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Insegnanti, autocandidatura in video "a figura intera": l'iniziativa fa discutere, docenti si riprendono in bikini

Due istituti di Pistoia e Prato lanciano così la "chiamata diretta" dei dirigenti scolastici. Il Codacons: la scuola non è il "Grande Fratello"

di An.Loi   
Docenti protestano in costume da bagno
Una recente protesta dei docenti precari in costume da bagno

Vero è che le linee guida della riforma della scuola introdotta da Renzi lasciano ampio spazio decisionale ai dirigenti scolastici. E appare altrettanto vero che la "discrizionalità" in alcune scuole d'Italia sia stata presa sul serio. Fatto sta che, mentre da pochi giorni ha preso il via il reclutamento degli insegnanti a chiamata diretta nelle scuole d'infanzia e nelle primarie, accade che nell'Istituto Comprensivo "Pier Cironi" e nell'istituto Comprensivo Statale "A. Frank - Carradori" (rispettivamente di Prato e Pistoia) i dirigenti scolastici non si siano limitati a chiedere l'invio di una mail di candidatura con curriculum ma abbiano sollecitato l'invio di un video di autopresentazione. Badate bene: un video a figura intera.

Fatto da leggere, ovviamente, come un'iniziativa personale - e piuttosto curiosa - dei due presidi-manager, visto che nelle linee guida ministeriali si parla di mail ma non di contributi video che, comunque, non vengono esplicitamente vietati. Tanto più che le immagini con cui l'aspirante insegnante (un tempo era chiamato supplente annuale) si presenta e illustra le sue motivazioni non a mezzobusto ma a inquadratura totale. Apriti cielo. Le polemiche fioccano e Orizzonte scuola, sito di informazione e discussione del mondo della scuola, non usa mezzi termini: apre un forum che dà voce alle proteste giunte da più parti e parla ironicamente non di semplici autocandidature ma di "provini tv". 

L'associazione di idee viene quasi naturale: non insegnanti competenti e preparati ma "veline" e "tronisti". Come se la "bella presenza" e la spigliatezza davanti a una telecamera fossero elemento essenziale per un insegnante di chimica o di storia e letteratura. Tanto più che nel video di presentazione non viene richiesta una lezione prova da cui potrebbe scaturire una valutazione sull'eloquio del candidato o sulla preparazione, ma piuttosto un breve messaggio di presentazione. Sfugge il valore aggiunto dell'iniziativa. "Sotto il Governo Renzi la scuola sembra trasformarsi in un gigantesco reality show", denuncia il Codacons che parla di "colpo di mano". "Ci manca solo che i presidi chiedano ai docenti di ballare e cantare, e poi ci troveremmo di fronte a un qualsiasi provino per il 'Grande Fratello'", spiega l'associazione dei consumatori che chiede al Miur di "intervenire con urgenza per bloccare eccessi che mortificano gli insegnanti senza nulla apportare al miglioramento dell'istruzione".

Nel dubbio, alcuni insegnanti hanno risposto alla chiamata in maniera ironica inviando un video che li ritrae in costume da bagno. La chiara intenzione è quella di attirare l'attenzione sull'ennesima bizzarria dei nostri tempi. Anche perché, sostengono, è semplice immaginare la difficoltà di coloro che per inibizione caratteriale subiscono un blocco emotivo o biascicano parole confuse davanti alla telecamera. E il timore di dare una "pessima" immagine di sé potrebbe escludere una fascia anche ampia di persone. E in questo  contesto è veramente escluso che handicap o caratteristiche personali non si trasformino in vere e proprie discriminazioni? La domanda che corre sui social infatti è: quanto vale "il merito" nella scuola pensata dal premier Renzi? Nell'attesa di capirlo, a fianco all'hashtag ‪#‎buonascuola‬ lanciato dal governo ne compare un altro, ‪#‎bonascuola‬, promosso dagli insegnanti.

di An.Loi   

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