[l’intervista] "Il Parlamento indaga sul piano vaccini. E’ la nostra ultima speranza. Questa volta è vietato sbagliare"

La presidente della Commissione Trasporti e infrastrutture Raffaella Paita (Iv) ha chiesto e ottenuto aggiornamenti e verifiche sulla campagna di vaccinazione. “Quantità, stoccaggio, catena del freddo, distribuzione e anche somministrazione sotto il profilo della logistica, sono molti gli aspetti da approfondire. Il Parlamento deve essere informato. Massima stima per il commissario Arcuri ma guai a commettere con i vaccini gli errori fatti con banchi e mascherine”

[l’intervista] 'Il Parlamento indaga sul piano vaccini. E’ la nostra ultima speranza. Questa volta è vietato sbagliare'

“E’ la nostra ultima trincea. E anche l’ultima speranza. Dobbiamo essere sicuri che andrà tutto più che bene. Stavolta non ci sarà un secondo tempo”. Raffaella Paita è presidente della Commissione Trasporti e Infrastrutture della Camera e ha chiesto e ottenuto di avviare un ciclo di audizioni sul Piano nazionale vaccini anti Cov-Sars 19. “Massima fiducia in tutti coloro che stanno  lavorando al Piano, dal governo al Commissario Arcuri” precisa la presidente di Italia viva. “Ma è necessario che anche il Parlamento vigili su ogni passaggio di questa fase così delicata per ridurre al minimo gli errori. Stiamo parlando di uno dei più grandi e rapidi piani nazionale di vaccinazione che questo Paese abbia mai affrontato. E’ una situazione inedita per tutti. Credo sia utile sapere ed essere aggiornati. Per non dover poi dire dopo, a tempo scaduto, io non sapevo o io lo avevo detto”. 

Il vaccino “americano” è già qui, a  -70° in 350 enormi freezer. “Qui” è la cittadina di Puurs, in Belgio, la sede dell’unico stabilimento europeo della Pfizer. Centinaia di migliaia di dosi pronte per quando arriverà il via libera delle agenzie del farmaco. La Commissione europea ne ha ordinate trecento milioni. Di queste 40 sono riservate all’Italia. Le due grandi agenzie per la validazione dei farmaci, l’americana Fda e l’agenzia europea (Ema) dovrebbero dare i verdetti finali intorno alla metà di dicembre. Le prime somministrazioni in Europa sono previste a gennaio, in Germania nelle prime due settimane, in Italia entro la fine di gennaio. Si parla di un  milione e 700 dosi. Il punto è che mentre Spagna, Germania, Francia sanno già - o almeno così dicono - cosa ciascun cittadino dovrà fare e la Merkel ha affidato la logistica della vaccinazione all’esercito, noi sappiamo molto poco. Quasi nulla. “Ecco il piano” disse in un’intervista una decina di giorni fa il presidente dell’Aifa (agenzia per il farmaco). Nelle stesse ore il premier Conte nominò Domenico Arcuri commissario straordinario per i vaccini.   

Presidente Paita,  Arcuri è il Mr Wolf della pandemia?

“L’indagine che vuole svolgere la Commissione non mette in alcun modo in discussione la fiducia nel dottor Arcuri. Diciamo però che non volendo ripetere gli errori commessi per un motivo o per l’altro con le mascherine e i banchi di scuola, questa volta il Parlamento chiede di essere informato e aggiornato su tutto. Passo dopo passo. Diciamo anche che ci spaventa un po’ che sia sempre lui a sovrintendere tutte le fasi questa emergenza. Non è umanamente possibile”.  

Il piano vaccini è la nostra ultima speranza per uscire dal tunnel della pandemia. Vietato sbagliare?

“Appunto. La Commissione, e quindi il Parlamento, maggioranza ed opposizione che hanno accolto senza dubbio alcuno questa iniziativa, si è attivata proprio per contribuire a dare massima efficacia e trasparenza al Piano. Dobbiamo arrivare a quella data, fine gennaio o quando sarà, con la massima preparazione e il totale coordinamento”.

