Nave da crociera contro battello a Venezia: Feriti e persone in acqua. Salvini: “Era evitabile a causa dei ‘no’ M5s”

L'incidente presso l'imbarcadero di San Basilio, mentre erano in corso i preparativi del tradizionale sposalizio del mare. Disattivare l'Adblock per vedere il video

TiscaliNews

Anche l’incidente nautico avvenuto a Venezia fra un colosso dei mari e un battello diventa terreno di scontro all’interno del governo, con il vicepremier Salvini che lancia accuse all’indirizzo dei M5s. "Mi risulta che una soluzione per evitare problemi come quello dell'incidente tra le navi a Venezia era stata elaborata già dall'anno scorso, con l'allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera, ma tutto ciò è bloccato da mesi perché è arrivato un 'no' da un ministero romano, e non è un ministero della Lega". Lo afferma da Tivoli il vicepremier Matteo Salvini.

La dinamica

Lo scontro avvenuto è nella Laguna di Venezia fra la nave da crociera Msc Opera e il battello River Countess che aveva a bordo 130 persone. La nave da crociera stava raggiungendo la stazione marittima nel capoluogo veneto, trainata da un rimorchiatore, quando a causa di un black out e della rottura del cavo di traino ha perso il controllo. Finendo contro il natante ormeggiato presso la stazione di San Basilio, tra le persone in fuga terrorizzate. 

"Avaria al motore"

"La nave di Msc aveva un'avaria al motore, segnalata subito dal comandante. Il motore era bloccato, ma in spinta, perchè la velocità aumentava, come confermano i tracciati Ais". Lo ha spiegato Davide Calderan, presidente della Rimorchiatori Uniti Panfido, la società che con due imbarcazioni stava guidando la Msc Opera all'arrivo in marittima, prima dell'incidente. I due rimorchiatori hanno cercato di fermare il 'gigante', fino a quando un cavo di traino si è rotto, tranciato dall'impatto con il battello fluviale.

Il comandante: "Perdita di comandi"

"Presumibilmente c'è stata una perdita dei comandi...". Pochi minuti di conversazione, tra la sala operativa della Capitaneria di Porto, e il ponte comando della 'Msc' spiegano la drammaticità dell'incidente avvenuto a Venezia. Questo il dialogo tra i soccorritori e la nave. "...Ci aggiorna sulla situazione in corso? cambio". "E' il pilota che parla, il comandante è impegnato... Al momento siamo sulla nave con la prua preminentemente appoggiata al '29', abbiamo il rimorchiatore di prua che ha rotto il cavo ed in assistenza al 'River Countess', che è sul nostro fianco sinistro. A poppa abbiamo sempre mantenuto il rimorchiatore con il cavo e siamo fermi". La telefonata continua: "Abbiamo dato ordine di dar fondo alle due ancore e di agguantarle, abbiamo messo i rimorchiatori di prua in forza ad allargare lato opposto al 29, e quello di poppa in frenata a tutta forza per fermare l'abbrivio della nave, ma dal ponte non abbiamo compreso bene cosa sia successo".

La grande paura

Nell'urto alcune persone sono state sbalzate in acqua, quattro i feriti a bordo della Msc, in condizioni non gravi. Sono tutte donne, turiste straniere. Arrivati sul posto, vigili del fuoco e polizia hanno allestito i soccorsi. L'incidente ha turbato i tradizionali preparativi per lo sposalizio con il mare che si tiene tutti gli anni a Venezia e coinvolge numerose imbarcazioni. Accade proprio nel periodo in cui si è fatta più decisa la protesta delle associazioni che chiedono che venga vietato il passaggio delle grandi navi in Laguna, dopo il parere positivo per il loro stazionamento a Marghera arrivato di recente dall'Unesco. 

