Maxi incendio in un palazzo a Milano: ipotesi cortocircuito. Il magistrato: "Nessuna vittima". L'"effetto camino"

Nel grattacielo abitano 70 famiglie. L'intervento dei vigili del fuoco. Gli inquirenti sono al lavoro su diverse ipotesi. "Criticità nel sistema antincendio". Un condomino: i pannelli a fuoco come burro

TiscaliNews

Un cortocircuito al 15esimo piano forse all’origine dell’incendio che ha divorato il palazzo di via Antonini a Milano. Oggi - scrive ancora AdnKronos - nella ricerca delle cause del rogo, gli inquirenti della procura di Milano sono al lavoro su diverse ipotesi, ma al momento si aspettano le relazioni tecniche prima di procedere. Per questo sono intanto arrivati da Roma gli esperti del Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del fuoco. Anche se, come assicurato dai Vigili del fuoco, la struttura non rischia di crollare, ora si temono possibili crolli interni. La struttura esterna in metallo, invece, dovrà essere con ogni probabilità smantellata.

"Criticità sistema antincendio"

Il sistema antincendio della Torre dei Moro presentava diverse "criticità" e in particolare le "bocchette" dell'impianto da attivare manualmente funzionavano fino al quinto piano, non erano attive tra il quinto e il decimo, mentre hanno funzionato in parte tra il decimo e il diciottesimo piano. E' quanto hanno accertato al momento gli inquirenti milanesi. Le scale, invece, hanno consentito alle persone che stavano lasciando il palazzo di scendere in sicurezza, perché hanno un meccanismo che evita che il fumo possa entrare nelle scale stesse.

L'effetto camino

L’incendio si è rapidamente propagato a tutto l’edificio a causa dell’’effetto camino’, generato dallo spazio fra la struttura in cemento armato e la copertura in metallo. Un’intercapedine di alcuni centimetri in cui l’aria all’interno ha accelerato la diffusione delle fiamme, che hanno velocemente divorato la struttura esterna e l’edificio, come hanno accertato al momento gli inquirenti sul disastro avvenuto ieri nella zona Sud di Milano. Il procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano, dopo un nuovo sopralluogo in via Antonini con i vigili del fuoco, aprirà un fascicolo con le ipotesi di disastro colposo o incendio colposo.

"Non ci sono vittime"

"L'accesso è stato eseguito fino al dodicesimo piano al momento manualmente. Si conferma che non ci sono vittime che è la cosa più importante se non un cagnolino". Lo ha detto il magistrato, Tiziana Siciliano, che ha fatto un sopralluogo sul luogo del palazzo distrutto dal fuoco. Gli ultimi piani verranno raggiunti e questo deve ovviamente essere fatto nella massima sicurezza perché a noi interessa che i vigili del fuoco agiscano in sicurezza. - ha aggiunto -. I droni ci stanno consentendo di avere delle immagini molto buone anche all'interno degli appartamenti".

Continua dunque il lavoro dei vigili del fuoco. In strada ci sono ancora dei detriti, pezzi di vetri e di facciata che si sono staccati durante l'incendio. "La situazione attuale è che l'incendio formalmente ancora non è estinto completamente - ha spiegato Giuliano Santagata, comandante dei vigili del fuoco di Milano -. Dentro la torre concretamente ci sarà ancora qualche focolaio che andrà verificato e spento. "Mai vista a Milano una cosa così. È probabile che la facciata fosse fatta di materiale molto combustile". Dal piano più alto fino al seminterrato, 60 metri di palazzo andato in fiamme con pannelli che "si sciolgono come burro" e una colonna di fumo visibile praticamente ovunque in città. E al momento, sembra quasi un miracolo, non ci sono state segnalazioni di feriti o, peggio, di vittime.

Sala: "Abbiamo sentito tutti i residenti"

"Sono stati contatti tutti i residenti del palazzo - conferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala - e la buona notizia è che hanno risposto tutti. Da quello che capiamo, avendo contattato tutti, credo che in questo momento che ci siano vittime lo si possa escludere. Aspettiamo però di entrare in ogni appartamento ma possiamo tirare un sospiro di sollievo". "A questo punto i vigili del fuoco completeranno i lavori di spegnimento ed entreranno in tutti gli appartamenti, però il fatto di aver parlato con tutti gli inquilini ci rende più tranquilli - ha aggiunto Sala -. Ora c'è da pensare a questa povera gente che ha perso tutto, ora un aiuto immediato poi troveremo le formule e ci attiveremo per dargli una mano perché dovranno ricostruire da capo". "A latere però le responsabilità, va capito perché in un palazzo di costruzione così recente, di dieci o undici anni fa, possa essere successo quello che è successo - ha proseguito -. Siamo di fronte a persone che hanno rischiato la vita e hanno perso tutto. Quattro ore fa avevamo un livello di preoccupazione maggiore. Grazie ai vigili del fuoco che sono entrato con immediatezza e hanno bussato a tutte le porte però grazie anche agli inquilini: alcuni potevano correre giù velocemente invece hanno bussato a tutte le porte e questo è stato decisivo".