Il governo dice che il Piano c’è già. Voi ne sapete qualcosa di più?

“No, ecco perchè chiediamo informazioni. E’ una vicenda così complessa che va preparata e analizzata in ogni suo aspetto: il trasporto, lo stoccaggio, la conservazione, la distribuzione, la somministrazione ai cittadini, chi deve fare cosa e dove e quando”. 

 Avete già fissato un calendario di audizioni?

“Iniziamo il 24 con le associazioni dei trasportatori che per prime nei giorni scorsi hanno lanciato l’allarme. Trasporto delle dosi, logistica che significa capannoni e siti di stoccaggio, messa in sicurezza e poi distribuzione. Dove e a chi? E quando?  Hanno messo in fila una lista di questioni a cui è necessario e urgente iniziare a dare risposte. Subito dopo vogliamo sentire il commissario Arcuri, il ministero dei Trasporti e della Salute. Da questo primo ciclo, capiremo se sarà necessario approfondire altri aspetti”.  

Ha già una scaletta di priorità? 

“Il primo tema da chiarire è la quantità reali di dosi necessarie all’Italia, il fabbisogno reale. E’ la più grande campagna di vaccinazione in tempi ravvicinati che la storia del nostro paese abbia mai conosciuto. La Commissione non ha alcuna intenzione di invadere le competenze di altri colleghi, però mi sembra che dare una corretta informazione ai cittadini e alle istituzioni, raccogliendo il contributo del mondo della logistica e dei trasporti, su questo sia non solo necessario ma un obbligo”. 

Altre priorità?

“Ad esempio sapere se le dosi arriveranno dall’Europa o anche da paesi extra Ue. In questo caso occorre riflettere subito sul passaggio doganale: servono procedure  semplificate ed omogenee. Ci ricordiamo alcune difficoltà registrate alle dogane ai tempi delle mascherine”.  

Si fa un gran parlare sulla cosiddetta “catena del freddo”, come conservare dosi che devono stare a -70 °

“Più in generale dopo trasporti e nodo dogane, ci preoccupa  lo stoccaggio. Su questo punto abbiano solo domande:  i flaconi dovranno essere conservati a -70°? Serve uno solo o più siti di stoccaggio? Ci saranno hub regionali o altri centri intermedi? Sulla “catena del freddo” dovremo prima conoscere i parametri di conservazione - leggiamo di conservazione a -70° e di una defreezzazione tra 2 e 8, corrisponde al vero? E poi accertare di avere tutto pronto per rispettare questi o altri parametri”.

Presidente, il governo assicura di avere il Piano…

“Ottimo, in questo caso chiediamo solo di conoscerlo e ci mettiamo a disposizione per ulteriori verifiche. Com’è che si dice? Quattr’occhi vedono meglio di due… Ecco, più siamo a controllare e meglio è”.

Poi c’è l’ultimo miglio…

“Infatti, la distribuzione negli ospedali e come sarà somministrato ai cittadini. Ripeto, rispettiamo le competenze di ciascuno però sarà una campagna di vaccinazione talmente complessa e inedita che se il Parlamento inizia ad approfondire ora insieme a governo e commissario ci sarà da subito una buona attività di interazione. E sarà più facile evitare errori logistici. Non ci dobbiamo scordare che qualche mese fa questo Paese non è riuscito a garantire mascherine e camici e protezioni ai medici nelle rianimazioni”. 

Teme che l’attività della Commissione possa infastidire il governo?

“Ad oggi non mi risulta. Nessuno di noi vuole svolgere funzioni proprie del commissario o del governo. Ci atteniamo rigorosamente alle nostre funzioni: il Parlamento esercita il controllo e avanza proposte. Devo anche dire che fino ad oggi Arcuri ha sempre collaborato con il Parlamento ogni volta che gli è stato chiesto. Noi vogliamo capire con il Commissario qual è il programma di intervento che ha in mente”. 

