[L’inchiesta] Un incidente su quattro è colpa dello smartphone. La distrazione fatale che uccide

170.000 multe l'anno. Scrivere un messaggio o guardare un social network sul proprio smartphone per almeno 10 secondi durante la guida equivale a percorrere bendati almeno 110 metri ad una velocità di 40 km/h

[L’inchiesta] Un incidente su quattro è colpa dello  smartphone. La distrazione fatale che uccide

Ancora non sappiamo se la causa del grave incidente avvenuto a Bologna sia da imputare ad una distrazione o ad un colpo di sonno, saranno le indagini a chiarirlo. La polizia infatti acquisirà i tabulati telefonici dell'utenza della vittima per verificare se fosse impegnato in una telefonata durante l'incidente. Sul corpo del guidatore non verrà effettuata l'autopsia, poiché la salma risulta completamente carbonizzata. L'esame autoptico non potrebbe dunque fornire indicazioni su un presunto malore, un colpo di sonno o se guidasse sotto l'effetto di alcol o droga. Per il momento la strada che sembra più realistica è quella dell'uso del telefonino. Andrea Anzolini, l'autista vittima dell'incidente infatti poco prima del tamponamento era passato attraverso un altro ingorgo superato agilmente. Secondo la Polstrada il cellulare potrebbe essere l'unica spiegazione della distrazione.

Andrea Anzolin era partito alle 4 del mattino da Alonte, un piccolo paesino in provincia di Vicenza. dove la ditta di cui era dipendente gestisce un grande deposito. A Livorno Anzolin si ferma e si riposa per due ore e scrive: “Sono a Livorno, fin qui tutto ok” . Alle 10.30 chiama l’azienda: “La cisterna è carica, ho ricevuto i documenti per il trasporto. Parto subito”. Poi l’arrivo a Bologna. “Non era stanco, aveva riposato per due giorni di seguito, sabato e lunedì” dicono i dipendenti della LORO SPA. Anzolin era considerato un conducente esperto con alle spalle più di dieci anni di lavoro. L’arrivo in Veneto era previsto per le 15,30. “Improvvisamente abbiamo perso il contatto del Gps” raccontano dall’azienda. In quei secondi l’autocisterna ha tamponato il camion.

Basterebbe guardare i dati della Polizia Stradale per credere facilmente alla pista del cellulare. Le statistiche dimostrano infatti che il 90% degli incidenti è causato da distrazioni del guidatore, uno su quattro per l'uso di apparecchi elettronici per un totale di circa 170.000 multe l'anno (dai 161 ai 647 euro di sanzione). Il Politecnico di Torino insieme alla polizia stradale ha messo a punto un sistema che permette di verificare quanto accaduto prima di un impatto in automobile. Una scatola nera che incrocia i dati del traffico di messaggistica e fonia del cellulare per capire se è stato utilizzato prima dell'incidente. Già diverse polizie municipali hanno adottato in modo spontaneo misure simili, da Pordenone a Ravenna. Scrivere un messaggio o guardare un social network sul proprio smartphone per almeno 10 secondi durante la guida equivale a percorrere bendati almeno 110 metri ad una velocità di 40 km/h.

Una buona notizia però c'è, qualcuno ha saputo trasformare l'emergenza in impresa e servizio pubblico. Olimpia Bolla si è inventata l'applicazione Smartphoners che Tiscali ha scaricato e provato. “Pensa a guidare e posa il cellulare” è lo slogan che accompagna la App gratuita per Ios e Android. Un meccanismo che premia ad esempio le chiamate non risposte ed incentiva l’utente iscritto al rispetto dei limiti di velocità e del codice della strada tramite premi. Entrando a far parte della community il guidatore può misurare i chilometri percorsi in auto senza utilizzare lo smartphone, confrontare i traguardi raggiunti con gli altri membri e partecipare a concorsi giornalieri. “Stavo per finire sotto ad un camion mentre rispondevo ad un messaggio- racconta Olimpia- cosi ho sentito la necessità di fare qualcosa di veramente utile”.