Precipitati nel vuoto in cantiere: morti due edili. Ma è una settimana di sangue: i numeri della strage silenziosa

Il primo incidente è avvenuto in provincia di Matera, il secondo nel Veronese. Dall'inizio della settimana già 6 morti e diversi feriti. L'Inail: vittime in aumento

(Foto Ansa)
(Foto Ansa)

Altre due morti bianche si aggiungono alla già lunga lista delle croci sul posto di lavoro. In seguito a una caduta da un'impalcatura, un operaio di circa 50 anni ha perso la vita questa mattina a Nova Siri in provincia di Matera. Secondo le prime informazioni l'uomo era impegnato nei lavori di ristrutturazione di uno stabile. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell'incidente. Verso le 10:40 di oggi un'altra brutta notizia: un altro edile ha perso la vita precipitando a terra mentre stava costruendo un muretto, a Brenzone del Garda, in provincia di Verona. Ma è solo l'ultima di una serie di vittime che, nell'ultima settimana, hanno riempito i necrologi dei giornali. 

Giornate che richiamano l'attenzione sulla strage silenziosa delle "morti bianche" che falcidia l'Italia e che, nel Veronese, fa segnare la sua terza vittima nell'arco di poco più di 24 ore. Un agricoltore di 26 anni, Marco Accordini, è morto ieri dopo essere stato schiacciato dal trattore che stava guidando: una giovane vita persa a Negrar. Al ragazzo si deve aggiungere un altro operaio, deceduto dopo essere stato travolto da una matassa di ferro che stava scaricando da un camion in un'azienda a Legnago, ancora in provincia di Verona, peraltro soccorso tempestivamente. Purtroppo per lui nessuna speranza di sopravvivenza

Un operaio 58enne, travolto da un treno in transito sulla tratta Roma-Firenze a Città della Pieve (Perugia) martedì, si aggiunge alla drammatica lista. E in barba alle discussioni sul livello delle pensioni in Italia, appare significativo che un'altra delle tante vittime di questo inizio settimana di sangue sia un uomo di 72 anniDonato Marti, originario di Avetrana (Taranto), deceduto martedì dopo essere caduto da un'impalcatura di 5 metri durante i lavori di ristrutturazione di uno stabile a Lecce, mentre insieme ad altri operai era impegnato ad installare un montacarichi. La domanda sul perché a quell'età fosse ancora costretto a lavorare è lecita. 

Ma questa settimana si conta anche un numero importante di lavoratori feriti: a Livorno un operaio di 35 anni è rimasto ferito in un cantiere nautico, mentre nella scorsa notte, alla Bracco Imaging di Cesano Maderno, in Brianza, due persone sono rimaste ustionate gravemente da un getto di iodio vaporizzato. Entrambe sono ricoverate all'ospedale Niguarda di Milano.

Al lavoro crescono gli infortuni: i numeri

Fatti che gettano un fascio di luce sul mondo del lavoro e sul problema (irrisolto) della sicurezza. Nel primo trimestre del 2022 gli infortuni sul lavoro - i dati sono dell'Inail - fanno segnare numeri impressionanti: 254.493 (+48,1% rispetto allo stesso periodo del 2021), 261 delle quali con esito mortale, ovvero -14,7% rispetto all'anno prima. Bisogna ovviamente tener conto del fatto che in questi dati rientrano anche i numeri relativi ai contagi da Covid 19 nei luoghi di lavoro. Dice infatti l'Inail che le denunce per infezioni professionali nei primi tre mesi del 2022 sono state tanto quanto quelle segnate nell'intero 2021, quando si lavorava in smart working o si usavano le mascherine.

Interessante anche il dato sulle patologie di origine professionale denunciate, che sono state 19.287, con un aumento del 3,5%. In ogni caso, i dati, spiega l'Inail, sono parziali e "vanno presi con le dovute cautele". Oggettive invece le denunce che hanno riguardato lavoratori che nel luogo di lavoro hanno perso la vita: ben 189, 5 in più. Di queste, 51 sono avvenute durante il tragitto tra casa e il lavoro.