezzi da lavoro, generatori" racconta Calabrese. Aggiunge Morelli: "Ancora: portiamo mangimi, paglia e fieno per gli allevatori. Ci muoviamo fra tutti i centri colpiti dal sisma: Amatrice, certo, ma anche Accumoli, Norcia, Cascia, Montereale, Arquata, Campotosto. C'è moltissimo da fare per aiutare quella gente, e per la ricostruzione".

"Esagerava"

Abbiamo sentito Calabrese e Morelli per capire come mai si sono interrotti i rapporti di collaborazione fra Io non crollo e Lorenzo B.S., ora al centro di denunce e accuse da parte di diversi gruppi di volontari con cui ha interagito. A questo si aggiunge che l'uomo fu indagato per l'omicidio di Yara Gambirasio e scagionto dal Dna, e condannato più volte per pedopornografia e proposte sessuali a un minorenne. Inoltre, il settimanale Giallo e la criminologa Bruzzone mettono le molte ambiguita del suo comportamento recente, quello che ha generato le denunce, tra i possibili segnali di un suo ritorno alla condotta che lo portò ad essere condannato. "Moltissimi membri di Io non crollo hanno cominciato a ridurre o annullare i loro contatti social con Lorenzo B.S." spiega Calabrese, "perché aveva cominciato a usare parole pesanti, insulti, nei confronti di membri di altri gruppi impegnati negli aiuti ai superstiti del sisma. Quando gli abbiamo fatto presente che il suo comportamento era sbagliato, si è difeso dicendo che rispondeva ad insulti e falsità contro di lui. Di lasciarlo fare. Poi abbiamo scoperto le condanne del passato. Quasi tutti i volontari gli hanno tolto l'amicizia sul social".

"Non ha il ruolo per parlare così"

Calabrese racconta: "Lorenzo B.S. ha partecipato a qualche intervento di volontariato, lo ha fatto comportandosi correttamente e nel nostro gruppo social non ha molestato né aggredito nessuno, non ci sono state avance sessuali. Ma non è mai stato un referente o un portavoce di Io non crollo, l'essersi presentato alla stampa in quel modo quando ha effettivamente aiutato Enzo Rendina, sopravvissuto al sisma, facendogli arrivare un generatore e una roulotte è stata una forzatura. Era uno dei tanti volontari che si erano aggiunti alla chat del gruppo laziale di Io non crollo su Whatsapp. Niente di più. Troppe cose non tornavano: è stato scoperto che le figlie con cui parlava su Facebook erano profili falsi, dietro c'era lui. Ancora, che la moglie Laura che lui avrebbe perso nel sisma de L'Aquila non era mai esistita. Poi ecco la faccenda degli insulti. Così abbiamo preso le distanze da lui".