Zaia: "Ora Toninelli si decida"

"L'incidente avrebbe potuto risolversi in una tragedia. Apprendo con sollievo che le condizioni dei feriti non sono gravi. Questo incidente ci fa riflettere nuovamente sul tema del transito delle grandi navi nel bacino di San Marco e lungo il canale della Giudecca e di conseguenza sul loro auspicato allontanamento". Lo afferma il governatore del Veneto, Luca Zaia. "Stiamo ancora discutendo - aggiunge - dell'applicazione di un decreto che porta i nomi dei ministri Clini e Passera, che furono titolari di dicastero nell'ormai lontano governo Monti. Stiamo parlando del 2011 mentre le proposte della Regione del Veneto e del Comune di Venezia per una viabilità delle grandi navi giacciono presso i ministeri interessati da anni. Il ministro dell'infrastrutture decida qualcosa; non si può più attendere".

La risposta del ministro

La risposta di Toninelli arriva via Twitter: "L'incidente di oggi al porto di Venezia dimostra che le grandi navi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo".

Lega, Mit? Piano già pronto da mesi

Ma ecco cosa dicono altri esponenti leghisti: "Il piano alternativo" per le grandi navi a Venezia "era già pronto dallo scorso novembre" e condiviso con autorità locali e armatori, "peccato che sia stata bloccata subito dal Mit e che in tutti questi mesi il Ministro Toninelli non abbia più preso una decisione definitiva limitandosi all'ipotesi, assurda per molti, di far attraccare le navi a Chioggia, ossia in mare aperto". Ci auguriamo che il Ministro competente risolva la questione una volta per tutte". Lo affermano il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, e la deputata veneziana, Ketty Fogliani.

M5S: la Lega presenti un piano se lo ha, no agli annunci

E Di Maio non risponde direttamente ma, evidentemente, la manda a a dire:"Sentiamo sempre dire dalla Lega che loro hanno una soluzione a tutto, ma finora non è mai arrivata alcuna proposta sul tavolo. Nessuna. Non serve fare annunci, serve fate la cose e risolvere i problemi. Se la Lega ha un piano per risolvere tutto domani lo presenti, non siamo gelosi, e se è buono lo portiamo avanti". Così fonti del M5S replicano a Matteo Salvini sul caso.

Sgarbi: soluzione vicina? Non è vero

Nel dibattito si inserisce Vittorio Sgarbi che smentisce il ministro Toninelli quando dice che la soluzione per allontanare le grandi navi dal Canale della Giudecca è vicina. "Purtroppo non è così, il ministro fa dichiarazioni di principio perché la strada alternativa al momento esiste, ma così com'è non è percorribile dalle navi". Vittorio Sgarbi, come sempre battagliero anche contro lo scempio delle immense navi da crociera nel centro di Venezia, si dice fortemente scettico sulla reale concretezza di una soluzione a breve: "Non lo dico per dire - spiega il critico - ma proprio qualche settimana fa ho chiesto conto di questa cosa al comandante della Capitaneria di porto di Venezia. Il quale mi ha confermato il progetto di una soluzione alternativa, ma mi ha anche spiegato e fatto vedere che il giro più lungo per allontanare le navi dalla Giudecca presuppone degli interventi di scasso e di allargamento del canale". Non una cosa da poco, sostiene il critico. Che ricorda i tempi e "l'attesa biblica di Venezia per il Mose", e ribadisce: "Come tutte le persone di buon senso io sono contrarissimo alle grandi navi nel Canale della Giudecca e capisco che anche i ministri Toninelli e Bonisoli, ragionando con il buon senso, siano d'accordo con me. Ma il problema al momento è che una immediata alternativa di accesso per le grandi navi non c'è. Toninelli rischia di essere già stato dimenticato come ministro quando apriranno quella strada". Chissà, scherza amaro, "ai turisti potremmo proporre il canotto".

Vertice Prefettura: subito deviazione

E come spesso accade, quando la politica è paralizzata, al quotidiano devono pensare i prefetti. Deviare "in tempi ristretti, almeno parzialmente" sul canale Vittorio Emanuele III il traffico delle navi da crociera per la stagione in corso nella Laguna di Venezia. La soluzione, che dovrà passare attraverso uno studio della Capitaneria di Porto, è stata prospettata da parte del Comitato per l'ordine e la sicurezza convocato oggi dal Prefetto Vittorio Zappalorto, dopo l'incidente.