[L'intervista] Caso Cucchi, l'avvocato: "Il generale vuol punire i carabinieri perché hanno parlato o perché hanno parlato in ritardo?"

Serena Gasperini, legale di Riccardo Casamassima: “Il mio assistito non può parlare perché non è autorizzato dall’Arma a rilasciare dichiarazioni: se parla viene sottoposto a procedimenti disciplinari”

Il Generale Nistri con la ministra della Difesa Trenta e Ilaria Cucchi
Il Generale Nistri con la ministra della Difesa Trenta e Ilaria Cucchi

Stefano Cucchi era disteso per terra mentre due carabinieri con “un’azione combinata" infierivano sul giovane a poche ore dal suo fermo. Poi le minacce, il tentativo di insabbiamento e infine il coraggio di svuotare il sacco. Sono passati nove anni dalla morte del geometra, ma solo qualche giorno fa Francesco Tedesco ha trovato la forza di dire quello che ha visto di fronte al pm. Una deposizione che è calata come una mannaia sul capo di due colleghi (Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro), imputati come lui di omicidio preterintenzionale. La confessione del carabiniere ha avuto l’effetto di una bomba che si frantuma dentro una casamatta. Devastante. Non solo per i suoi due colleghi, ma anche per la reputazione dell’Arma. Letta la confessione del suo sottoposto, per tentare di ridare credibilità all’istituzione che presiede, il Comandante Generale dei Carabinieri Giovanni Nistri, ha chiesto un incontro a Ilaria Cucchi, per scusarsi con lei per tutto quello che è stato detto in tutti questi anni contro il fratello e contro tutti quelli che si sono battuti per conoscere la verità.

L’incontro che avrebbe dovuto sancire con una stretta di mano un momento di umana solidarietà ha invece provocato un nuovo incendio. Dopo la chiacchierata con Nistri (era presente anche i ministro della Difesa Trenta), la sorella di Stefano Cucchi ha sostenuto di fronte ai giornalisti: “ora il generale vuole colpire tutti coloro che hanno parlato". E ancora: "Dal generale Nistri mi sarei aspettata non dico delle scuse, perché avrebbe potuto essere per lui troppo imbarazzante, ma certo non 45 minuti di sproloquio contro Casamassima, Rosati e Tedesco, gli unici tre pubblici ufficiali che hanno deciso di rompere il muro di omertà nel mio processo", ha spiegato la donna intervenendo in difesa di Riccardo Casamassima e la moglie, Maria Rosati, entrambi carabinieri, che con le loro dichiarazioni hanno permesso la riapertura del processo, e di Francesco Tedesco. "L'unica cosa che Nistri si è sentito di dirmi è che gli unici testimoni che hanno avuto il coraggio di rompere l'omertà verranno puniti con procedimenti disciplinari di Stato e non ci ha detto il perché", ha concluso la Cucchi.

Le sue dichiarazioni hanno rimesso sulla graticola, oltre Tedesco, anche Casamassima e la Rosati. “Se ‘sproloquio’ c’è stato, forse sarebbe stato bene che di fronte a Nistri ci fosse anche il mio assistito visto che si è parlato anche di lui”, ha spiegato a Tiscali Serena Gasperini, uno dei legali di Casamassima: “non riesco a capire perché il generale lo voglia punire. Qual è il motivo della punizione di questi tre ragazzi che hanno parlato. Perché hanno parlato o perché hanno parlato in ritardo? Mi piacerebbe capire quali dei due motivi sia, perché non è stato chiaro”. Casamassima via social ha commentato: "quello che è successo ieri rappresenta un fatto gravissimo. Dopo averne parlato con i miei legali sono state fatte delle scelte, scelte non facili ma le più opportune ai fini della mia tutela e quella della mia famiglia. Da oggi eviterò di ritornare su questo argomento e presto settimana prossima capirete perché”.

Parla però la sua avvocata: “Ora il mio assistito non può parlare perché non è autorizzato dall’Arma a rilasciare dichiarazioni: se parla viene sottoposto a procedimenti disciplinari”. Bocche cucite, dunque. Resta comunque un fatto inconfutabile: le dichiarazioni di Tedesco e di Casamassima combaciano: “Questo di solito – ha spiegato Gasperini - avviene quando si racconta la verità: in questi casi è difficile che ci siano elementi contrastanti. I due non si sono mai incontrati, quindi mi sembra evidente che questi ragazzi stiano raccontando quello che è realmente accaduto. Probabilmente il ritardo delle loro confessioni è determinato dal qualche timore. Ritengo che queste preoccupazioni, alla luce delle dichiarazioni del generale Nistri, siano fondate: le affermazioni del comandante sembrerebbero quasi confermare questo”.

L’avvocato di Francesco Tedesco, Eugenio Pini, resta più abbottonato. “Non sono in grado di verificare le parole di Nistri”, ha detto il legale a Tiscali News: “Per questo anche quando sono stato chiamato dalle agenzie stampa sono rimasto piuttosto cauto”. Per Pini, comunque, se “le parole riferite da Ilaria Cucchi sul comandante Nistri fossero confermate, si tratterebbe di una anticipazione illegittima e ingiustificata oltre che lesiva e dannosa per il mio assistito".  Sulla testa di Tedesco, Casamassima e la Rosati ora pende un’altra spada di Damocle: rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Certo, le dichiarazioni rilasciate a Porta a Porta dal Comandante Generale lo scorso 16 ottobre sembrano avallare questa tesi.

Alla domanda di Vespa se l'istruttoria disciplinare nell'Arma andrà avanti ad ogni livello il generale ha risposto: "Questo è poco ma sicuro. Intanto siamo lieti che l'autorità giudiziaria stia procedendo perché infine si avrà una perimetrazione completa delle responsabilità. Che si tratti di responsabilità commissive piuttosto che di responsabilità omissiva nei controlli eventualmente piuttosto che in altre ipotesi anche diciamo di disattenzione o di agevolazione". Parole chiare, ribadite dalle successive: "Io ne approfitterei per dire una cosa che deve essere molto chiara. L'Arma non solo andrà fino in fondo per la parte di competenza e io ribadisco la necessità che un carabiniere ha il dovere morale prima ancora di giuridico di dire la verità e la deve dire subito. Quindi questa è l'occasione. Chi sa parli. Perché un carabiniere deve rispettare il proprio giuramento se vuole essere un carabiniere. Chi esce da questa regola e viene ritenuto responsabile di gravi fatti non è degno di indossare la divisa". Per quanto riguarda i procedimenti disciplinari che pendono sui dipendenti con l’accusa più grave (Tedesco, Di Bernardo e D’Alessandro), il generale ha spiegato che l’ufficiale inquirente ha rimesso in questi giorni le proprie valutazioni al Comando Generale, il quale dovrà poi provvedere.