[La polemica] Cari inglesi vivere a Napoli non è come andare all'inferno. La città del sole nella città dell’incubo

Come Raqqa e Caracas secondo il Sun. Una intera città in rivolta contro quello che viene ritenuto un marchio d’infamia, ingeneroso, sbagliato, senza un occhio obiettivo sulla città

La città di Napoli
La città di Napoli

Napoli è tra le dieci città più pericolose al mondo. A sostenerlo è un giornale inglese, il Sun, celebre più per il sensazionalismo e il gossip che per l’informazione. Ma tanto è bastato perché si sollevassero scudi, permalosità, offese, accuse, e anche qualche immancabile scongiuro. Una intera città in rivolta contro quello che viene ritenuto un marchio d’infamia, ingeneroso, sbagliato, senza un occhio obiettivo sulla città.

Una indagine statistica

In realtà, il tabloid inglese compie una semplice indagine statistica. Mettendo insieme i dati di indicatori numerici che il giornale considera rivelatori della pericolosità, traccia una classifica e costruisce una mappa. Ne escono così dieci grossi centri urbani considerati ad alto rischio. Mogadiscio (Somalia), Raqqa (Siria), Saint Louis (Usa) ma anche Perth, in Australia,Caracas per l'America del Sud, San Pedro Sula (Honduras), Kiev per l'Europa orientale, Grozny (Cecenia), Karachi (Pakistan).

Cattiva compagnia

Una compagnia, in effetti, non proprio piacevole. L’elenco viene tirato fuori prima individuando dieci diverse aree geografiche e poi tirando da ciascuna di esse la città dove i vari indici segnano un numero alto. Gli indicatori sono quelli classici del crimine violento: terrorismo, droga, omicidi, mafie, guerra, disordini razziali, violazioni dei diritti umani. Per l’Europa occidentale, la maglia nera è finita sulle spalle di Napoli.

Record di omicidi

A carico della città partenopea, naturalmente, sono imputati le gang criminali, traffico e spaccio di droga e, soprattutto, l’alto numero di omicidi, che ne fanno la città dove si uccide di più in Europa occidentale. “Il tabloid britannico – dice l’Ansa - descrive le 'esecuzioni' di camorra come un fatto comune e parla della cittàpartenopea come di un luogo "noto per i legami con il crimine organizzato". Tratteggia poi la camorra come un'organizzazione meno gerarchica rispetto alla mafia siciliana o alla 'ndrangheta calabrese, raccontando di scontri "frequenti" fra i clan, di una lotta spietata per il controllo del mercato degli stupefacenti, della diffusione di "baby gang" con affiliati anche "12enni" al servizio di "boss più anziani che si spartiscono il territorio".

Le baby gang criminali

Sempre dal giornale britannico viene l’analisi di merito della stessa criminalità “Essa è vista – scrive il Sun - come una strada verso il benessere da tanti giovani anche a causa della disoccupazione”. Messa così, è difficile dare torto al tabloid. I numeri sono oggettivi e i delitti di camorra, con l’escalation delle baby gang di criminalità organizzata, sono innegabili. Proiettano, sicuramente, un’ombra sulla città. Sono notizie di cronaca, non fiction. E’ la vita quotidiana, non Gomorra.

La città complessa

Ma si può chiudere così un discorso ampio su una città complessa? Si può partire da un dato statistico puro e semplice per tracciare un profilo socio-ambientale e infilare una città in una mappa nera così cruenta? “La città - scrive il tabloid  - ha una reputazione talmente cattiva in Italia a frase “vai al diavolo" sarebbe stata trasformata in "vai a Napoli". Tipo vai all’inferno. Ecco, questa è proprio una sciocchezza. Alzi la mano chi ha mai sentito una espressione di questo tipo.

Giudizio sommario

Il giudizio su Napoli, dei tantissimi turisti stranieri che la affollano, degli italiani che vengono a visitarla a migliaia, degli stessi napoletani, è molto più articolato di quanto non sia in grado di documentare il giornale inglese. I problemi sono evidenti, e nessuno può negarli. I morti ammazzati pesano sulla vita civile, e rimuoverli come se non esistessero è un esercizio sciocco. Lo stesso vale per l’oggettivo peso della camorra nella dinamica sociale ed economica. Ma Napoli è molto altro ed è molto di più. Basterebbe interrogare gli stessi turisti inglesi, di ritorno dalla visita a Napoli. Racconterebbero di una città sicuramente complessa, con molti disservizi, alcune asperità ma di rara bellezza, di storia unica, di patrimonio indiscutibile, dove, peraltro, la sensazione di sicurezza è anche molto alta. Non mancano i crimini predatori ma in nessun modo questi hanno ancora trasformato la città del sole nella città dell’incubo. Non ci riesce la realtà. Non ci riuscirà il Sun.