A proposito di “ultimo miglio”. Matteo Renzi, leader di Italia viva, il suo partito, ha proposto il coinvolgimento dell’Esercito le cui competenze possono essere preziose proprio nella logistica.  Lei crede che sia necessario impiegare i militari? 

“Credo anch’io che le forze armate in questo caso possano fornire competenza ed efficienza. Non sarebbe sbagliato pensare al coinvolgimento dell’Esercito. Sarà una proposta al governo. Che magari ci ha già pensato da solo. Vogliamo solo saperlo. Siamo un Parlamento eletto da cittadini che ogni giorno vengono travolti da una quantità tale di informazioni per cui è facile restare confusi”.  

Avete avuto alert su possibili assalti ai camion che distribuiranno i vaccini e ai siti di stoccaggio?

“A noi, a me, non è arrivato nulla di specifico. Le audizioni serviranno  proprio per capire il grado di delicatezza di tutte le fasi della vaccinazione”. 

Ma perchè l’Italia non ha ancora un piano scritto e dettagliato? Francia, Germania, la stessa Spagna lo hanno già. Così almeno dicono.

“L’importante è che sia scritto e dettagliato nel giro di pochissimo. E che magari ci sia anche  la supervisione dell’Europa per avere il più possibile procedure standardizzate e condivise a livello europeo”.  

Affronterete anche il tema siringhe? Servono quelle di precisione e Arcuri ha detto che la gara partirà oggi.

“Il tema siringhe non riguarda la logistica ma ovviamente cercheremo di capire tutto”. 

Teme che il gioco degli annunci, dal sapore vagamente commerciale, possa influenzare le autorità regolatorie, le grandi agenzie che dovranno dare il via libera finale alla campagna? Mi riferisco a Fda e Ema. 

“No, non mi ha preoccupato. Io guardo al lato positivo: ci sono più realtà che stanno lavorando per raggiungere gli obiettivi. A me preoccupa che arrivi presto e che sia efficace. Se il paese non avrà la facoltà di vaccinarsi nel giro di pochissimo, avremo un’evoluzione drammatica di questa pandemia. Siamo in un passaggio delicatissimo della storia. Anche per gli effetti sull’economia. Dobbiamo tutti auspicare e lavorare perchè tutto vada al meglio con il massimo del controllo e della rapidità. Questa volta non ci sarà un secondo tempo”.   

Sentirete anche i responsabili dello stabilimento Pfizer di Puurs in Belgio dove il vaccino è già arrivato e stoccato? 

“Decideremo in commissione ogni audizione utile, coinvolvendo sempre maggioranza e opposizione. Detto questo faremo tutti gli approfondimenti possibili per capire a che punto siamo”.  

Non sarebbe stato più giusto far lavorare la Commissione salute e affari sociali?

“ Ci sono più competenze in questa vicenda. Comunque prima di partire ho parlato di questa iniziativa con la presidente Maria Lucia Lorefice del Movimento 5Stelle che si attiverà per la parte sanitaria che è di sua competenza. Lavoreremo insieme”.

Il professor Crisanti ha “dubitato” dell’efficacia dei vaccini. Stanno volando scomuniche nella comunità scientifica. Che ne pensa?

“In questo momento avremmo bisogno di meno parole e più riflessioni ponderate e meditate anche nel lanciare messaggi che in questo momento potrebbero non incentivare a fare la cosa più giusta: vaccinarsi. In generale dico che è stato uno spettacolo desolante in questi lunghissimi mesi vedere un ’esposizione mediatica così assidua e spesso anche discordante. La tv arriva nelle case abitate spesso da anziani soli che assumono lì le loro certezze. E paure. Un po’ più di misura non guasterebbe”.