Cause da accertare, si è creato un "effetto camino"

Dal quindicesimo piano è iniziato tutto, per cause che verranno accertate quando verranno spente le fiamme che ancora dopo ore continuano a distruggere il palazzo. "Confermo che le fiamme sono partite dal quindicesimo piano - ha raccontato Augusto Bononi, l'amministratore del condominio -. Sembra che la famiglia non ci fosse da due settimane come mi ha detto il custode. Sull'innesco dell'incendio lo stanno verificando le autorità - ha concluso -, da quello che si vede dai video sarebbe interno all'appartamento".

Un video, girato da un residente della zona e acquisito dagli inquirenti, mostra che il fuoco si è sprigionato al 15esimo piano e poi in poco più di 15 minuti ha divorato l'intero edificio, intaccando soprattutto la struttura esterna di rivestimento costituita da lastre di polistirene e alluminio. Si è creato un "effetto camino" dovuto allo spazio (pare di una quindicina di centimetri circa) tra i pannelli di rivestimento e l'ossatura principale del grattacielo. L'aria contenuta in quello spazio ha contribuito a far correre le fiamme che hanno trasformato la Torre in una torcia. Gli stessi pannelli di rivestimento, dunque, non hanno retto al fuoco e proprio il fatto che non fossero ignifughi sarà uno dei temi delle indagini. Ad ogni modo, in Procura viene chiarito che è stata evitata una tragedia grazie anche al fatto che i primi inquilini che si sono accorti dell'incendio, sentendo l'odore del fumo, hanno avvisato gli altri presenti nel palazzo, bussando alle porte. Tempestivo, spiegano i pm, anche l'intervento dei soccorritori. E per fortuna, poi, nel grattacielo, dove abitano sessanta famiglie, erano presenti in totale solo una trentina di persone, perché altre erano ancora fuori per le ferie. Tra l'altro, nel video sull'origine dell'incendio si vede anche ad un certo punto del fumo bianco che può far presumere che il sistema antincendio si sia attivato, ma non sia riuscito a interrompere il propagarsi del fuoco. Ora il timore, come chiarito dagli inquirenti, è quello di crolli interni della struttura, mentre i tecnici valutano pure la possibilità di tirare giù, per evitare che collassi coinvolgendo altri edifici, l'intero rivestimento esterno, completamente bruciato. Nel frattempo, gli investigatori dovranno depositare nei prossimi giorni una relazione con le prime analisi agli inquirenti, che a quel punto dovrebbero ascoltare a verbale diverse persone, tra cui anche responsabili e progettisti che si sono occupati della costruzione del grattacielo.

Si tratta di un edificio nuovo

Altissime le fiamme che hanno fatto temere il peggio, dato che hanno ridotto il grattacielo in breve tempo in uno scheletro annerito. Eppure la Torre è un edificio del 2011, realizzato in calcestruzzo con lastre prefabbricate di polistirene, che fa parte della riqualificazione della zona Vigentino dove, tra gli altri edifici, è stata costruita anche la Fondazione Prada. Non doveva quindi bruciare così facilmente e così rapidamente: "Ci avevano detto che i pannelli che ricoprivano il palazzo erano ignifughi, invece sono bruciati rapidamente come fossero burro", ha raccontato all'ANSA una delle condomine del palazzo. "Saranno i tecnici a fare una verifica - ha aggiunto - ma ricordo perfettamente che ci avevano detto che i pannelli erano resistenti al fuoco".

Condomini in strada

Alla fine, chi con un animale, chi con poche cose recuperate in fretta, si sono tutti ritrovati in strada, spaventati, senza più una casa, ma salvi. "Io ero in terrazzo, abito ad in piano medio alto e ho visto arrivare dei calcinacci infuocati da sopra", ha raccontato una ragazza corsa in strada con la gabbietta del suo gatto. "Ho alzato lo sguardo e ho visto che in alto c'erano delle fiamme e ho chiamato i vigili del fuoco che mi hanno detto di uscire subito", ha aggiunto.

"Ero appena tornato a casa dalle vacanze, ho sentito un forte odore di fumo già sul pianerottolo, mi sono affacciato dalla finestra e ho visto le volute di fumo provenire dall'appartamento di sotto al quindicesimo piano". Così, in sostanza, un inquilino del sedicesimo piano ha raccontato a verbale agli investigatori, nell'inchiesta della Procura di Milano, il momento in cui ha lanciato l'allarme per il rogo della 'Torre dei Moro'. Ha telefonato ai vigili del fuoco, ha bussato a più porte per allertare gli altri inquilini e decisiva per diffondere l'allarme, stando al suo racconto, è stata una "chat" creata tra i condomini.

I vigili del fuoco: "Presto verifiche strutturali"

Nelle prossime ore saranno realizzate delle verifiche di tipo strutturale sul palazzo. "Il rischio strutturale sarà verificato da uno strutturista. Noi diciamo per precauzione che adesso l'edificio è pericolante - ha spiegato Giuliano Santagata, comandante dei vigili del fuoco di Milano -. Questa struttura è stata compromessa da un incendio e quindi potrebbe subire danni. La verifica sarà fatta nelle prossime ore, c'è qualche situazione di pericolo e questo non si può nascondere, ma nessuno può dire se cadrà il palazzo".